giorgia meloni

DOPO IL VOTO DELLE REGIONALI, GIORGIA MELONI DEVE FARE MOLTA ATTENZIONE SU COSA POTREBBE ACCADERE ALLE ELEZIONI POLITICHE DEL 2027 - SECONDO L’ANALISI DELL’ISTITUTO CATTANEO, ‘’LA POSSIBILITÀ DI FAR CONFLUIRE I VOTI DEI PARTITI DEL CENTROSINISTRA SU CANDIDATI COMUNI, SOPRATTUTTO NEL SUD, RIAPRE LA COMPETIZIONE ANCHE A LIVELLO NAZIONALE - SE IL SISTEMA ELETTORALE NON VERRÀ MODIFICATO, IL RISULTATO SARÀ DETERMINATO, QUESTA VOLTA QUASI COMPLETAMENTE, DAL NUMERO DI SEGGI OTTENUTI NEI COLLEGI UNINOMINALI. NEL NORD E NEL CENTRO, CON L’ECCEZIONE DEI GRANDI CENTRI URBANI, IL VANTAGGIO DEL CD RIMANE SOLIDO, ANCHE DI FRONTE A UN CAMPOLARGO. NELL’EX ZONA ROSSA E AL SUD IL CENTROSINISTRA UNITO HA INVECE UN NOTEVOLE MARGINE DI RECUPERO - DEL RESTO, ALLE ELEZIONI POLITICHE NAZIONALI DEL 2022, I PARTITI DEL CENTROSINISTRA HANNO OTTENUTO UNA PERCENTUALE DI VOTI LEGGERMENTE SUPERIORE A QUELLA DEI PARTITI DEL CENTRODESTRA...

giorgia meloni saltella al comizio di napoli con antonio tajani

Istituto Cattaneo - Analisi elezioni regionali 2022-25

A cura di Salvatore Vassallo - https://www.cattaneo.org/

 

Sulla base della stabilità degli elettorati che avevamo già osservato nelle elezioni regionali precedenti, il risultato di quelle in programma in Veneto, Campania e Puglia appariva scontato. Ed in effetti è andato tutto più o meno come previsto.

 

Questa ultima tornata ha confermato un sostanziale equilibrio, sul piano elettorale complessivo, tra Centrodestra e Centrosinistra largo, cioè allargato al M5S (che d’ora in poi, per semplicità, chiamiamo CS+). Più o meno, lo stesso equilibrio registrato alle europee del 2024.

analisi elezioni regionali 2025 istituto cattaneo 1

 

Le regionali, soprattutto in Campania e Puglia, costituivano tuttavia un test importante per il CS+. Per questo, la nostra analisi, oltre a considerare i risultati per l’elezione dei presidenti di regione, include l’elaborazione di una stima di ciò che potrebbe accadere in elezioni politiche nazionali se il sistema elettorale rimanesse invariato e la performance di CD e CS+ fosse simile a quella registrata nel ciclo delle elezioni regionali svolte dal 2022 ad oggi.

 

Tenendo conto della stabilità degli elettorati che avevamo già osservato nelle elezioni regionali precedenti, il risultato di quelle in programma in Veneto, Campania e Puglia appariva scontato. Ed in effetti è andato tutto più o meno come previsto.

 

analisi elezioni regionali 2025 istituto cattaneo 2

Questa ultima tornata ha confermato un sostanziale equilibrio, sul piano elettorale complessivo, tra Centrodestra e Centrosinistra largo, cioè allargato al M5S (che d’ora in poi, per semplicità, chiamiamo CS+). Più o meno, lo stesso equilibrio registrato alle europee del 2024.

 

Le regionali, soprattutto in Campania e in Puglia, costituivano tuttavia un test importante della competitività del CS+ nelle prossime elezioni politiche.

 

Per questo, la nostra analisi, oltre a considerare i risultati per l’elezione dei presidenti di regione, include l’elaborazione di una stima di ciò che potrebbe accadere alle elezioni politiche nazionali se il sistema elettorale rimanesse invariato e le performance del CD e del CS+ fossero simili a quelle registrate nel ciclo delle elezioni regionali svolte dal 2022 ad oggi.

 

Sul risultato nelle tre regioni al voto il 23-24 novembre, c’è in effetti poco da dire. Come si può vedere dalle tabelle 1-3, è stato abbastanza in linea con i risultati delle politiche 2022 e delle europee 2024. È stato perfettamente in linea con quei risultati in Campania; ha registrato un miglioramento di circa 6 punti percentuali per il CD in Veneto e di circa 7 punti percentuali per il CS in Puglia. Con una lieve differenza segnalata dalla stima dei flussi (tabelle 4-6).

 

analisi elezioni regionali 2025 istituto cattaneo 3

Abbiamo condotto analisi dei flussi su molte città ma abbiamo riportato qui solo quelle riferite alle tre città maggiori di ciascuna regione. In generale, risulta attenuata la tendenza dell’elettorato Cinque Stelle ad astenersi più degli altri elettorati in elezioni regionali. La si ritrova solo in Puglia.

 

È confermata la tendenza degli elettori dell’area lib-dem (Azione, Iv, +Europa) a dividersi tra CD, CS e astensione. Per il resto, è confermata la sostanziale impermeabilità delle due aree: i passaggi da un polo all’altro sono limitatissimi, con una parziale eccezione in Puglia.

