marcello dell'utri silvio berlusconi

CHI C’ERA DIETRO LE BOMBE DI MAFIA DEL 1993-1994? – DOPO L’ARCHIVIAZIONE DI BERLUSCONI E DELL’UTRI, CROLLA IL TEOREMA CHE VOLEVA IL CAV E DON MARCELLO COME "MANDANTI OCCULTI" – IN TRENT’ANNI DI INDAGINI, GLI INDIZI NON SONO MAI DIVENTATI PROVE (PER BEN SEI VOLTE È STATA ARCHIVIATA LA POSIZIONE DEL CAV) E QUESTO PERMETTE A MARINA BERLUSCONI DI DESCRIVERE IL PADRE COME UNA SORTA DI BANDIERA DELLA LOTTA ALLA MAFIA - "DOMANI": "GIORGIA MELONI SENTENZIA ‘L’ASSOLUTA INESISTENZA DI RAPPORTI FRA BERLUSCONI E LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA’ INFISCHIANDOSENE DELLE SENTENZE, PASSATE IN GIUDICATO. CI SPIEGHINO COSA C’ENTRA IL RAPPORTO SU ‘MAFIA E APPALTI’ CON LA STRAGE AI GEORGOFILI DI FIRENZE?"

Attilio Bolzoni per "Domani" - Estratti

 

marcello dell'utri silvio berlusconi

La prima sciocchezza originata dal conformismo informativo è definirli, ancora oggi, occulti. Una vera stupidaggine: è da trent’anni che si fanno i loro nomi e che le loro avventure imprenditoriali vengono associate alla crema di Cosa nostra,

 

agli affari dei boss siciliani, al risanamento dei Quattro Canti di Palermo, alle “antenne” del Biscione di cui parlavano il medico Tanino Cinà e il pentito Totò Cancemi, ai soldi della droga di Stefano Bontate e della buonanima di Mimmo Teresi. Molto si è rivelato indimostrato e indimostrabile, al contrario un poco di quel tanto ha confermato gli intrecci e gli scambi pericolosi fra la Sicilia e Milano in una felicissima epoca.

 

IL BACIO TRA GIORGIA MELONI E MARINA BERLUSCONI

La seconda sciocchezza – la più grave – è quella di avere creduto sul serio che lui, l’uomo del destino, un italiano che per quattro volte è stato capo del governo (presidente del Consiglio dal 10 maggio 1994 al 17 gennaio 1995, dall’11 giugno 2001 al 23 aprile 2005, dal 23 aprile 2005 al 17 maggio 2006, dal 7 maggio 2008 al 16 novembre 2011) abbia pianificato e ordinato prima le stragi in Sicilia facendo saltare in aria Falcone e Borsellino e poi quelle in Continente spargendo sangue e terrore fra Firenze e Roma e Milano.

 

(...) Silvio Berlusconi non solo non è stato il mandante di quelle stragi, ma quelle stragi, del 1993 e del 1994, lui le ha miracolosamente fermate con la sua “discesa in campo”.

Una figura decisamente rassicurante per un’Italia terrorizzata dal cambiamento.

 

Un piduista come Berlusconi, in simbiosi con il sistema di potere dei Craxi e dei Forlani e degli Andreotti della Prima Repubblica, impresario legatissimo a Marcello Dell’Utri che a sua volta era in contatto con il gotha della mafia palermitana (infatti è stato condannato in Cassazione a 7 anni per concorso esterno), rappresentava una garanzia in quell’Italia che era piegata dalle bombe e dai ricatti di Totò Riina e che non voleva diventare un’altra Italia.

 

SILVIO BERLUSCONI MARCELLO DELL'UTRI

L’entrata in scena di Silvio Berlusconi non ha certo favorito le stragi, ma ha sconvolto i piani da una parte e dall’altra, così anche i mafiosi si sono ritrovati in un’inaspettata e clamorosa difficoltà nonostante i proclami di Giuseppe Graviano riportati dal pentito Gaspare Spatuzza («Abbiamo il Paese nelle mani» riferendosi a Berlusconi e a Dell’Utri) perché appena Sua Emittenza è entrato in politica i boss più vicini a Totò Riina sono stati misteriosamente catturati dai carabinieri a Milano dopo una lunga e indisturbata latitanza.

