MISTERI GAGLIARDI – LA DAMA BIANCA A PROCESSO, RISCHIA 10 ANNI – DOPO AVER INDIVIDUATO IL BROKER CHE L’HA ASSOLDATA I PM CERCANO DI SCOPRIRE LA RETE DEI CLIENTI MA È GIALLO SULLA CATTURA: PERCHÉ È STATA ARRESTATA SUBITO INVECE CHE ALLA CONSEGNA DELLO DROGA?

Fulvio Bufi e Fiorenza Sarzanini per ‘Il Corriere della Sera'

Almeno dieci anni di carcere ed esclusione dai benefici per i detenuti. Appare ormai segnata la strada giudiziaria di Federica Gagliardi, 34 anni, la «dama bianca» arrestata il 13 marzo scorso all'aeroporto di Fiumicino con 24 chili di cocaina nascosti in un trolley e in uno zainetto. Perché entro la fine della settimana dovrebbero arrivare i risultati della perizia ordinata dai pubblici ministeri di Civitavecchia sulla polvere bianca. E subito dopo sarà disposto il giudizio immediato.

Vuol dire processo veloce, senza ulteriori accertamenti, per l'accusa di traffico internazionale di stupefacenti. Vuol dire soprattutto una lunga reclusione che la donna potrebbe «alleggerire» se decidesse di collaborare. Ed è proprio questo l'obiettivo dei magistrati di Napoli che da tempo indagavano sull'importazione di droga dal Venezuela per conto della camorra. Anche perché ci sono ancora numerosi misteri da chiarire.

Finora la linea scelta dall'indagata è quella del silenzio. Ma non si può escludere che una condanna pesante la convinca alla fine a parlare. I pubblici ministeri hanno individuato il «broker» che l'ha assoldata per effettuare almeno due «trasporti» da Caracas. Più complicato appare scoprire la rete dei clienti. Anche perché sulle fasi della cattura pesano troppi interrogativi. Il 13 marzo, dopo aver avuto la conferma che Gagliardi si era imbarcata sul volo diretto a Roma, i pubblici ministeri di Napoli firmarono un decreto di «ritardato sequestro» del carico di droga. Vuol dire che la donna doveva essere pedinata fino all'avvenuta consegna dei due bagagli pieni di cocaina. In questo modo sarebbe stato così individuato, e probabilmente catturato, anche il mediatore consentendo agli inquirenti di aggiungere tasselli fondamentali per l'inchiesta. E invece non è andata affatto così.

La «dama bianca» è stata prelevata subito dopo l'atterraggio, mentre era ancora sulla scaletta dell'aereo. Perché si è deciso di non attendere il passaggio al varco del controllo documenti? Perché i finanzieri in servizio presso lo scalo di Fiumicino e quelli provenienti da Napoli hanno preferito agire subito pregiudicando la possibilità di pedinarla e dunque di effettuare altri arresti? La giustificazione è che ci fosse il rischio di perdere il carico. E questo alimenta un ulteriore sospetto: Gagliardi doveva passare dal varco autorità, quello che non prevede alcun tipo di controllo. La donna, che in passato aveva viaggiato al seguito di Silvio Berlusconi quando era presidente del Consiglio e poi per un lungo periodo ha fatto parte dello staff di alcuni politici, avrebbe avuto la rassicurazione di uscire dall'aeroporto senza dover effettuare alcuna fermata.

Si spiegherebbe così la sua prima reazione di fronte agli investigatori: «Sono stata tradita». Ma da chi? Non solo. Le disposizioni impartite dalla procura prevedevano di tenere riservata l'informazione che la cattura fosse stata disposta dai magistrati di Napoli. Quello della Gagliardi doveva sembrare un fermo casuale. Così non è stato e anche in questo caso c'è il sospetto che la fuga di notizie sia servita ad avvisare i suoi interlocutori, mettendoli in guardia sul fatto che i telefoni della donna e quello dei suoi contatti fossero sotto controllo. Ecco perché la sua collaborazione potrebbe diventare preziosa per chi indaga.

Finora il suo legale Nicola Capozzoli ha escluso categoricamente questa possibilità. «La mia cliente si difenderà», ha sempre dichiarato. Nell'organizzazione camorristica Gagliardi è certamente un pesce piccolo, ma le sue conoscenze nel mondo della politica e dell'imprenditoria portano a personaggi famosi e potenti. Ecco perché sono ancora in molti a temere che possa cambiare strategia processuale, rivelando che cosa ci sia davvero dietro la scelta di diventare «corriere» per conto dei clan camorristici. Anello di congiunzione tra la criminalità e i palazzi romani.

 

 

FEDERICA GAGLIARDI DA FACEBOOK FEDERICA GAGLIARDI DA FACEBOOK FEDERICA GAGLIARDI DA FACEBOOK FEDERICA GAGLIARDI DA FACEBOOK FEDERICA GAGLIARDI A ST TROPEZ DA FACEBOOK

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…