giorgia meloni ucraina zelensky roberto vannacci guido crosetto

L’ARMATA BRANCA-MELONI È DISARMATA E DISARMANTE – DOPO LA MISERA FIGURA SUI GENERATORI ELETTRICI INVIATI COME SOSTEGNO A KIEV INVECE DELLE ARMI, IL GOVERNO SI AFFRETTA A FAR SAPERE CHE ARRIVERÀ PRESTO UN PACCHETTO DI AIUTI CHE CONTERRÀ BATTERIE CONTRAEREE “SAMP-T” – EPPURE IL DECRETO CHE PREVEDEVA I NUOVI ARMAMENTI DESTINATI A KIEV ERA GIÀ PRONTO A LUGLIO E IL COPASIR ERA STATO ALLERTATO PER IL 5 AGOSTO PER VISIONARE IL TESTO. MA MELONI DECISE DI FAR SLITTARE IL DECRETO PERCHÉ NEL PANICO PER I SONDAGGI, CON L’ASCESA DEL FILO-RUSSO VANNACCI E L’AVANZATA DEL FRONTE DEI PACIFINTI – L'EX GENERALE ATTACCA: “LE ARMI LE MANDANO. AGLI ITALIANI NON LO DICONO”

1. SCONTRO SULLE ARMI A KIEV IL GOVERNO CONFERMA "PRESTO DECRETO AL COPASIR"

Estratto dell’articolo di Concetto Vecchio per “la Repubblica”

 

volodymyr zelensky giorgia meloni foto lapresse

La Difesa sta elaborando un altro pacchetto e, naturalmente, prima dell'invio si passerà attraverso il Copasir com'è sempre accaduto. I tempi saranno abbastanza rapidi».

 

Così il ministro degli esteri Antonio Tajani ha confermato che a breve arriverà il tredicesimo decreto di aiuti per Kiev, che, come ha rivelato ieri Repubblica, conterrà batterie contraeree Samp-T nella versione NG in grado di abbattere missili balistici, intercettori Aster e radar.

 

[…]

 

Giorgia Meloni Guido Crosetto Giancarlo Giorgetti

Il tema degli aiuti divide da sempre la maggioranza e l'irruzione di Roberto Vannacci ha ulteriormente scosso gli equilibri. «Le armi le mandano. Agli italiani non lo dicono», ha subito acceso la miccia della polemica il leader di Futuro Nazionale, contrario alla prosecuzione del sostegno militare all'Ucraina.

 

L'accusa del generale sul «decreto secretato» nasce dal fatto che ufficialmente il governo in questi mesi ha insistito — proprio per mascherare le frizioni interne sul sostegno a Zelensky — sull'invio dei generatori elettrici. […]

 

roberto vannacci

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha quindi replicato al generale: «Questo è stato sempre il percorso definito e seguito da ogni governo fino ad oggi. In piena e assoluta trasparenza, come è giusto che sia, e solo dopo la piena e regolare autorizzazione parlamentare preventiva, ad ogni inizio anno».

 

[…] La richiesta principale che arriva da M5s, Avs e + Europa è che palazzo Chigi chiarisca pubblicamente contenuti e finalità degli aiuti a Kiev. «Il ministro Crosetto dice da mesi che l'Italia è scoperta in caso di eventuali attacchi ma a quanto pare il suo governo è intenzionato a fornire armamenti all'Ucraina», ha attaccato l'M5S Francesco Silvestri.

 

2. PACCHETTO PRONTO DA LUGLIO, POI SLITTO’ IL VIA LIBERA

Estratto dell’articolo di Gianluca Di Feo e Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”

 

volodymyr zelensky giorgia meloni foto lapresse

Seconda metà di luglio, Roma è stravolta dall'afa. Dal ministero della Difesa parte una telefonata diretta alle strutture del Copasir, il comitato parlamentare che dal 2022 detiene in esclusiva il compito di visionare i decreti interministeriali con cui il governo stabilisce gli aiuti militari da spedire all'Ucraina.

