IL DILEMMA AMLETICO DI ZELENSKY: NON PUÒ FAR INCAZZARE TRUMP (SENZA GLI AIUTI AMERICANI, L’UCRAINA È PERDUTA), MA ACCETTANDO ELEZIONI E REFERENDUM VIOLEREBBE LA COSTITUZIONE E METTEREBBE FINE ALLA SUA CARRIERA POLITICA – GLI UCRAINI POTREBBERO RIFIUTARE DI PIEGARSI: NEI SONDAGGI SOLO IL 22,6% È FAVOREVOLE A CEDERE L’INTERO DONBASS IN CAMBIO DI UN ACCORDO, MENTRE IL 54,1% È CONTRARIO – LA POSSIBILE ALLEANZA CON L’EX CAPO DEGLI 007 BUDANOV, PIÙ POPOLARE DEL PRESIDENTE, E L’IMPOSSIBILITÀ DI VOTARE SOTTO LE BOMBE…
1. DONBASS, GARANZIE USA E AIUTI PER 800 MILIARDI: IL DILEMMA DI UN LEADER CHE NON PUÒ CEDERE
Estratto dell’articolo di Federico Fubini per il “Corriere della Sera”
Un mese e mezzo fa il gruppo Sunflower Sociology ha lanciato un sondaggio per il mondo politico di Kiev, i cui risultati non dovevano essere diffusi. L’esito mostra quanto duri e delicati saranno i prossimi mesi per Volodymyr Zelensky.
Gli ucraini, se sarà chiesto il loro parere, potrebbero anche respingere le condizioni per congelare il conflitto dettate da Mosca e fatte proprie dalla Casa Bianca.
Il leader di Kiev — come il premier greco Alexis Tsipras nel 2015 — è tentato di aggrapparsi a un referendum consultivo per affrontare una scelta che non può compiere, ma non è in condizioni di respingere: l’amministrazione americana gli chiede di abbandonare al controllo russo la parte libera del Donetsk entro la tarda primavera, come pretende Vladimir Putin in cambio di un impegno verbale a fermare l’aggressione […]
volodymyr zelensky donald trump conferenza stampa a mar a lago foto lapresse
Zelensky non può permettersi di respingere la richiesta, perché si giocherebbe quell’impegno americano e la promessa di un piano di rilancio (in teoria) da 800 miliardi di dollari. Ma non può accettare senza violare la propria Costituzione, mettere fine alla propria carriera politica e a rischio la propria vita.
Il problema di questo ingranaggio è che gli elettori ucraini potrebbero rifiutare di piegarsi. Il sondaggio Sunflower raccolto a fine dicembre mostra solo un 22,8% di favorevoli alla cessione di quel che resta del Donetsk in cambio di un accordo, mentre il 54,1% è contrario (in gran parte «decisamente»).
VLADIMIR PUTIN - DONALD TRUMP - ANCHORAGE, ALASKA
Il resto sono gli indecisi, ma proprio contro di essi nelle ultime settimane Mosca ha condotto la sua perversa campagna referendaria fatta di migliaia di attacchi aerei su città e infrastrutture: solo in dicembre c’è stato quasi un raddoppio dei civili uccisi (157) e feriti rispetto a un anno prima, con una devastazione mai vista prima degli impianti di energia, riscaldamento e acqua mentre il termometro scendeva a meno 30. Gli ucraini lo chiamano il «genocidio dell’inverno». Putin sta cercando di stroncare la loro volontà, perché cedano i territori nel referendum nella speranza di una tregua.
VOLODYMYR ZELENSKY E KYRYLO BUDANOV
[…] Ne va del futuro dell’Ucraina e del suo presidente, che potrebbe indire un voto di rielezione in primavera in coincidenza con il referendum. Finora non si è potuto votare per la legge marziale, per i bombardamenti e le decine di milioni di sfollati.
