LA DISPUT-IN PER IL CREMLINO: CHI SONO GLI OPPOSITORI CHE POTREBBERO SCONFIGGERE VLADIMIR

John Lloyd per "La Repubblica"
(Traduzione Anna Bissanti)

Vladimir Putin è più debole di quanto sia mai stato da quando è al potere, con un indice di gradimento ai minimi storici. Da un sondaggio del Levada Centre condotto all'inizio di quest'anno si è appurato che soltanto il 28% dei russi voterebbe di nuovo per lui, mentre il 50% non vuole che egli continui a essere presidente quando nel 2018 si concluderà il suo mandato.

Per ora non ha sfidanti: nella politica russa non c'è alcun personaggio di spicco che, per il momento, possa competere con lui. Ma Putin è vulnerabile nei confronti della sfida democratica: si può quasi affermare che la Russia - e con essa il mondo intero - stia aspettando che si palesi un'alternativa.

Da chi è formata l'opposizione? C'è un movimento di persone dal quale possa uscire uno sfidante che sia in grado nel 2018, o anche prima, di competere con lui ad armi pari? E' possibile che Aleksei Navalnyj - stranamente rimesso in libertà vigilata dopo la condanna a cinque anni, e dunque libero, in teoria, di candidarsi alle elezioni a sindaco di Mosca - sia in grado diventare il principale avversario di Putin: anche se la sua richiesta d'appello finisse in un insuccesso ed egli fosse mandato in carcere, scomparirebbe dalla ribalta per cinque anni, per uscirne proprio quando Putin spera di essere rieletto.

D'altronde ci sono poche speranze che nelle file dell'opposizione gli altri vecchi personaggi - come Grigory Yavlinsky del partito socialdemocratico Yabloko, o Boris Nemtsov, ex governatore di Nizhny Novgorod e copresidente del Partito popolare per la libertà - possano diventare potenti quanto basta da essere attendibili.

Entrambi in passato si sono rifiutati di stringere alleanze con altri esponenti dell'opposizione; i partiti che guidano sono piccoli, pieni di soggetti irascibili che tendono a spaccare il partito in gruppi più piccoli ancora. Per di più adesso sono visti dai giovani liberali come «uomini del passato», risalenti al periodo di Eltsin.

Garry Kasparov, ex campione del mondo di scacchi che ha fondato il movimento "L'altra Russia", si è candidato alle elezioni del 2018 per la presidenza, ma non è riuscito a raccogliere un sostegno sufficiente. C'è poi tutta una schiera di leader più giovani, come Vladimir Milov, ex viceministro; Ilya Yashin, fondatore del movimento giovanile Oborona ("difesa"); e il miliardario Mikhail Prokhorov, che nel 2012 si era candidato contro Putin ottenendo l'8% delle preferenze.

Nessuno di loro è conosciuto fuori Mosca e San Pietroburgo, anche se si tratta di tre personaggi molto carismatici. Tutti costoro sono portavoci delle nuove classi russe: la classe media e dei professionisti, cresciute in modo esorbitante paradossalmente negli anni di Putin. E' il ceto più favorevole all'opposizione: soffre per la censura, per le minacce mafiose ed è sempre più attiva in Rete.

Infine c'è il popolo russo. In buona parte degli ultimi 13 anni i russi hanno appoggiato fermamente Putin. Con il suo sanguinoso successo in Cecenia, il presidente si è creato l'immagine di uomo forte. Ma la crescita economica è vacillante.

Gli investimenti esteri e interni sono in calo, e così pure le Startup avviate da russi. Ma il pericolo più grande è la nausea popolare nei confronti della corruzione. Il think tank Indem di Mosca ha calcolato che costa al Paese dai 300 ai 500 miliardi di dollari l'anno. Circa un terzo del Pil.

Nel suo discorso conclusivo davanti ai giudici, Navalnyj ha promesso di dedicare la propria vita a «distruggere il sistema di potere in virtù del quale l'83% delle ricchezze della nazione appartiene alla metà della popolazione». Questo è il tallone d'Achille della classe al governo in Russia. Questa sarà la piattaforma sulla quale salirà un possibile avversario di Putin, colui che alla fine potrebbe farlo cadere.

