giorgia meloni paolo borsellino caroccia delmastro

“COSA AVREBBE DETTO PAOLO BORSELLINO DI QUESTO SCONCIO, DI QUESTO MALEODORANTE INSABBIAMENTO DI CHAT E DI SEGRETI?” – ATTILIO BOLZONI SQUARCIA IL VELO D’IPOCRISIA DI GIORGIA MELONI, CHE NON PERDE OCCASIONE PER CELEBRARE LA MEMORIA DEL MAGISTRATO UCCISO DALLA MAFIA, MENTRE IL SUO PARTITO E LA SUA MAGGIORANZA DI GOVERNO NEGANO ALLA PROCURA DI ROMA L’ACCESSO ALLE CHAT DI ANDREA DELMASTRO CON IL PRESTANOME DEL CLAN SENESE, MAURO CAROCCIA: “LA LOTTA ALLA MAFIA NON SI FA CON LA PROPAGANDA E LE SCENEGGIATE. SIAMO SICURI CHE PAOLO BORSELLINO AVREBBE ‘ASSOLTO’ L’AMICO DI PARTITO GIUDICANDOLO ALLA FINE SOLTANTO UN PO' DISCOLO E UN PO’ SPROVVEDUTO COME HANNO FATTO MELONI E GLI ALTRI DELLA SUA CORTE?”

Estratto dell’articolo di Attilio Bolzoni per “Domani”

 

giorgia meloni - paolo borsellino

Cosa avrebbe detto Paolo Borsellino di questo sconcio, di questo maleodorante insabbiamento di chat e di segreti? Cosa avrebbe mai pensato il “loro” Paolo Borsellino di un’oscenità senza confini, una maggioranza che fa un favore a un ex sottosegretario alla Giustizia legato agli amici del clan Senese, uno che si professa contro la mafia ma che è legato economicamente a un prestanome della mafia, un antimafioso coinvolto in affari mafiosi.

 

andrea delmastro mauro caroccia

Graziato, clamorosamente graziato, tanto da farci dubitare a questo punto che, non solo il diretto interessato Andrea Delmastro, ma pure quegli esponenti del suo stesso fronte politico che l’hanno spudoratamente protetto, sottratto alla giustizia dei comuni mortali, salvato mentre stava per sprofondare, soffrano di una qualche forma di disturbo bipolare. Tutti insieme appassionatamente eredi di Borsellino e, contemporaneamente, compari dei compari del boss della droga più famoso di Roma.

 

giorgia meloni ricorda paolo borsellino

Cosa avrebbe detto? Non avremmo mai osato immaginare un finale così rozzo e anche così minaccioso, nella forma e nella sostanza, per il "caso Delmastro”, una vicenda che si è sviluppata alla luce del sole da quando la premier Giorgia Meloni aveva definito una «leggerezza» la compartecipazione societaria fra un suo fedelissimo e un prestanome dei Senese nella famigerata Bisteccheria d’Italia.

 

Siamo sicuri che Paolo Borsellino avrebbe usato quella parola, leggerezza, per giudicare l’intreccio di cui sopra? Siamo sicuri che Paolo Borsellino avrebbe "assolto” l’amico di partito giudicandolo alla fine soltanto un po' discolo e un po’ sprovveduto come hanno fatto Meloni e gli altri della sua corte?

 

IL LOGO DI BISTECCHERIA DITALIA IL RISTORANTE DI ANDREA DELMASTRO CON LA FIGLIA DI MAURO CAROCCIA

Ripetiamo la domanda che ci siamo posti all’inizio: cosa avrebbe detto Paolo Borsellino sulle decisione della Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera che ha negato alla procura di Roma di acquisire i messaggi fra Delmastro e Mauro Caroccia, il ristoratore in carcere per favoreggiamento alla mafia?

 

Niente, Paolo Borsellino avrebbe detto niente perché niente c’era da dire sulle pericolose sbandate dell’ex sottosegretario e niente c’era da dire sulle altrettante pericolose raddrizzate della Giunta. Perché tutto risulta chiaro, tutto è tracciabile in questa destra che sulla mafia – e si capisce ogni giorno di più – bleffa, fa solo la mossa.

 

Urla, si straccia le vesti e poi ficca la testa sotto la sabbia, s’indigna e poi si sporca, vanta antichi (inesistenti) quarti di antimafiosità e poi si siede a tavola alla Bisteccheria d’Italia. Non si è vergognata neanche un po’ mercoledì Giorgia Meloni, lei che ha cominciato a far politica quando Paolo Borsellino è saltato in aria il 19 luglio 1992?

 

Non provano vergogna i capi e i sottocapi di Fratelli d’Italia che, tre giorni fa, sono scesi a Palermo e si sono riempiti la bocca per ricordare l’eroico magistrato che considerano oramai una loro proprietà privata? [...]

 

giorgia meloni ricorda paolo borsellino

Un paio di sere fa, in una trasmissione su Rai 3, è apparsa la presidente della Commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo che, in sintesi, ha spiegato: per trenta e passa anni nessuno ha capito nulla sul perché abbiano ucciso Borsellino, io ho letto tutte le carte e ho capito tutto. Bravissima.

 

Visto che è così preparata (e bravissima) legga anche qualche carta che riguarda l’ex sottosegretario Delmastro e quel ristoratore, Caroccia, s’informi sulle contiguità fra un rappresentante del governo e gli avvicinati della fazione Senese, si muova per rendere pubbliche quelle chat intorno alla Bisteccheria d’Italia.

 

mauro caroccia

[...]  Ma, per essere decentemente credibile, prima si guardi dentro, si guardi in casa. Lo stesso vale per la premier. Non basta evocare a ogni commemorazione lo spirito di Paolo Borsellino, la lotta alla mafia non si fa con la propaganda e non si fa con le sceneggiate.

 

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