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DONALD, CI HAI ROTTO IL CAZZO! – TRUMP PIACE SOLO A UN ITALIANO SU DIECI. PER IL 75% DEGLI INTERVISTATI, IL TYCOON STA RENDENDO IL MONDO PIÙ INSTABILE. E IL 60% VUOLE TRASPARENZA SULLE BASI AGLI USA – ALESSANDRA GHISLERI: “ANCHE TRA GLI ELETTORI DI CENTRODESTRA, TRADIZIONALMENTE PIÙ INCLINI A GUARDARE CON FAVORE AL PRESIDENTE AMERICANO, I GIUDIZI POSITIVI SI FERMANO AL 18,4%. L'UNICA ECCEZIONE È RAPPRESENTATA DAGLI ELETTORI DI FUTURO NAZIONALE DI ROBERTO VANNACCI, DOVE IL CONSENSO VERSO TRUMP RAGGIUNGE IL 40.0%” – AVVERTITE LA MELONI: PER IL 32,7% DEGLI ITALIANI DAL RECENTE BOTTA E RISPOSTA TRA “THE DONALD” E GIORGIA, NESSUNO DEI DUE PROTAGONISTI NE ESCE BENE…

Estratto dell’articolo di Alessandra Ghisleri per “La Stampa”

 

GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP AL G7 DI EVIAN

Nel giro di appena un paio di mesi il giudizio degli italiani nei confronti del presidente americano Donald Trump si è deteriorato sensibilmente. Oggi quasi otto cittadini su dieci esprimono un giudizio negativo sulla sua presidenza (79,5%), mentre appena il 12,1% ne dà una valutazione positiva. Anche tra gli elettori di centrodestra, tradizionalmente più inclini a guardare con favore al presidente americano, i giudizi positivi si fermano al 18,4%.

 

L'unica eccezione è rappresentata dagli elettori di Futuro nazionale di Roberto Vannacci, dove il consenso verso Trump raggiunge il 40.0%. […]

 

IL GIUDIZIO DEGLI ITALIANI SU DONALD TRUMP -SONDAGGIO ONLY NUMBERS - GIUGNO 2026

Per il 39,1% degli italiani la comunicazione del presidente americano è provocatoria e arrogante; il 22,8% la considera aggressiva e divisiva; il 18,9% la definisce caotica e imprevedibile; il 5,9% populista e demagogica. Solo il 6,9% utilizza aggettivi positivi per definirla.

 

Colpisce un dato che merita particolare attenzione. Gli elettori di Roberto Vannacci, pur essendo i più favorevoli a Trump, non descrivono diversamente il suo stile comunicativo, anche per loro è "provocatorio e arrogante". La differenza sta nel giudizio che attribuiscono a queste caratteristiche.

 

Quello che per la maggioranza degli italiani rappresenta un limite, per i suoi sostenitori diventa il segno di una leadership forte, schietta e capace di rompere gli schemi. Una lettura che richiama inevitabilmente il modello comunicativo dello stesso Vannacci.

 

roberto vannacci assemblea costituente di futuro nazionale foto lapresse 12

Anche il recente botta e risposta tra Donald Trump e Giorgia Meloni, dopo il G7 di Evian, nato dall'affermazione del presidente americano secondo cui la premier italiana gli avrebbe chiesto con insistenza un selfie - circostanza successivamente fortemente smentita da Palazzo Chigi - ha lasciato nell'opinione pubblica italiana un'impressione ben precisa. Il 32,7% ritiene che nessuno dei due protagonisti ne esca bene.

 

Tuttavia, il 31,3% riconosce a Giorgia Meloni il merito di aver replicato con fermezza senza alimentare lo scontro. Infine per il 14,1% si tratta semplicemente di una polemica di scarsa importanza, mentre il 12% ritiene che l'episodio confermi la scarsa considerazione che Trump riserva perfino nei confronti dei governi alleati.

