I COOPERANTI COOPERANO (CON I MAGISTRATI) – UN ALTRO MANAGER DELLA CPL CONCORDIA DECIDE DI PARLARE E SVELA I LEGAMI CON IL PD – A CASA DELL’EX PRESIDENTE CASARI TROVATA UNA BUSTA CON 16MILA EURO E LA SCRITTA “BAFFO”

Fulvio Bufi e Fiorenza Sarzanini per il “Corriere della Sera

 

Ha chiesto di essere interrogato e per oltre cinque ore ha risposto alle domande dei pubblici ministeri. Nell’inchiesta sugli appalti truccati della «Cpl Concordia», c’è un altro manager che decide di collaborare. È Nicola Verrini, responsabile commerciale ed ex componente del consiglio di amministrazione, e le sue dichiarazioni sembrano aprire scenari inediti, visto che affronta i rapporti con la politica e in particolare il legame tra il presidente Roberto Casari e il Partito democratico. Non è l’unica novità. Gli accertamenti di queste ore riguardano anche la provenienza di una busta con migliaia di euro in contanti trovata a casa dello stesso Casari con una scritta a matita: «Baffo». 

woodcockwoodcock


Accade tutto martedì mattina, subito dopo le vacanze pasquali. Mentre i carabinieri del Noe sono impegnati a verificare le dichiarazioni di Francesco Simone, il responsabile delle relazioni istituzionali della cooperativa modenese che ha ricostruito i retroscena di appalti e nomine degli ultimi anni, i difensori di Verrini — gli avvocati Massimo e Michele Jasonni — contattano i magistrati. Di fronte al giudice il manager si era avvalso della facoltà di non rispondere. «Era sotto choc per l’arresto — chiariscono i legali — ma dopo qualche giorno abbiamo concordato sull’opportunità di incontrare i magistrati». Detto fatto. I sostituti procuratori Henry John Woodcock e Celeste Carrano entrano nel carcere di Poggioreale alle 15 di due giorni fa, escono quando è ormai tarda sera. 

ROBERTO CASARIROBERTO CASARI


Verrini ha certamente un ruolo chiave all’interno della «Cpl» perché è il responsabile commerciale ma soprattutto perché, come spiega il difensore, «è entrato come tecnico di cantiere e poi ha fatto carriera fino a diventare responsabile commerciale per l’area del Tirreno e membro del consiglio di amministrazione». Circa un anno fa arriva la svolta, alcuni manager vengono convocati come indagati, scoprono che l’inchiesta riguarda alcune commesse ottenute in Campania e in particolare la metanizzazione di Ischia.

 

«Verrini — ricorda l’avvocato Jasonni — si è dimesso dal consiglio di amministrazione e ha chiesto di essere spostato in un’altra zona commerciale per non continuare ad avere interessi professionali nell’area oggetto dell’inchiesta della Procura di Napoli». 

nicola Verrininicola Verrini


La decisione non lo salva comunque dall’arresto. Il giudice lo accusa di aver partecipato a quell’associazione per delinquere, creata insieme agli altri responsabili della «Cpl», che versava tangenti a politici e pubblici amministratori per aggiudicarsi i lavori. Di fronte ai pubblici ministeri Verrini non lo nega. Racconta dettagli, circostanze. Poi fa i nomi degli interlocutori che hanno consentito alla cooperativa di seguire una corsia privilegiata nelle gare. E approfondisce quei legami che Casari ha con numerosi esponenti del Pd. 

FRANCO SIMONE CON LA MOGLIEFRANCO SIMONE CON LA MOGLIE


Anche Simone sta parlando dei rapporti con i politici, ricostruendo i retroscena delle trattative che lui stesso ha seguito personalmente per ottenere l’assegnazione degli appalti. I magistrati hanno disposto immediate verifiche su quanto messo a verbale da entrambi. I due sono sempre stati in costante contatto, confrontandosi praticamente su ogni mossa. Sono proprio loro che l’11 marzo del 2014 — ignari di essere intercettati — discutono sull’opportunità di finanziare la Fondazione Italianieuropei di Massimo D’Alema, colloquio ritenuto dal giudice «di estremo rilievo per il modo in cui gli stessi distinguono i politici e le istituzioni loro referenti operando una netta ma significativa distinzione tra quelli che al momento debito si sporcano le mani (“mettono le mani nella merda”) e quelli che non lo fanno». 

FRANCESCO SIMONE - CPLFRANCESCO SIMONE - CPL


Lunedì, quando i carabinieri sono entrati nelle case degli indagati per eseguire gli arresti, hanno perquisito gli appartamenti e da Casari hanno trovato la busta con 16 mila euro in contanti. «Sono i soldi che tengo a disposizione per le esigenze della famiglia, se dovesse accadermi qualcosa», ha spiegato. E sulla scritta ha aggiunto: «Si riferisce a me che ho i baffi». 

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…