 

Finiti gli attentati è iniziato il tempo dei messaggi, dei doppi e dei tripli giochi, con i Graviano che in più di un’occasione hanno ribadito di avere affidato i loro “risparmi” al quattro volte presidente del Consiglio. Con contorno di smentite, silenzi e paure. Sono più di trent’anni che va avanti così. Con la magistratura italiana che da più di trent’anni non riesce a provare le responsabilità di Berlusconi nelle stragi – per ben sei volte è stata archiviata la sua posizione – e per più di trent’anni Silvio Berlusconi non ha fornito utili elementi a sua discolpa sui collegamenti con i mafiosi palermitani.

 

IL BACIO TRA GIORGIA MELONI E MARINA BERLUSCONI

Ascoltato nel 2001 a Palazzo Chigi, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

E questa archiviazione oggi scatena confusione su confusione. Con la figlia, Marina Berlusconi, che descrive il padre come una sorta di bandiera della lotta alla mafia. E con la premier, Giorgia Meloni, che sentenzia «l’assoluta inesistenza di rapporti fra Silvio Berlusconi e la criminalità organizzata» infischiandosene di sentenze passate in giudicato.

 

(...)

 

Dopo l’archiviazione di Berlusconi e Dell’Utri ce lo spieghino che c’entra il rapporto su “mafia e appalti” con la strage ai Georgofili di Firenze, ce lo spieghino invece di agitarlo come uno scalpo.

 

berlusconi dell'utri

«AUTORE 1 E AUTORE 2» DALLA PRIMA INDAGINE CON GLI PSEUDONIMI 

Giovanni Bianconi per il “Corriere della Sera”  - Estratti

 

Nella prima archiviazione datata 16 novembre 1998, quando le identità di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri erano celate sotto gli pseudonimi di «Autore 1» e «Autore 2», il giudice accolse la richiesta della Procura scrivendo che non erano stati raggiunti «elementi probatoriamente validi» per sostenere l’accusa in un processo.

 

Oggi un altro giudice usa una formula diversa: «Mancano elementi concreti» su contatti o rapporti tra i due indagati e la mafia che possano dimostrare la premessa dell’indagine, e cioè che le stragi perpetrate da Cosa nostra nel 1993 «abbiano avvantaggiato» gli interessi imprenditoriali e politici di Berlusconi, che si apprestava a fondare Forza Italia. 

 

berlusconi dell'utri

Cambiano le parole ma non la sostanza: gli indizi non sono diventati prove, e dunque tutto torna in archivio. Per Dell’Utri (sopravvissuto al Cavaliere scomparso nel 2o23) e per altri indagati i cui nomi sono coperti da omissis nel decreto acquisito dagli avvocati dell’ex senatore di Forza Italia. È possibile che la stessa sorte abbiano avuto anche gli accertamenti avviati sul generale Mario Mori e inseriti nello stesso procedimento per concorso in strage riguardante Dell’Utri, ma al momento nemmeno i suoi difensori ne hanno avuto conferma. 

 

Proprio per via degli omissis e di un’interpretazione restrittiva della procedura sulla conoscibilità degli atti anche nei confronti delle persone coinvolte. 

 

DELL UTRI E I FRATELLI GRAVIANO NELLE STESSE ZONE - PRIMA PAGINA FATTO QUOTIDIANO 5 MAGGIO 2023

In ogni caso, in trent’anni di indagini aperte e chiuse, riaperte e richiuse a cicli intermittenti a partire dal 1996 (ogni volta sulla base di nuovi fatti emersi nel frattempo) non si è riusciti a dimostrare l’ipotesi dei «mandanti occulti» legati a finalità politiche. (...)