 

IL GIUDIZIO DEGLI ITALIANI SU DONALD TRUMP -SONDAGGIO ONLY NUMBERS - GIUGNO 2026

Lo stesso tema della credibilità e della trasparenza emerge nella vicenda dell'utilizzo delle basi militari italiane. Dopo le dichiarazioni del segretario generale della Nato, Mark Rutte, secondo cui 500 velivoli militari americani sarebbero decollati da basi italiane a sostegno delle operazioni contro l'Iran, quasi sei italiani su dieci ritengono che il Governo avrebbe dovuto informare preventivamente il Paese.

 

Di questi, il 27,9% comprende comunque le esigenze di riservatezza legate alle operazioni militari. Un cittadino su quattro (25,6%) ritiene invece corretto che decisioni di questo tipo rimangano nell'ambito delle valutazioni riservate del Governo e della Nato. […]

 

MELONI TRUMP TEMPTATION ISLAND MEME 34

 Tra gli elettori del centrodestra prevale la fiducia nelle scelte dell'esecutivo e nelle esigenze di sicurezza, mentre tra quelli delle opposizioni domina la richiesta di maggiore trasparenza e di un coinvolgimento più ampio dell'opinione pubblica su decisioni che riguardano la politica estera e la difesa.

 

Sulla vicenda, peraltro, il dibattito pubblico è stato alimentato da ricostruzioni diverse. Un susseguirsi di informazioni, precisazioni e correzioni che, anziché fare chiarezza, hanno aumentato la confusione nell'opinione pubblica. È proprio questo uno degli aspetti più delicati che emerge dall'indagine.

 

In un contesto in cui le notizie vengono continuamente corrette, smentite o reinterpretate, diventa sempre più difficile per i cittadini orientarsi tra fatti accertati, ricostruzioni parziali, informazioni verosimili e vere e proprie fake news. Il rischio è che il criterio di giudizio non sia più la verifica dei fatti, ma la loro coerenza con le proprie convinzioni.

 

GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP AL G7 DI EVIAN

 Si finisce così per credere più facilmente alla versione che conferma le nostre idee, indipendentemente dalla sua fondatezza. È una dinamica che alimenta la polarizzazione e rende sempre più fragile quel patrimonio di fiducia condivisa sul quale si fonda il dibattito democratico.

 

[…] il dato probabilmente più significativo riguarda la percezione complessiva dello scenario internazionale. Per il 74,9% degli italiani la politica di Donald Trump sta contribuendo a rendere il mondo più instabile e pericoloso.

 

Un dato che racconta come il presidente americano venga ormai percepito non solo attraverso il filtro dell'appartenenza ideologica, ma anche come un fattore di rischio in uno scenario internazionale già segnato dalle guerre in Ucraina e Medio Oriente e dalla competizione tra le grandi potenze.

 

alessandra ghisleri

Questi numeri meritano una riflessione che va oltre il giudizio su Trump. Negli Stati Uniti si avvicinano le elezioni di Midterm, primo banco di prova della presidenza. Sarebbe improprio trasferire automaticamente questi orientamenti all'elettorato americano, tuttavia il voto di autunno ci dirà se la forte polarizzazione che accompagna Trump continuerà a produrre consenso o inizierà a mostrare segni di logoramento.

 

Anche in Italia questi dati rappresentano un segnale da non sottovalutare. La lunga campagna elettorale verso le prossime elezioni politiche è già iniziata e il posizionamento dei partiti italiani nei confronti dell'Amministrazione Trump rischia di trasformarsi in un tema identitario.

 

Per la maggioranza sarà necessario continuare a coltivare il rapporto privilegiato con Washington senza apparire subalterna a una leadership che oggi gode di scarsa popolarità nell'opinione pubblica italiana.

 

Roberto Vannacci

[…]  Tuttavia, il messaggio più rilevante è un altro, perché più che esprimere un giudizio su Donald Trump, oggi gli italiani sembrano chiedere affidabilità, stabilità e capacità di governare l'incertezza. Ed è su questo terreno, più che sugli slogan o sulle provocazioni o sui confronti di chi ha detto cosa, che si misureranno le prossime sfide elettorali, negli Stati Uniti come in Italia.

 

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