 

[…]  il tredicesimo pacchetto di aiuti è pronto. E poi, il ministro della Difesa Guido Crosetto è in procinto di presentarsi di fronte ai membri dell'organismo.

 

[…]

 

guido crosetto giorgia meloni alla parata del 2 giugno 2026 foto lapresse

Le ferie sono a un centimetro. Il contatto serve proprio a preallertare i commissari in vista di una possibile, imminente seduta. C'è addirittura una data di massima: il 5 agosto. Passano i giorni, ma nulla accade. Finché, contrordine, la riunione non viene confermata.

 

Anche il decreto sembra come congelato. Palazzo Chigi e la Farnesina, nel frattempo, non perdono occasione per ricordare che l'Italia intende supportare l'Ucraina concentrandosi sugli aiuti ai civili nel settore energetico: sono i preziosi generatori richiesti da Zelensky.

 

giorgia meloni volodymyr zelensky giovanbattista fazzolari a kiev

Delle armi si parla poco o nulla, a differenza delle principali capitali continentali.  Eppure, a quel punto Roma ha già deciso di garantire difese antibalistiche a Kiev. […]

 

Perché, allora, se il testo con gli aiuti militari è già chiuso? E soprattutto: cosa succede in quelle settimane? Bisogna fare un paio di passi indietro. Siamo ad Ankara, al vertice della Nato. Al summit si presentano Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Crosetto. A Roma la situazione è critica: il prezzo della benzina erode consenso. Politicamente, l'ascesa di Roberto Vannacci è ormai una minaccia per la destra.

 

Il fronte ostile all'invio di armi a Kiev si allarga, includendo Futuro nazionale, Movimento e Avs. I sondaggi peggiorano: la Lega precipita, FdI rallenta. Per Meloni, non è una buona ragione per interrompere il sostegno all'Ucraina. Fin dall'inizio della legislatura lo considera impegno ineludibile. L'unica accortezza, condivisa con i vicepremier, è provare a tenere il "dossier armi" lontano dai riflettori.

 

volodymyr zelensky giorgia meloni foto lapresse

E battere ostinatamente sugli "aiuti civili". L'8 luglio, proprio in Turchia, vede Zelensky e sottolinea la «particolare attenzione agli interventi volti a rafforzare la resilienza delle infrastrutture energetiche». Quando le chiedono degli aiuti militari, resta cauta: «Credo che l'Italia proseguirà e Crosetto stia facendo una valutazione in questo senso».

 

Poi più nulla di ufficiale, mentre slitta la riunione del Copasir, continua il balletto di cifre su Safe e si consolida il no al Purl. In quelle ore, Crosetto è al lavoro con i francesi (e in contatto con i britannici) proprio con l'obiettivo di irrobustire la dotazione missilistica ucraina. Vanta un rapporto strettissimo con il primo ministro transalpino Lecornu, suo ex collega alla Difesa.

 

giorgia meloni emmanuel macron foto lapresse

Roma e Parigi decidono di cedere a Kiev la licenza per gli Aster di ultima generazione. Il 14 luglio Emmanuel Macron incontra Zelensky e promette Samp-T, radar, Aster di vecchia e nuova generazione. Fa anche di più: si impegna in testi ufficiali anche per Roma, indicando un orizzonte temporale: ottobre 2026.

 

Che lo faccia per forzare un po' la mano a Palazzo Chigi, o soltanto perché sul dossier i due Paesi vanno a braccetto, il percorso è tracciato e non si torna indietro. Eppure, ancora al termine della riunione dei Volenterosi del 24 agosto, Palazzo Chigi diffonde una nota che conferma «l'impegno italiano sul fronte umanitario in vista della stagione invernale, che proseguirà con l'invio di ulteriori generatori».

 

E ancora, fonti dell'esecutivo precisano: ospedali, scuole e rete energetica saranno «i tre vettori su cui punta il governo per gli aiuti a Kiev». Nessun accenno al materiale bellico. […]

roberto vannacci coi meloni in mano le faccette di giorgia meloni vertice nato ad ankara 3 volodymyr zelensky giorgia meloni foto lapresse

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