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DIETRO ALL’IRA DI TRUMP VERSO MELONI C’È UNA QUESTIONE DI SOLDI! – L’ITALIA È TRA I PAESI CHE MENO SPENDONO IN ARMI, E DI CONSEGUENZA NON COMPRA ARMI AMERICANE: NON ABBIAMO MAI ADERITO AL PROGRAMMA "PURL", PER LE ARMI ALL’UCRAINA, E SOLO IL 10% DELLA SPESA IN DIFESA VIENE INVESTITA NELL’INDUSTRIA AMERICANA – DALLA CASA BIANCA PRETENDEVANO CHE LA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LA DUCETTA GARANTISSE ACCORDI A TUTTO SPIANO: DALLA PALANTIR DI PETER THIEL ALLA SPACEX DI ELON MUSK. E INVECE, IL GOVERNO HA NICCHIATO, E INVESTE (POCO) IN EUROPA…

Estratto dell’articolo di Alessandro Barbera e Francesco Grignetti per “La Stampa”

 

DONALD TRUMP - GIORGIA MELONI

La sintesi utile a spiegare cosa sta accadendo fra la Casa Bianca e Palazzo Chigi la offre una persona che di vertici della Nato ne ha frequentati molti e chiede di rimanere anonima: «Ad Ankara abbiamo assistito a una scena mai vista: un incontro fra alleati preceduto da una fiera per chiudere accordi commerciali. Il perché è semplice: il segretario generale Mark Rutte doveva convincere Donald Trump che stare nell'Alleanza atlantica serve ancora a qualcosa».

 

Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Guido Crosetto sono atterrati ad Ankara quando la vetrina del forum era sostanzialmente finita, e il dettaglio è significativo del clima. Roma è ancora un ottimo cliente per le aziende americane, ma molto meno di quanto vorrebbe Washington.

 

intercettori americani usa 1

A mettere in fila in maniera sommaria ma credibile i numeri degli acquisti in armamenti dall'industria statunitense ci ha pensato un'associazione antimilitarista, Milex.

 

Negli ultimi quattro anni sono stati avviati nove programmi pari a due miliardi di spesa pluriennale. La spesa reale nel periodo 2023-27 è di circa quattrocento milioni, anche se a questi vanno aggiunti i programmi in corso, altri quattro miliardi. In tutto fanno 4,4 miliardi nel quadriennio, 1,1 all'anno.

 

meme pubblicato da donald trump contro giorgia meloni

Poco? Molto? La Difesa italiana nel 2025 ha speso 35,5 miliardi, 3,7 miliardi in più del 2024. Nel totale c'è però tutto: stipendi per il personale, infrastrutture, esercizio, addestramento, manutenzioni, divise, vettovagliamento, persino gli accantonamenti per le pensioni. Se ci si limita alle spese di investimento in armamenti, nel 2025 sono stati 9,6 miliardi di euro. E dunque di questi, la quota a favore dell'industria americana della Difesa vale poco più dei dieci per cento.

 

Il grosso degli investimenti italiani nella Difesa va all'industria nazionale, in particolare i giganti Leonardo e Fincantieri, sempre più coinvolte in joint venture con altri partner europei. Solo per fare qualche esempio: i mezzi per l'esercito sono una coproduzione italo-tedesca con Rheinmetall, i droni con la turca Bayktar, le batterie missilistiche antiaereo vengono prodotte da un consorzio con i francesi di Mbda. Gli aerei del futuro Gcap nascono dalla collaborazione con inglesi e giapponesi.

 

MQ 9A AEROMOBILE PREDATOR

I 4,4 miliardi di investimenti americani sono serviti per alcuni programmi specifici su cui non c'era alternativa nazionale o europea. Così è stato per i ventuno lanciamissili Himars basati su camion, completi di razzi guidati a lungo raggio, oppure per i circa cinquecento mezzi leggeri aviolanciabili configurati per le forze speciali.

 

O ancora per quindici piccoli droni della Boeing da imbarcare su unità della Marina.

Alcune armi al momento sono eccellenze esclusivamente americane o israeliane: i droni Predator – ne abbiamo comprato quattro di nuova generazione e ammodernati altri sei per l'Aeronautica – o le bombe e i missili per gli F-35.

 

Qui però occorre una precisazione: il programma originario montava solo armi statunitensi, ora le cose stanno cambiando e una parte del pacchetto verrà dai fornitori europei Mbda e Kongsberg. Poi ci sono l'aereo-spia Gulfstream, che viene acquistato negli Usa e integrato con apparati spia della israeliana Elta Systems. Abbiamo ordinato alla Boeing due velivoli per il rifornimento in volo, bombe aeree di precisione per i caccia della flotta nazionale, c'è l'appalto dedicato a sedici elicotteri da trasporto CH-47.

JET CACCIABOMBARDIERI F35

 

Last but not least, c'è un enorme impegno rimasto per ora sulla carta: nel 2024 il governo Meloni aveva annunciato un ordine per venticinque nuovi caccia F-35, spesa stimata sette miliardi di euro, e necessari a salire la flotta italiana da novanta a 115 velivoli. La commessa reggerà alle provocazioni di Donald?

 

Il punto è che le ragioni dello scontento americano vanno molto oltre le commesse legate agli armanenti in senso stretto, o la mancata assistenza delle basi italiane durante gli attacchi all'Iran.

 

GIORGIA MELONI - ELON MUSK - ATLANTIC COUNCIL

La Casa Bianca si aspettava che la special relationship con Giorgia Meloni garantisse ben altro. Le cronache raccontano di mancati accordi nel più ampio settore delle tecnologie per la difesa: non è ad esempio un mistero che Peter Thiel sia venuto in Italia nella speranza di trovare l'attenzione del governo di Roma per i software di Palantir. Qualcuno ricorderà gli ammiccamenti con la Space X e la Starlink del carissimo nemico di Trump Elon Musk.

 

Fra il 2024 e il 2025 Palazzo Chigi discusse a lungo con i suoi emissari una possibile intesa da un miliardo e mezzo per l'utilizzo dei satelliti nelle comunicazioni riservate delle forze armate e delle ambasciate, ma poi la premier preferì soprassedere: era la fase in cui Musk appariva al fianco di Trump come fosse il suo vice.

 

donald trump peter thiel

E poi c'è il dossier Ucraina: l'Italia è uno dei pochi Paesi europei a non aver aderito al programma Purl, l'iniziativa della lista delle esigenze prioritarie per Kiev. Quest'ultima è la summa perfetta di come ragiona oggi la Casa Bianca: cari europei, difendete da soli il popolo ucraino, ma con armi americane. La premier fin qui ha detto no, anzitutto per ragioni interne: in tempi di bassi salari le esigenze belliche di Kiev non sono in cima al consenso degli italiani. Per Trump, solo uno sgarbo contro di lui.

ELON MUSK E GIORGIA MELONI - ATLANTIC COUNCIL JET CACCIABOMBARDIERI F35caccia f-35 israeliani JET CACCIABOMBARDIERI F35intercettori americani usa 3

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