Ma se si aprissero le urne, la strategia di Zelensky è chiara: affrontarle in alleanza con Kyrylo Budanov, 39 anni, l’ex leader del servizio segreto militare nominato a inizio anno capo staff del presidente al posto del controverso Andry Yermak.
Budanov, la cui moglie ha subito un tentativo di avvelenamento, è molto popolare in Ucraina; un suo potenziale partito ha raddoppiato le intenzioni di voto (al 10%) negli ultimi due mesi.
Zelensky non lo vuole contro in una sfida per le presidenziali ma, se si troverà indietro nei sondaggi, semmai può negoziare con lui le proprie garanzie personali in vista di un cambio della guardia.
Il paradosso è che per entrambi la stretta imposta da Trump salva la posizione di Putin.
RUSTEM UMEROV - KYRILO BUDANOV - VOLODYMYR ZELENSKY - DONALD TRUMP
In gennaio le entrate russe da gas e petrolio sono dimezzate rispetto a un anno fa (ai minimi dal Covid), l’economia è ferma, il deficit da coprire stampando rubli — quindi gonfiando ancora di più l’inflazione — viaggia verso il triplo delle stime. Intanto la Russia perde decine di migliaia di uomini al fronte ogni mese e fatica a rimpiazzarli, mentre le sanzioni sempre nuove mordono.
Ma Trump è arrivato in tempo: per permettere a Putin di dettare ancora le condizioni .
2. LA BALLA ELETTORALE
Estratto dell’articolo di Micol Flammini per “il Foglio”
volodymyr zelensky 7 foto lapresse
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non sta pianificando nuove elezioni né un referendum sull’accordo con la Russia. L’Ucraina è consapevole che il tema elettorale sta a cuore agli americani e Zelensky per primo non esclude che presto si dovrà votare, ma servono delle garanzie, che al momento non ci sono.
Il Financial Times ha scritto che gli Stati Uniti vogliono che si voti entro il 15 maggio e che il 24 febbraio, giorno in cui Kyiv entrerà nel suo quinto anno di lotta totale contro l’aggressione russa, Zelensky annuncerà il piano per le elezioni. E’ servito che l’Ufficio del presidente intervenisse per correggere la notizia, molto ripresa dalla stampa internazionale ma tenuta con un profilo basso su quella ucraina.
L’Ufficio di Zelensky ha detto di non essere affatto contrario alla richiesta degli Stati Uniti di indire elezioni presidenziali e referendum questa primavera, ma ha sottolineato che le possibilità rimangono remote perché la Russia continua ad attaccare i civili.
danni dopo il bombardamento russo su kiev 28 agosto 2025 foto lapresse 3
I giornali ucraini non hanno dato spazio alla notizia perché non credevano potesse essere affidabile e hanno avuto ragione sin dal primo momento. In Ucraina non si tengono elezioni perché la Russia bombarda ovunque, perché non sarebbero rappresentative di un’intera popolazione fra soldati al fronte che non potrebbero votare in sicurezza e rifugiati fuggiti dalla guerra.
Per questo anche coloro che sono scontenti di Zelensky capiscono che o Mosca smette di colpire […], oppure rimane la legge marziale.
Mosca […]non vuole che il presidente cambi tramite elezioni: vuole imporre un suo uomo, calato dal Cremlino e non è disposta a fermare i bombardamenti per il tempo necessario a organizzare e tenere un’elezione. Il referendum, inoltre, si dovrebbe tenere su un accordo che non esiste al momento; quindi, non ci sono neppure quesiti da sottoporre agli ucraini.
volodymyr zelensky steve witkoff berlino foto lapresse
La stampa internazionale è corsa dietro alla notizia, aggiungendo anche un’enfasi che l’articolo del Financial Times non esprimeva. La pigra ripresa a volte manifesta un sollievo che sa di truffa: ecco, Zelensky si toglie di torno e la guerra finisce. Peccato che dopo quattro anni siamo al punto di partenza: la guerra finirà quando Putin smetterà di bombardare.