Tutte tessere di un ipotetico mosaico che non è riuscito a mostrare alcun disegno complessivo di collusioni e complicità negli attentati di Firenze, Roma e Milano che nel 1993 fecero tremare l’Italia; fino alla fallita strage allo stadio Olimpico del gennaio 1994, alla vigilia della «discesa in campo» di Berlusconi, e mai più tentata. Scaduto il tempo concesso dal codice, inquirenti e giudice si sono arresi, come nelle occasioni precedenti. Perché «allo stato» non ci sono elementi sufficienti. Nella consapevolezza che un processo senza prove porta dritto a assoluzioni irrevocabili, mentre a fronte di nuovi indizi l’indagine per una strage si può sempre riaprire. 

silvio berlusconi dell'utri - il giovane berlusconigiuseppe filippo graviano

 

Ultimi Dagoreport

meloni salvini giorgetti orcel giuseppe castagna hugues brasseur bpm

DAGOREPORT - COME SI DICE BANCO BPM IN FRANCESE? - SIETE PRONTI AL LANCIO DI RISO E CONFETTI? IL COLOSSO CRÉDIT AGRICOLE SI PREPARA A CONVOLARE A NOZZE CON LA BANCA CARA ALLA LEGA – IN BARBA AL SOVRANISMO SBANDIERATO DA SALVINI & GIORGETTI (L’OPS DI UNICREDIT FU LIQUIDATA A COLPI DI GOLDEN POWER PERCHÉ… “BANCA STRANIERA”), PER PORTARSI A CASA IL TERZO GRUPPO BANCARIO ITALIANO, I FRANCESI NON HANNO NEMMENO BISOGNO DI APRIRE IL PORTAFOGLI E IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA: CON UN PROGETTO DI “FUSIONE AMICHEVOLE” TRA BPM E CREDIT AGRICOLE ITALIA, LA BANCA GUIDATA (SI FA PER DIRE) DA GIUSEPPE CASTAGNA SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI: BASTA FA CREDERE CHE SIA BANCO BPM AD ACQUISIRE LA CONTROLLATA FRANCESE IN ITALIA ...

salvini ferrovie inchingolo strisciuglio trifone altieri

DAGOREPORT – ALBERTO DA GIUSSANO ALLE CIME DI RAPA: LA LEGA HA SBIANCHETTATO IL “SALVINI PREMIER” DAL SIMBOLO, MA IL CARROCCIO È RIMASTO ORIENTATO AL SUD! A CONFERMA DELL'ALTA ATTENZIONE DEL SEGRETARIO PER IL MEZZOGIORNO, BASTA DARE UN’OCCHIATA ALLE NOMINE – A FARLA DA PADRONE NELLA SPARTIZIONE DEGLI INCARICHI È LA COMPONENTE PUGLIESE: DA TRIFONE ALTIERI A STRISCIUGLIO - E AL NORD MUGUGNANO: SE CONTINUA COSÌ, SALVINI DOVRA' SPOSTARE LA SEDE DELLA LEGA DA VIA BELLERIO ALLA TRAFFICATA VIA SPARANO DI BARI… - VIDEO

elezioni giorgia meloni

DAGOREPORT – QUANDO SI VOTA? SARÀ ANCHE UNA “FISSAZIONE”, COME HA DETTO OGGI GIORGIA MELONI AI GIORNALISTI, MA ORMAI È CHIARO A TUTTI CHE LE ELEZIONI SI TERRANNO A MAGGIO. SARÀ UN ELECTION DAY, PERCHÉ CON QUESTI CHIARI DI LUNA (CRISI ENERGETICA, ZERO SOLDI) SAREBBE UNO SCHIAFFO NON RAGGRUPPARE LE COMUNALI ALLE POLITICHE – LA DUCETTA SA CHE LA CRISI PUÒ TRASFORMARSI RAPIDAMENTE IN DISORDINE SOCIALE. SPOSTARE IL VOTO DI QUALCHE MESI POTREBBE TRASFORMARE UN QUASI PAREGGIO IN UNA SCONFITTA CERTA (LA STORIA DI RENZI, SALVINI, M5S, INSEGNA: A PASSARE DALL’ALTARE ALLA POLVERE CI VUOLE UN ATTIMO) – PER LA GRAVITÀ DELLA SITUAZIONE, MELONI DOVREBBE INCOLPARE SOPRATTUTTO SE STESSA: INVECE CHE USARE I 200 MILIARDI DEL PNRR A MODINO, PER INVESTIMENTI STRUTTURALI E RIFORME, LI HA BUTTATI NEL CESSO PER MANCETTE ELETTORALI – LA “CONFESSIONE” A FAZZOLARI (“HAI SEMPRE RAGIONE, ERA MEGLIO VOTARE SUBITO”) E QUEI TIMBRI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CHE SEGNALANO “ELEZIONI IMMINENTI”

