toti meloni salvini

LA MAGGIORANZA SI SPACCA SULLE DIMISSIONI DI TOTI (PREVISTE DOPO L’INTERROGATORIO DELLA PROSSIMA SETTIMANA). MELONI CHIEDE LA TESTA DEL GOVERNATORE PER PAPPARSI LA LIGURIA MA SALVINI, CHE VOLEVA IL FEDELISSIMO RIXI ALLA GUIDA DELLA REGIONE, PRENDE LE DISTANZE DALLA DUCETTA. IL CAPITONE ESPLODE CONTRO L’OSSERVATORIO ANTI-CORRUZIONE VOLUTO DALLA “SOLA GIORGIA” – “MI FIDO DI IMPRENDITORI E SINDACI. A DIFFERENZA DI ALTRI, NON GIRO PER LE STRADE COL SOSPETTO CHE GLI ITALIANI SIANO TUTTI DELINQUENTI” - LE ACCUSE DELL’IMPRENDITORE SPINELLI E L’OMBRA DELLA CONCUSSIONE SU TOTI

Emanuele Lauria per repubblica - Estratti

 

TOTI MELONI SALVINI

«Toti? Attendiamo le sue risposte». Quella di Giorgia Meloni è l’ultima chiamata per il governatore che da sette giorni è ai domiciliari con l’accusa di corruzione. Ma è un atto dovuto, «il minimo sindacale» per usare le parole della stessa premier, l’estrema professione di garantismo. Meloni, sul palco milanese de la Verità, trasforma l’intervista di Maurizio Belpietro in una tappa della sua anomala campagna elettorale.

 

 

Parla per la prima volta del caso Liguria, conferma la strategia di fondo: l’interrogatorio chiesto ai pm dagli avvocati di Toti – che probabilmente si svolgerà la prossima settimana – è il turning point per l’ex pupillo di Berlusconi. Ma le dimissioni sono ormai un fatto assodato dalle parti di Palazzo Chigi, a questo punto persino auspicato. «Non credo che si arriverà a una pronuncia del giudice del riesame», dice un big di Fratelli d’Italia nei corridoi della Camera. Il ragionamento è semplice:

salvini meloni

 

Giovanni Toti sta leggendo le carte, affronterà i pm (se manterrà la convinzione di poter convincere i pubblici ministeri della sua innocenza), poi attenderà il gip chiamato a esprimersi sulla revoca dei domiciliari. Ma se la misura sarà confermata dovrebbe lasciare ufficialmente l’incarico, riottenendo così ugualmente la libertà. O meglio, sarà invitato a farlo: «In questo modo avrà la possibilità di difendersi preservando le istituzioni», sottolinea a Montecitorio un altro dirigente di punta del partito di Giorgia Meloni.

 

 

SALVINI MELONI TOTI

Che la strada sia segnata lo lascia intendere d’altronde anche il ministro Guido Crosetto, intervenendo a Metropolis: «Io non so se Toti arriverà a dimettersi o meno, so che alla fine in questi casi le dimissioni arrivano per pressione psicologica. Dopo un po’ finisce così, lo dico sulla base di ciò che è successo in passato ad altri».

 

(...) Alle prossime Regionali che si svolgeranno forse già in autunno, insieme con quelle umbre, con un candidato che FdI vuole pescare nel mondo delle professioni, forse della Sanità. Una figura che sia garanzia di distanza da un sistema politico finito sotto i riflettori.

 

Meloni, infatti, ha già scavato un solco fra sé e gli alleati, soprattutto nei confronti della Lega che è il partito maggiormente interessato dall’indagine, il fulcro di un modello di gestione di appalti milionari che adesso trema. Non a caso, la premier ha lanciato lunedì un segnale chiaro sul tema della lotta alla corruzione, decidendo di presiedere il comitato contro le frodi e altri illeciti nell’utilizzo dei finanziamenti pubblici, che il ministro Raffaele Fitto ha deciso di estendere al Pnrr.

 

GIOVANNI TOTI - GIORGIA MELONI

Il messaggio, interno ed esterno alla coalizione, è il seguente: noi siamo dalla parte della legalità. Matteo Salvini ne prende atto, annota senza fare a meno di puntualizzare: «Va benissimo ogni osservatorio anti-corruzione, ma io - sottolinea il leader della Lega - mi fido dei nostri imprenditori e dei nostri sindaci. A differenza di altri, non giro per le strade col sospetto che gli italiani siano tutti potenziali truffatori o delinquenti». Una risposta che fa calare il gelo nella maggioranza. «Finirà questa campagna elettorale», sbotta un ministro di Fratelli d’Italia.

 

 

(...)

 

meloni toti

 

 

“ERA LUI A PRESSARE PER AVERE SOLDI”: SU TOTI ADESSO SI ALLUNGA L’OMBRA DELLA CONCUSSIONE

Giuseppe Filetto, Marco Lignana per repubblica.it - Estratti

 

 

Un altro macigno, che rischia di ingrossare ancora di più la valanga di accuse nei confronti di Giovanni Toti. L’imprenditore Aldo Spinelli lo ha evocato di fronte alla giudice Paola Faggioni nel suo interrogatorio di garanzia: insieme al suo legale Andrea Vernazza ha detto che «il presidente mi pressava per avere finanziamenti».

 

Insomma l’uomo ritenuto dalla Procura come il grande corruttore nella tangentopoli ligure, ha adombrato una concussione nei suoi confronti. Perché nella narrazione di scio’ Aldo, se è vero che «tutti sotto elezioni mi chiedevano soldi», Toti nella sua posizione privilegiata «prendeva impegni che sapeva bene di non poter mantenere». Il riferimento è alla spiaggia di Punta dell’Olmo, fra Celle Ligure e Varazze (di fronte agli immobili già di proprietà Spinelli), e alle promesse di Toti di trasformare il litorale da pubblico a privato.

MATTEO SALVINI E GIORGIA MELONI

 

Un modo per aumentare a dismisura il valore dei lussuosi appartamenti .Ma quella telefonata di Toti al suo consigliere regionale Alessandro Bozzano dallo yacht di Spinelli, in cui il presidente sollecitava il suo fedelissimo a «trovare una soluzione per la spiaggia», nella testa degli imprenditori portuali sarebbe stata una messinscena. Una farsa per ingannare scio’ Aldo e farsi poi girare i bonifici.

 

(...)

 

giovanni toti matteo salvini giorgia meloni

Le bordate però non arrivano solo a Toti, anche all’autorità portuale retta dall’ex presidente Paolo Emilio Signorini (sempre in carcere): i pm hanno sentito per oltre tre ore Rino Canavese, unico componente del comitato di gestione del porto non “allineato”. «Abbiamo perso credibilità, il porto non è fatto di cene a Montecarlo ma di gente che lavora», ha detto uscendo dal tribunale.

ALDO SPINELLI IN TRIBUNALE toti signorini copiasalvini spinellisalvini bucci spinelliabbraccio tra matteo salvini e giorgia meloni alla camera

 

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