 

ALEKSEI NAVALNYJ OPPOSITORE PUTINESERCITAZIONE MILITARE RUSSA VLADIMIR PUTIN

Ultimi Dagoreport

meloni piantedosi crosetto militari droni

FLASH! - DOPO 4 ANNI DI GOVERNO, L'ARMATA BRANCA-MELONI SI RITROVA I MARANZA IN RIVOLTA E INVECE DI PENSARE A VANNACCIZZARSI E DI MILITARIZZARE LE STRADE DI MILANO CON 500-SOLDATI-500, TIPO STATO SUDAMERICANO, PERCHE' I CAPOCCIONI DI PALAZZO CHIGI NON PROVVEDONO A COPRIRE IL GRAVE DEFICIT DI ORGANICO NELLE FORZE DELL'ORDINE E ASSUMONO I 30MILA AGENTI CHE MANCANO ALL'APPELLO? - E POI, UNA MODESTA PROPOSTA: PERCHE' NON UTILIZZARE I DRONI, GIA' NELLA DISPONIBILITA' DEL MINISTERO DELLA DIFESA, PER MONITORARE LE CITTA' E CONTROLLARE L'ORDINE PUBBLICO? - INFINE, C'E' L'EXTREMA RATIO: DISCONNETTERE NELLA ZONA DELLA GUERRIGLIA I CELLULARI...

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...

donald trump specchio meme

DAGOREPORT - CHE ARIA TIRA NEGLI USA IN VISTA DELLE MIDTERM? DONALD TRUMP HA TRASFORMATO IL VOTO IN UN REFERENDUM SU DI SÉ (“FATE FINTA CHE SULLA SCHEDA CI SIA IO”), E LO SARÀ: I DEMOCRATICI HANNO UNA CHANCE IRRIPETIBILE DI APPROFITTARE DELL’IMPOPOLARITÀ DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO E TRASFORMARLO IN UN’ANATRA ZOPPA, METTERLO SOTTO INCHIESTA E PORRE FINE ALLA FOLLIA DAZISTA E AUTORITARIA DI QUESTI DUE ANNI – I DEM SONO AVANTI SECONDO TUTTI I SONDAGGI: ALLA CAMERA AVRANNO PROBABLIMENTE UNA MAGGIORANZA, MA AL SENATO LE COSE CAMBIANO – LA SFIDA CRUCIALE: IL TEXAS. SE IL CANDIDATO DEM DOVESSE ESPUGNARE LA STORICA ROCCAFORTE DEL GOP, PER TRUMP SI METTE DAVVERO MALE – IL VOTO DEI LATINOS E GLI STATI DA TENERE D’OCCHIO...

valter lavitola placca palazzo chigi presidenza del consiglio

FLASH! – QUANTI MISTERI, VALTERINO! COS’HANNO TROVATO I CARABINIERI DURANTE LA PERQUISIZIONE A CASA DI LAVITOLA, IL 4 LUGLIO 2026? OLTRE A TRE CELLULARI (GIA' BEN RIPULITI DALLA MESSAGGISTICA CON RANUCCI), DUE CHIAVETTE USB, SVARIATI MANOSCRITTI E UN COMPUTER, SONO SBUCATI ANCHE DUE DISTINTIVI INTESTATI ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, BENCHE' PRIVI DEL TESSERINO CHE RIPORTA MATRICOLA E FOTO (E' BENE RICORDARE CHE ANCHE GLI AGENTI DEI SERVIZI DIPENDONO DA PALAZZO CHIGI) - COME, QUANDO E PERCHE' LAVITOLA E' RIUSCITO  A ENTRARE IN POSSESSO DI TALI "PLACCHE" (CHE NON ERANO IN USO ALL'EPOCA DEI SUOI RAPPORTI CON BERLUSCONI PREMIER)?

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)