DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?
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I rapporti tra Francia e Stati Uniti non sono mai stati così deteriorati, ma una volta toccato il fondo, si può sempre scavare.
Di fronte all'inasprimento della guerra diplomatica sull’asse Parigi-Washington, Donald Trump sta pensando di sparigliare ulteriormente le carte: nel suo delirio ormai psichiatrico, il “Gangster della Casa bianca” starebbe infatti valutando di non partecipare al G7 di Evian, in Francia appunto, previsto per giugno.
Il tycoon, che detesta Emmanuel Macron sia come uomo sia come rettile (lo ha preso in giro imitandolo, lo ritiene un borioso che va contro gli interessi americani), si è legato al dito il trattamento riservato da Parigi al suo amico personale Charles Kushner, che ha anche il pregio (ai suoi occhi) di essere il padre del genero, Jared.
Come ricorda Danilo Ceccarelli sulla “Stampa”, Kushner, nominato ambasciatore la scorsa estate, “non ha una carriera diplomatica alle spalle. Kushner, vicino anche a Benjamin Netanyahu, ha costruito un suo impero nel settore immobiliare.
stretta di mano emmanuel macron donald trump 2
Nel 2004 è stato condannato ad una multa di 500mila dollari per aver sostenuto finanziariamente la campagna del Partito democratico pur non essendo autorizzato, mentre l'anno successivo gli sono stati inflitti due anni di prigione per diversi reati tra cui evasione fiscale. L'imprenditore è poi passato al fianco dei repubblicani sostenendo Donald Trump”.
Il Kushner ambasciatore si è subito distinto disertando l’incontro al Quai d’Orsay (sede del ministero degli Esteri), dove era stato convocato per fornire spiegazioni sui commenti fatti dall'amministrazione Trump alla morte di Quentin Deranque, militante di estrema destra ucciso a Lione.
L’incidente diplomatico è stato risolto con un’''ammonizione'', con il ministro degli Esteri, Jean-Noel Barrot, che ha vietato a Kushner l'accesso ai membri del governo francese.
Se però Kushner non si adegua, la Francia dal cartellino giallo potrebbe passare al cartellino rosso, e togliere addirittura il gradimento (l'assenso che uno Stato sovrano concede alla nomina di un ambasciatore straniero, confermando che la persona designata è considerata persona grata).
L'eventuale trump di disertare il G7 di Evian rappresenterebbe una prima assoluta, e sarebbe la pietra tombale sul rapporto, ormai compromesso irrimediabilmente, tra Usa e Unione europea. Già debilitate da un anno di bordate continue, tra dazi e minacce militari alla Groenlandia, le relazioni tra i due storici alleati non sopravviverebbero a un tale strappo.
In questo contesto, dimenticando che l'Italia è un paese fondatore dell'Unione Europea e, a differenza degli Stati Uniti, ha tutto da perdere mettendosi continuamente di traverso all'asse Macron-Merz e al Partito Popolare Europeo, Giorgia Meloni ha imbastito una guerra diplomatica con il presidente francese.
Con una virulenza che ricalca quella di Charles Kushner (è saltato addirittura il vertice Francia-Italia di Tolosa dopo le prese di posizione della Ducetta, che è arrivata a accusare Parigi di aver "dato asilo politico a fior fiore di brigatisi rossi. Sarà una coincidenza o c’è una strategia comune tra Giorgia e Donald di andare contro l’odiato Emmanuel Macron?
KUSHNER PADRE E LO SGARBO SUL CASO DERANQUE “HA SNOBBATO LA FRANCIA”
Estratto dell’articolo di Danilo Ceccarelli per “la Stampa”
È bastata una telefonata tra l'ambasciatore americano a Parigi, Charles Kushner, e il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot per chiudere l'ennesimo incidente diplomatico scoppiato tra Francia e Stati Uniti.
Questa volta a far scaldare gli animi ci ha pensato il 71enne rappresentante di Washington, padre del genero di Donald Trump, Jared, che lunedì sera ha dato buca al Quai d'Orsay, dove era stato convocato per fornire spiegazioni sui commenti fatti dall'amministrazione Usa alla morte di Quentin Deranque, militante di estrema destra ucciso a Lione.
L'ufficio dell'antiterrorismo del Dipartimento di Stato Usa ha reagito all'omicidio del giovane su X, affermando in un tweet poi ripreso dalla sede diplomatica americana che «la sinistra radicale è in crescita e il suo ruolo» nella morte di Quentin «dovrebbe preoccuparci tutti». Parole che hanno fatto infuriare le autorità d'oltralpe, come avvenuto con il commento della premier Giorgia Meloni contro il quale aveva reagito direttamente Emmanuel Macron.
Immediata la chiamata al ministero, dove però lunedì sera si è presentato solamente un rappresentante della sede diplomatica americana al posto dell'ambasciatore trumpiano, che ha disertato giustificandosi con degli impegni personali. Barrot ha immediatamente sanzionato Kushner, vietandogli l'accesso ai membri del governo francese.
«Quando si ha l'onore di rappresentare il proprio Paese, gli Stati Uniti d'America in Francia, come ambasciatore, si rispettano gli usi più elementari della diplomazia», ha commentato Barrot ieri mattina, sottolineando la «responsabilità personale» del gesto che non ha intaccato «la relazione» tra i due Paesi[…]
Kushner e Barrot dovrebbero incontrarsi «nei prossimi giorni», secondo il ministero francese, che già in passato aveva avuto degli attriti con il diplomatico.
La scorsa estate, ancora fresco di nomina, era stato convocato per delle critiche rivolte alla Francia, colpevole a suo dire di una «assenza d'azione sufficiente» a contrastare l'antisemitismo.
Un atteggiamento aggressivo quello dell'ambasciatore, che non ha una carriera diplomatica alle spalle. Kushner, vicino anche a Benjamin Netanyahu, ha costruito un suo impero nel settore immobiliare.
JARED KUSHNER BENJAMIN NETANYAHU
Nel 2004 è stato condannato ad una multa di 500mila dollari per aver sostenuto finanziariamente la campagna del Partito democratico pur non essendo autorizzato, mentre l'anno successivo gli sono stati inflitti due anni di prigione per diversi reati tra cui evasione fiscale. L'imprenditore è poi passato al fianco dei repubblicani sostenendo Donald Trump, che lo scorso anno lo ha nominato ambasciatore a Parigi.




