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DAGOREPORT – IL PD-ELLY E’ MESSO MALISSIMO: DOPO IL NAUFRAGIO VENEZIANO, I SONDAGGI SONO IN CALO DI DUE PUNTI, CIO' CHE RESTA DELL'ANIMA RIFORMISTA DEL PARTITO O LA DETESTA O TAGLIA LA CORDA E I 5STELLE NON LA VOTERANNO MAI COME CANDIDATO PREMIER DEL “CAMPO LARGO” – LE PRIMARIE SONO UN GUAZZABUGLIO: CHI POTRA’ VOTARE? SARANNO APERTE A TUTTI O SOLO AGLI ISCRITTI? E CHI CONTROLLERA’ CHI, E QUANTI, SONO GLI ISCRITTI DI 5STELLE, AVS, CASA RIFORMISTA? - E POI: SI VOTERÀ IN UN TURNO UNICO O CI SARÀ UN BALLOTTAGGIO? - SE NEL PD, IL SOVIET DI ELLY, I VARI CARNEADI BONAFONI, TARUFFI, FURFARO, SI PERMETTONO ORMAI DI BULLIZZARE SULLA CHAT DEL PARTITO PINA PICIERNO ("UNA ‘ROMPICOJONI IN MENO’’), LA VERA ANIMA NERA DEL SOVIET PD, DOVE SPADRONEGGIANO "PIPPE E MART-ELLY", E' L'UNO-E-TRINO FRANCESCO BOCCIA: IL "RASPUTIN DI BISCEGLIE" FA E DISFA PER LA DUCETTA DEL NAZARENO...

DAGOREPORT

ELLY SCHLEIN E FRANCESCO BOCCIA

La sconfitta alle elezioni comunali a Venezia non è stata un campanello d’allarme per Elly Schlein: ma una campana a morto, con i rintocchi arrivati fino a Roma (se in laguna avesse vinto il candidato dem, in quota Elly-Orlando, Andrea Martella, l'ambiziosissima segretaria del Pd si sarebbe già autoincoronata regina d’Italia).

 

Tra le stanze del Nazareno, sede del Partito democratico, complici i pessimi sondaggi (il Pd, secondo la rilevazione del 30 maggio di Pagnoncelli, è in calo del 2,2% ed è sceso al 20,1%), si è accesa una faida senza quartiere intorno a alla Ducetta con l'eskimo: se i riformisti la detestano, i Cinquestelle non ci pensano proprio a votarla, nel disgraziato caso in cui fosse scelta alle primarie come candidato premier.  

 

francesco boccia elly schlein

E qui viene il bello: come si terranno queste primarie? chi potrà votare? Saranno aperte a tutti o solo agli iscritti? (e chi andrà a controllare chi e quanti sono gli iscritti digitali di 5Stelle, di AVS o di Casa Riformista?).

 

E poi: si voterà in un turno unico o, contrariamente a quel che vuole Elly, ci sarà un ballottaggio tra i due candidati più votati? 

 

'Sta sciagura delle primarie “aperte”, va sempre ricordato, furono volute dall'esangue Enrico Letta, e incoronarono Elly segretario del Pd a discapito di quel risvoltino anomalo di Stefano Bonaccini, che era stato premiato invece dal voto degli iscritti al Pd.

marta bonafoni 44

 

A peggiorare la crisi che aleggia nel primo partito di opposizione, ci si mettono anche le balzane uscite di Elly, una che fa politica senza la necessaria cultura ed esperianza per capirla.

 

Dopo aver tirato fuori dalla tasca dell'eskimo la fatidica patrimoniale (lucidamente affossata da Romano Prodi: “Verrebbe interpretata come l’inizio di un’oppressione fiscale”), Schlein ha incontrato il “grillo parlante” della Cgil, Maurizio Landini, ormai in modalità “Lenin al lambrusco”.

 

ELLY SCHLEIN CON Maurizio Landini A FIRENZE

A capo di un sindacato di pensionati, gente che il lavoro l’ha sì incontrato ma 30 anni fa, il Masaniello della Cgil, una volta al fianco di Elly per la presentazione romana di un suo libro, ha tuonato di voler cassare il Jobs-Act, la riforma del lavoro voluta da Matteo Renzi.

 

Un calcio in culo a tutto il cucuzzaro ex renziano, ora trasferitosi in “Casa Riformista”. La pedata, come prevedilbile, ha fatto girare ancor di più i cabasisi a ciò che rimane dell’anima centrista e riformista del Pd, che con Ellt al comando non tocca più palla. Altro che “dettare l’agenda”: Guerini e company non dettano neanche i post-it. E sono al traino della “gauche Lgbtq+” della loro segretaria.

 

furfaro schlein

Se nel Pd-Soviet di Elly, i vari carneadi Bonafoni, Taruffi, Furfaro si permettono di bullizzare sulla chat del partito Pina Picierno che con il suo addio hanno finalmente una ‘’rompicojoni in meno’’, la vera “anima nera” di Elly si chiama Francesco Boccia.

 

Il Rasputin di Bisceglie, maritato in De Girolamo, è un tipino uno-e-trino che è stato capace di svolazzare dallo staff di Enrico Letta alla corte di Michele Emiliano, sempre sgusciando via un attimo prima della loro sconfitta.

 

igor taruffi elly schlein

Come un’anguilla, è riuscito a salire sul carro vincente di Elly, appollaiandosi al suo fianco, occupando il posto dell’improvvido Franceschini, che “inventò” come leader la 41enne nata a Lugano, che non era neanche iscritta al Pd e nel curriculum aveva solo un anno e mezzo da assessora alla Regione Emilia-Romagna.

 

Franceschini era convinto di poter teleguidare la sua creatura: voleva fare il puparo della giovane attivista bisex. Quando la scaltra Schlein ha tagliato i fili, Su-Dario s’è ritrovato con un pugno di mosche in mano.

 

GIUSEPPE CONTE ELLY SCHLEIN CORTEO A PALERMO

Resasi autonoma, e messe le mani sul partito, Elly ha creato un Nazareno a sua immagine e somiglianza: s’è circondata di amazzoni e legionari sinistrelli, ha relegato ai margini gli oppositori interni e nel 2027 avrà il potere di stilare le prossime liste elettorali candidando il suo fan-club. S’è presa il Pd, a colpi di un'ambizione senza limitismo mascherata di supercazzole con scappallemento a sinistra. Per prendere l’Italia, e issarsi a palazzo Chigi, ci vorrà molto, molto di più: quella cultura della politica che finora nessuno ha visto all'opera....

 

 

decaro conte boccia schlein manifestazione contro meloni piazza santi apostolielly schlein igor taruffi 4marco furfaro elly schlein foto di baccoboccia schlein

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