massimo dalema d'alema d alema donald trump netanyahu kaja kallas

“FINO A 15 GIORNI QUESTA SIMPATICA SIGNORA KAJA KALLAS DICEVA CHE BISOGNAVA VINCERE LA GUERRA CONTRO LA RUSSIA. E’ INADEGUATA” – MASSIMO D’ALEMA, CHE DA PREMIER FECE BOMBARDARE BELGRADO (ANCHE SE POI SE NE PENTI’), SI SCOPRE PALADINO DELLA PACE IN UCRAINA E STRONCA L’ALTA RAPPRESENTANTE DELLA POLITICA ESTERA UE KAJA KALLAS – POI RISPOLVERA L’ANIMA DA VECCHIO COMUNISTA PER ATTACCARE TRUMP (“DA GIOVANI GRIDAVAMO CHE L’IMPERIALISMO AMERICANO ERA BARBARIE, ORA TRUMP SEMBRA DAR RAGIONE ALLA NOSTRA GIOVINEZZA”) E ISRAELE: “GUIDATO DA UNA DESTRA RAZZISTA CON ALCUNI MINISTRI CHE NON SO COME DEFINIRE SE NON FASCISTI. A GAZA E’ STATO COMMESSO UN GENOCIDIO” – VIDEO

 

massimo d'alema

24 marzo 2009 (Apcom) - Dieci anni dopo Massimo D'Alema fa il bilancio dei bombardamenti della Serbia da parte della Nato, per volontà del presidente Usa Bill Clinton. "Pentito no, mai", afferma l'allora presidente del Consiglio in un'intervista al 'Riformista'. "Continuerò però ancora oggi a pensare che non era necessario bombardare Belgrado".

 

"Oggi siamo in condizioni di avere un giudizio più equilibrato e problematico su questa vicenda", afferma D'Alema. "Ha bloccato le guerre balcaniche e innescato un processo per cui la Serbia oggi è un paese democratico, in cammino verso l'integrazione europea. Ed è un interlocutore fondamentale, perché, liberato dall'ipoteca nazionalista e autoritaria, sta tornando a svolgere un ruolo di primo piano in tutta la regione, che conoscerà vera stabilità solo con l'integrazione di tutti i Balcani occidentali nell'Unione europea, Serbia e Kosovo compresi". D'Alema ricorda, comunque: "Ero turbato dalla guerra. Sentivo la responsabilità di quello che accadeva, i civili che morivano... Ma mia preoccupazione era questa. Quando ci si trova coinvolti in avvenimenti così drammatici non ci si può preoccupare delle polemiche politiche interne".

KAJA KALLAS - AUDIZIONE PARLAMENTO EUROPEO

 

 

D'ALEMA

Gianluca De Rosa per il Foglio - Estratti

 

(…)

Massimo D’Alema tiene un block notes con copertina rossa sulla quale campeggia una falce e un martello. “Da giovani gridavamo che l’imperialismo americano era barbarie, poi abbiamo passato la nostra età adulta a pentircene,  ora invece Trump sembra dar ragione alla nostra giovinezza”, dice con un ghigno di ritrovato entusiasmo sul volto.

 

MASSIMO D'ALEMA

Ore 16, aula dei gruppi di Montecitorio. A dialogare con l’ex presidente del Consiglio che presenta un numero speciale della rivista della sua fondazione dedicato al Medio oriente – dal titolo “Una pace giusta”–  c’è il presidente della commissione Esteri, il deputato di FdI ed ex ministro berlusconiano Giulio Tremonti. E’ la seconda volta che i due si incontrano in pochi giorni. Meno di due settimane fa infatti avevano presentato insieme alla sede dell’Enciclopedia Treccani un libro dell’ex senatore Giovanni Pellegrino. Un’occasione per parlare del ruolo dell’Italia negli scenari di guerra .

