chiara appendino roberto fico giuseppe conte vincenzo de luca elly schlein

DITE A QUELLA MIRACOLATA DI CHIARA APPENDINO CHE IL M5S, NELLE COMPETIZIONI LOCALI, NON HA MAI HA SUPERATO L'8% EPPURE, GRAZIE ALLA ALLEANZA CON IL PD VOLUTA DA CONTE, CHE LEI CONTESTA, E’ RIUSCITA A VINCERE PIU’ DELLA META’ DELLE TORNATE ELETTORALI E AD ESPRIMERE I CANDIDATI GOVERNATORI IN CALABRIA (TRIDICO) E CAMPANIA (FICO) – GHISLERI: “PD E MOVIMENTO 5 STELLE SI SONO PRESENTATI UNITI NEL 'CAMPO LARGO' IN 30 OCCASIONI, OTTENENDO LA VITTORIA 18 VOLTE.  IL M5S NON SPOSTA GLI EQUILIBRI ELETTORALI DEL CENTROSINISTRA, MA NE SEGUE LA SCIA, CONFERMANDO UN CONSENSO SEMPRE PIÙ VOLATILE E CONCENTRATO AL SUD” - DAGOREPORT

DAGOREPORT

https://m.dagospia.com/politica/comportarsi-lady-macbeth-dei-murazzi-qualche-anima-pia-ricordi-chiara-451013

 

Alessandra Ghisleri  per la Stampa - Estratti

 

appendino conte

Le elezioni amministrative tra il 2024 e il 2025 hanno offerto un quadro più chiaro della nuova geografia politica del centrosinistra: su 39 appuntamenti tra capoluoghi e regioni, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle si sono presentati uniti nel "Campo Largo" in 30 occasioni, ottenendo la vittoria 18 volte.

 

A un primo sguardo, si potrebbe leggere questo risultato come una conferma della bontà dell'alleanza "estesa" immaginata da Elly Schlein e Giuseppe Conte, tuttavia, i numeri raccontano anche un'altra storia.

 

Il Movimento 5 Stelle, nelle competizioni locali, mai ha superato l'8%, e solo a Campobasso è arrivato a una cifra a due numeri (10,14%). È un dato che suggerisce un fenomeno preciso: l'elettorato grillino, quando si presenta in alleanza, tende a confluire verso i candidati e le liste del Partito Democratico o di Alleanza Verdi e Sinistra.

ROBERTO FICO CON PIERO DE LUCA

 

 In altre parole, la coalizione sembra rafforzare il campo progressista nel suo complesso, ma non il Movimento 5 Stelle come forza autonoma.

 

L'unico vero successo del Movimento 5 Stelle resta quello di Alessandra Todde in Sardegna, tuttavia, anche in questo caso, la vittoria appare più legata alla forza personale della candidata che al peso elettorale del partito di Giuseppe Conte. Todde è percepita come una figura trasversale, capace di attrarre fiducia ben oltre i confini del Movimento; un'eccezione, più che un modello.

 

(...)

 

giuseppe conte chiara appendino

Sul piano strategico, la domanda che si pone è dunque inevitabile: quanto conviene al Movimento continuare su questa strada? Il quadro complessivo dei 39 appuntamenti elettorali presi in esame suggerisce che il M5S non sposta gli equilibri elettorali del centrosinistra, ma ne segue la scia, confermando un consenso sempre più volatile e concentrato al Sud.

 

L'alleanza con il PD garantisce visibilità e un ruolo nei tavoli di coalizione, ma al prezzo di una progressiva perdita di identità politica e di rappresentanza elettorale.

 

tridico conte

Il "campo largo", per ora, sembra un progetto che ingrassa il Partito Democratico e tiene in vita il partito di Giuseppe Conte come alleato necessario, ma non decisivo; anche perché Alleanza Verdi e Sinistra sta crescendo nei risultati attraendo molti voti tra le file del movimento. In Emilia-Romagna e in Toscana, territori storicamente considerati inespugnabili dal centrodestra, l'asse Schlein-Conte ha dimostrato di essere un progetto vincente e, almeno in apparenza, paritario. Tuttavia, Il centro sinistra avrebbe vinto anche senza l'apporto del voto del Movimento.

 

Infatti, proprio in queste regioni il Movimento 5 Stelle si è confermato un alleato minore, fermandosi al 3,55% in Emilia-Romagna (2024) e al 4,34% in Toscana nella tornata elettorale della scorsa settimana. Dati non proprio utili visto che la vittoria è stata per il 57.36% in Emilia Romagna e del 54.64% in Toscana.

 

CHIARA APPENDINO GIUSEPPE CONTE

Va comunque ricordato che, storicamente, il Movimento 5 Stelle non ha mai brillato nelle elezioni amministrative. La sua forza elettorale si è sempre espressa meglio nelle competizioni nazionali, dove il voto di opinione e la disaffezione verso i partiti tradizionali hanno avuto un peso determinante.

 

In questo senso, con l'attuale legge elettorale, la prospettiva di un patto di desistenza nei collegi uninominali - con un solo candidato progressista contrapposto al centrodestra - potrebbe rappresentare per il M5S una via più efficace per incidere, riservando invece ai collegi plurinominali del proporzionale la possibilità di correre autonomamente.

giuseppe conte chiara appendino 1

 

Più che un presidio territoriale, il Movimento sembra dunque esprimere un elettorato fluido, di opinione, facilmente mobile tra astensione e voto di protesta. Un voto che, in assenza di una forte spinta identitaria, tende a disperdersi o a rifluire nell'astensionismo.

 

Tra le persone che non votano da almeno cinque anni la percentuale maggiore è proprio rappresentata da ex "grillini". È un fenomeno che segna il passaggio da una stagione di partecipazione attiva - quella dei tempi di Grillo e Casaleggio, quando il richiamo "all'onestà" e alla centralità del cittadino aveva scosso il sistema politico - a una fase in cui quei sentimenti appaiono ormai sfumati, se non scomparsi.

 

Il dato vero è che il rischio per il partito di Giuseppe Conte resta quello di restare schiacciato tra la forza organizzativa del Partito Democratico e la spinta ideale di Alleanza Verdi e Sinistra. Le urne, ancora una volta, parlano chiaro: l'alleanza può vincere, ma il Movimento non sembra crescere.

 

chiara appendino giuseppe conte

Le prossime elezioni regionali in Veneto, Puglia e Campania, previste per novembre, saranno un nuovo banco di prova. Al sud il centrosinistra parte favorito – meno al nord- e la candidatura di Roberto Fico in Campania potrebbe rappresentare per il Movimento 5 Stelle un'occasione di rilancio. Anche in questo caso, più che una sfida di partito sarà una verifica di leadership personale

alessandra toddeCHIARA APPENDINO GIUSEPPE CONTE

 

(...)

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