zaia fedriga fontana

TRE UOMINI E ZERO PALLE - DAVANTI ALLA CADUTA DEL GOVERNO DRAGHI, I GOVERNATORI DELLA LEGA ZAIA, FEDRIGA E FONTANA SONO RIMASTI IN SILENZIO A SUBIRE LE DECISIONI DI SALVINI - PROPRIO LORO CHE A DRAGHI HANNO DEDICATO LECCATE DI ALTA QUALITA’ E NONOSTANTE IL MALUMORE DI IMPRENDITORI E TERRITORI - NELLA LEGA, ULTIMO PARTITO LENINISTA DEL MONDO, IL DISSENSO ESPLICITO NON HA MAI FATTO LA FORTUNA DI CHI SE NE È RESO INTERPRETE, FIN DAI TEMPI DI UMBERTO BOSSI – CON QUESTA MANICA DI DON ABBONDIO, GIORGETTI IN TESTA, SALVINI GODE: “GRANDE SODDISFAZIONE PER LA COMPATTEZZA DELLA LEGA”

C. Zap. per il “Corriere della Sera”

 

luca zaia matteo salvini massimiliano fedriga attilio fontana

Matteo Salvini si compiace per la compattezza mostrata dalla Lega. Ma con i governatori del Carroccio ci sono state 48 ore di gelo dopo tanti malumori e maldipancia trattenuti a fatica per giorni (vedi il caso del mancato comunicato di sostegno a Draghi). Perché sui territori l'ipotesi di andare ad elezioni prima e di non votare la fiducia al governo poi ha avuto un peso ben diverso da quello percepito a Roma. Le categorie economiche e i mondi di riferimento si sono fatti sentire, contavano che prevalesse il senso di responsabilità. Quella linea in Senato, però, non ha retto. Il timore di pagarne le conseguenze è stato avvertito dai governatori che hanno tuttavia preferito annegare la loro rabbia nel silenzio.

 

giancarlo giorgetti sorride a mario draghi

Ma ora è già tempo di campagna elettorale. È anche, o soprattutto, per questo che Luca Zaia e Massimiliano Fedriga (ma anche Attilio Fontana, Christian Solinas, Donatella Tesei e il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti), così come Giancarlo Giorgetti e i colleghi ministri Massimo Garavaglia e Erika Stefani, alla fine, pur avendo sostenuto la necessità di garantire appoggio a Draghi, si sono allineati alla scelta del leader, diversamente da quanto è avvenuto in Forza Italia.

 

FEDRIGA TOTI FONTANA ZAIA

La fronda sembra rientrata, pronta a riemergere se le elezioni non dovessero andare come ci si aspetta. Nella Lega il dissenso esplicito, al di là di non essere gradito, non ha mai fatto la fortuna di chi se ne è reso interprete, fin dai tempi di Umberto Bossi. Del resto, Salvini sapeva che la posizione dei governatori poteva essere insidiosa per lui.

Per questo li ha consultati prima, durante e anche nei momenti decisivi dell'epilogo del governo. E anche ieri, all'avvio di una campagna elettorale che nelle intenzioni dovrebbe riportare il centrodestra nella stanza dei bottoni, il segretario della Lega li ha voluti sentire per un confronto.

 

giorgetti draghi dinca franco

La nota diffusa da Salvini sottolinea che «è emersa grande soddisfazione per la compattezza della Lega, a differenza di altri partiti» (annotazione velenosa). E poi aggiunge: «I governatori sono già al lavoro anche per offrire spunti utili in vista dei dossier più interessanti per la campagna elettorale a cominciare dall'autonomia. Grande attenzione per economia, sburocratizzazione, infrastrutture, energia e tasse».

 

Zaia guarda avanti: «Io capisco la posizione delle categorie economiche, che è quella di chi vorrebbe stabilità e scadenze perfette per le elezioni. Il tempo che manca per avere un nuovo Parlamento e un nuovo governo non è molto e spero che si recuperi velocemente. Mi auguro che ci sia una maggioranza solida e che si continuino a fare le riforme di cui l'Italia ha bisogno».

GIANCARLO GIORGETTI

 

Fedriga nelle ultime settimana ha preso più volte le difese del presidente del Consiglio. E anche all'interno della Lega si è speso perché non si spezzasse il filo. La linea «governista» non ha prevalso, ma il governatore del Friuli-Venezia Giulia conferma le sue valutazioni: «Secondo me Draghi ha fatto un ottimo percorso in mezzo a molte difficoltà con una maggioranza estremamente eterogenea.

matteo salvini federico sboarina giorgia meloni luca zaia

 

È riuscito a portare a casa il Pnrr, ma penso anche alla lotta alla pandemia, alla crisi con la guerra in Ucraina e la crisi economica, è riuscito ad avere la capacità di dialogare con i Paesi stranieri e ha reso l'Italia protagonista». Fedriga e Zaia rispondono all'unisono su un loro possibile impegno a Roma. «Non vedo l'ipotesi di una mia chiamata» replica il primo. «Io presidente del Consiglio? No, ogni volta che si parla di elezioni sono candidato a tutto quello che passa per strada. Io penso al Veneto» chiude il secondo.

OSCAR DE PELLEGRIN LUCA ZAIA MATTEO SALVINI

Ultimi Dagoreport

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)