 

massimo d'alema 2

Bolle qualcosa in pentola? “Macché, solo  comune voglia di parlare discutendo davvero, al di là della propaganda”, dicono gli organizzatori. Quel che è certo è che complice uno scenario internazionale quantomai caotico, è tornato il compagno Max. Un D’Alema decisamente di lotta che ieri dopo l’evento è andato ospite a Piazza Pulita. Ma un nuovo dinamismo lo si era già intravisto a fine 2024, quando l’ex premier e ministro degli Esteri  si era presentato prima a una manifestazione per la Palestina e poi al corteo dei sindacati contro il governo. “Sono un vecchio militante che ogni tanto viene preso dalla nostalgia”, aveva detto al Foglio.

 

DONALD TRUMP BENJAMIN NETANYAHU

 

Ieri comunque era un fiume in piena. “Ci si aspetterebbe che la civilissima Europa reagisse di fronte ad uno spot in cui il presidente degli Usa si raffigura a prendere il sole su una spiaggia a Gaza sotto la quale sono seppelliti ventimila bambini. E ancora: “Israele deve sentire il peso della pressione internazionale, servirebbero elezioni lì e in Palestina  perché  il futuro di quel mondo non può essere nelle mani di una leadership sotto accusa per crimini internazionali da una parte e  di una leadership priva di forza e di legittimità dall’altra”. Denuncia: “L’asimmetria informativa che cancella il massacro dei bambini palestinesi”. E cita Andreotti: “Anche io se fossi nato in un campo profughi sarei un terrorista”.

 

Bordate pure sull’Ucraina e in particolare contro l’Alta rappresentante per la politica estera Ue Kaja Kallas: “Fino a 15 giorni diceva che bisognava vincere la guerra contro la Russia. E’ inadeguata”. In platea, comunque, mezzo Pd lo applaude con una passione che chissà se sarà la stessa riservata oggi in direzione a  Schlein.

massimo d'alema

 

(…)

La posizione di D’Alema su Israele è radicale. Addirittura la pubblicazione della sua fondazione chiude con un intervento del professore di diritto internazionale Luigi Daniele dal titolo eloquente “Dizionario civile: Genocidio”. In cui si sostiene  che “il crimine a Gaza” è  stato “effettivamente commesso”.

 

 

 

MASSIMO DALEMA

Nessuno spazio per i fraintendimenti. E d’altronde sulla questione mediorientale D’Alema è nettissimo: “Israele è guidato da una destra razzista con alcuni ministri che non so come definire se non fascisti”. Talmente netto che Tremonti è costretto in qualche modo a distanziarsi: “Non è giusto questo: questa guerra è cominciata da una parte e non dall’altra ”.  Sulla sostanza però i due sono d’accordo: la soluzione per il Medio oriente non può essere quella di Trump, ma  “quella dei due stati”. E convengono anche su un altro punto: “Finora la Ue non c’è stata”.

 

 

gaza

Per D’Alema  sembra una priorità dimostrare che  additare il governo israeliano di “fascismo”, non equivalga per forza a essere antisemiti. Per avvalorare questa tesi l’ex premier ha ritirato fuori e pubblicato una lettera al New York times del ‘48 che fu scritta da Hannah Arendt e sottoscritta dal Albert Einstein. Nella missiva il genio della fisica e la filosofa della “Banalità del male” denunciavano come: “L’impasto di nazionalismo estremo, fondamentalismo religioso e razzismo antiarabo” potessero portare Israele verso una forma di “fascismo”. “E all’epoca – ha chiosato D’Alema – il fascismo e il nazismo evocavano per il mondo ebraico qualcosa di terribile”.

 

 

d'alema vissaniD'Alema benjamin netanyahu donald trump foto lapressevideo su gaza strip in trip creato con ai - netanyahu e trumpDONALD TRUMP - JARED KUSHNER - BENJAMIN NETANYAHU MASSIMO DALEMAMASSIMO DALEMAMASSIMO DALEMAd'alemamassimo dalema e gli straordinari successi del partito comunista cinesed'alema bersani

 

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