IL PD PERDE LA FACCIA SUL REARM UE - M5S, AVS E PARTITO DEMOCRATICO TROVANO L’ACCORDO PER UNA MOZIONE CONDIVISA CHE RISPEDISCE AL MITTENTE IL PIANO DI RIARMO EUROPEO (PROPOSTO DA URSULA VON DER LEYEN E GIA' APPROVATO DAL PARLAMENTO EUROPEO - DURANTE LA VOTAZIONE I DEM SI SPACCARONO (10 VOTARONO SI' E 11 SI ASTENNERO) MENTRE IL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO SOSTENNE IL PROVVEDIMENTO - GIRANO LE PALLE AI RIFORMISTI DEM, FAVOREVOLI AL RIARMO - CONTE E SCHLEIN HANNO SPINTO PER ARRIVARE A UN TESTO CONDIVISO CHE PERO' FA FARE UNA FIGURACCIA SOLO AL PD...
Dal "Corriere della Sera" - Estratti
GIUSEPPE CONTE ELLY SCHLEIN CORTEO A PALERMO
La mozione del centrosinistra sul Patto di stabilità verrà messa in votazione domani alla Camera, l’intento è di riuscire a riunire tutto il campo largo. Ottenere una votazione unitaria. Non è scontata, si temono defezioni dell’ultima ora.
Alla mozione hanno lavorato insieme il Pd, M5s, Avs, con un’interlocuzione a distanza con Italia viva. I punti forti riguardano la difesa.
Si è trovato un accordo sulla difesa comune europea e sull’efficientamento delle spese militari. La mozione prevede di «efficientare le risorse già previste sfruttando le economie di scala, aggregando la somma delle spese militari dei singoli Paesi europei». E si rispedisce così al mittente il piano di riarmo europeo, impegno preso dalla presidente Giorgia Meloni.
giorgia meloni lorenzo guerini foto lapresse
Adesso però si va alla conta dei voti. Filippo Scerra, che ha trattato la mozione per conto dei Cinque Stelle, è sicuro: «Non ci saranno voti contrari in nessuno dei partiti del campo largo». Anche dai renziani filtra ottimismo, lo stesso spirito unitario che pure Angelo Bonelli, leader di Avs, rivendica.
Fa notare Bonelli: «Gli impegni economici presi dalla premier Meloni non sono sostenibili dal punto di vista economico. Il 5% del Pil per le spese militari è un impegno da rivedere con la Nato».
Ottimismo da parte dei negoziatori. Eppure non tutti i conti tornano. All’interno del Pd rimane l’incognita della minoranza riformista. La linea generale è: meglio nessun accordo che un accordo al ribasso. E in vista di giovedì i principali esponenti democratici riformisti hanno preso tempo.
Piero Fassino e il presidente del Copasir Lorenzo Guerini non hanno ancora visto il testo della mozione e si sono riservati il giudizio. La mediazione trovata cancellando il riferimento al ReArm Europe e puntando sulla difesa è l’obiettivo che a medio termine si sono posti sia Elly Schlein che per Giuseppe Conte.
La segretaria dem ci tiene molto a questa mozione. Non tutti i suoi, però, sono con lei.
Anche l’ex premier Conte ha spinto sui suoi affinché si arrivasse a un testo condiviso, per non prestare il fianco a chi accusa il Movimento di essere un fattore di instabilità nella coalizione. All’intesa si è arrivati grazie a queste spinte e anche grazie a quello che Scerra definisce un «compromesso» di arrivare «alla revisione del Patto di stabilità e crescita». Un obiettivo che accomuna Schlein e Conte.
lorenzo guerini foto lapresse
ANGELO BONELLI - GIUSEPPE CONTE - NICOLA FRATOIANNI - ELLY SCHLEIN - ROBERTO GUALTIERI - FESTEGGIANO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA - FOTO LAPRESSE
ANGELO BONELLI - GIUSEPPE CONTE - ELLY SCHLEIN FESTEGGIANO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA - FOTO LAPRESSE