ssica serfaty benedetta frucci leonardo maria del vecchio quotidiano nazionale

FLASH! - A "QN" SERVONO PIU' DESKISTI E MENO BELLE PENNE – CHE CI FACEVA L’EX DI LEONARDINO DEL VECCHIO, LA BONISSIMA MODELLA JESSICA SERFATY, CHE HA ACCUSATO "LENNY" DI VIOLENZE (POI RITRATTATE) E DI UNA CAMPAGNA D’ODIO E DISCREDITO ONLINE, ALLA PRESENTAZIONE DEL “QN”, ALLA GNAM DI ROMA? E INFATTI NON C'ERA: L'HANNO VISTA SOLO GLI INCAUTI REDATTORI DEL "QUOTIDIANO NAZIONALE" - NELLA PAGINA DEDICATA ALL'EVENTO, SPUNTA UN LAPSUS FREUDIANO: IN UNA DIDASCALIA, SPUNTA IL NOME DELLA SERFATY, MA NELLA FOTO C'È BENEDETTA FRUCCI, LA GIOVANE ARETINA PORTAVOCE DI MATTEO RENZI (ANCHE LEI DI BELLA PRESENZA) - È SOLO UNO DEI "REFUSI" SULL'EDIZIONE DI OGGI: NELLA DOPPIA PAGINA DEL CARTACEO SULL'EVENTO DI PRESENTAZIONE ALLA GNAM TUTTE LE IMMAGINI ERANO FUORI FUOCO, TRANNE QUELLE CON DEL VECCHIO, ORFEO, MELONI E PIANTEDOSI - UN BEL PROBLEMA DI STAMPA, DOPO DUE MESI DI PREPARAZIONE. EVIDENTEMENTE C'È ANCORA TANTO DA LAVORARE...

trump susie wiles hegseth

DAGOREPORT – TRUMP È IMBALLATO E IMBAMBOLATO MA UN ANIMALE FERITO È ANCORA PIÙ PERICOLOSO. LA SCONFITTA ALLE MIDTERM ALTERA ANCORA DI PIÙ IL DECLINO COGNITIVO DEL TYCOON, E TUTTI, COMPRESO PUTIN, SI CHIEDONO: CHE SI INVENTERÀ QUEL PAZZO SCATENATO? – SOLO, ISOLATO, INCAZZATO, TRUMP È ALLA RICERCA DI UN CAPRONE ESPIATORIO. l’INDIZIATO NUMERO UNO (NONOSTANTE LE SMENTITE), È IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH. A VOLER CACCIARE IL BELLIMBUSTO EX ANCHORMAN DI “FOX NEWS” È SOPRATTUTTO LA CAPA DI GABINETTO DELLA CASA BIANCA, SUSIE WILES. LA NOTIZIA PIÙ CLAMOROSA È CHE È UN REPUBBLICANO, THOMAS MASSIE, A VOLER PRESENTARE L’IMPEACHMENT PER HEGSETH, LA PROSSIMA SETTIMANA ALLA CAMERA…

schlein conte boschi renzi

DAGOREPORT - PER IL CAMPO LARGO C’E’ UNA STRADA TRA…I BOSCHI - AL TEATRO BRANCACCIO, INSIEME A SCHLEIN, CONTE, BONELLI E FRATOIANNI, C'ERA MARIA ELENA BOSCHI - PER NON PERDERE IL 2% DEI VOTI DI ITALIA VIVA SENZA FAR INCAZZARE GLI ELETTORI DEL M5S, SI PROVA A "NASCONDERE" RENZI - BOSCHI E CONTE, CHE SI SONO TROVATI D’ACCORDO SUL “NO” ALLA PATRIMONIALE, SI CONOSCONO DA MOLTI ANNI - DOMANI AL TAVOLO PER IL PROGRAMMA CI SARANNO GLI ALTRI CESPUGLI DI CENTRO - LE TANTO TEMUTE PRIMARIE SI FARANNO DAVVERO? BALLA ANCORA L'IPOTESI FEDERATORE...