 

Si può dire che circa la metà del vantaggio guadagnato dal CS in quella regione (quindi, intorno a 3 punti percentuali) derivi dalla capacità di De Caro di attrarre elettori che alle europee avevano votato per partiti di CD, i quali si aggiungono a quelli che aveva già spostato a vantaggio del PD grazie alla sua candidatura al parlamento europeo.

 

analisi elezioni regionali 2025 istituto cattaneo 4

È forse di maggiore interesse un’analisi complessiva che provi a ricapitolare l’esito di tutte le elezioni regionali che si sono svolte dal 2022 ad oggi. Per comprendere le ragioni della stima da noi condotta a questo riguardo (tab. 7 e mappe sottostanti), conviene richiamare alcuni dati di base. Nelle elezioni politiche del 2022, i partiti del CS+ hanno ottenuto, nel complesso, una percentuale di voti leggermente superiore a quella dei partiti del CD.

 

Di conseguenza, hanno ottenuto un numero di seggi leggermente superiore rispetto al CD tra quelli ripartiti con metodo proporzionale. Alla Camera, nella quota proporzionale, il CD ha ottenuto 114 seggi; il CS+ (CS + M5S + Azione-Iv) ne ha ottenuti 130. Ma poiché ciascuna delle tre componenti del cosiddetto Campo Largo ha presentato candidati propri (in competizione gli uni con gli altri) nei collegi uninominali, il CD ha vinto quasi dappertutto: in 121 dei 147 collegi; CS+M5S solo in 23.

 

analisi elezioni regionali 2025 istituto cattaneo 5

Se si considerano le intenzioni di voto attualmente stimate dai sondaggi, è assai plausibile che, in una competizione nazionale in cui il CS+ si presenti unito, CS+ e CD otterrebbero percentuali di voti e un numero di seggi di entità quasi equivalente nella quota proporzionale.

 

Dunque, se il sistema elettorale non verrà modificato, il risultato sarà determinato, questa volta quasi completamente, dal numero di seggi ottenuti nei collegi uninominali. Nel Nord e nel Centro, con l’eccezione dei grandi centri urbani, il vantaggio del CD rimane solido, anche di fronte a un CS+ unito.

 

Nell’ex Zona Rossa e al sud il CS+ ha invece un notevole margine di recupero. Naturalmente, non si possono sommare i risultati delle tre componenti del CS+ del 2022, perché non possiamo dire in che misura i tre elettorati siano rimasti stabili e disposti a confluire su candidati comuni.

 

analisi elezioni regionali 2025 istituto cattaneo 6

Per questo, le elezioni regionali, soprattutto dove il CS+ ha presentato candidati comuni alla presidenza, forniscono una misura più affidabile. Per stimare quanto sia ampio il margine di recupero del CS+ e quanto le prossime elezioni politiche possa risultare contendibili, abbiamo considerato come indicatori dell’attuale equilibrio i voti ricevuti dai candidati a presidente di regione nelle tornate elettorali che si sono svolte dal 2023 ad oggi, quando cioè era già iniziata la ricomposizione del CS+, dopo lo choc (atteso) delle politiche 2022.

analisi elezioni regionali 2025 istituto cattaneo 7

 

La stima è stata condotta solo sui seggi della Camera perché, a differenza di quanto talvolta sostenuto da commentatori e politici, i sistemi elettorali di Camera e Senato hanno effetti identici, nell’aggregato, in percentuale, anche se il numero dei collegi senatoriali è inferiore. In pratica, abbiamo calcolato la somma dei voti ottenuti dai candidati a presidente di regione in ciascuno dei collegi uninominali della Camera, ipotizzando che i futuri candidati comuni al Parlamento delle principali coalizioni possano contare sulla stessa base di consensi.

 

NICOLA FRATOIANNI - ELLY SCHLEIN - ROBERTO FICO - GIUSEPPE CONTE - ANGELO BONELLI

Non abbiamo apportato aggiustamenti discrezionali nei casi in cui il M5S o altre componenti del CS+ abbiano presentato candidati propri. La stima, quindi, non può tenere conto di eventuali spostamenti di quegli elettori che, ad esempio, in Toscana hanno votato per Antonella Moro Bundu (Sinistra Rossa, 72.322 voti) o in Sardegna per l’ex presidente regionale di CS, Renato Soru (63.000 voti) o in Sicilia per il 5S Nunzio Di Paola (335.000 voti).

 

Non tiene conto della tendenza, da noi stessi rilevata in una precedente analisi, per la quale, in Calabria, il CD ha ottenuto ripetutamente (come avvenuto anche nel 2025) risultati significativamente migliori alle regionali rispetto alle politiche. Non può infine tenere conto di ciò che sarebbe accaduto in Sicilia se, alle elezioni regionali del 2022, fosse già stato realizzato un accordo tra CS e M5S.

giorgia meloni comizio a napoli per cirielli

 

D’altro canto, questa stima non è stata elaborata con la pretesa di “prevedere” cosa accadrà alle prossime elezioni politiche, bensì di identificare e misurare la tendenza delineata dal ciclo delle elezioni regionali. La tendenza è abbastanza chiara. La dimostrata possibilità di far confluire i voti dei partiti del CS+ su candidati comuni (cosa non scontata), soprattutto nel Sud, riapre la competizione anche a livello nazionale.

 

D’altro canto, alle regionali, il governo Meloni “non è stato battuto” e il CD continua ad avere buone probabilità di rivincere le elezioni politiche. Ma, mentre alle elezioni del 2022 il CD ottenne 98 seggi in più delle varie componenti del CS, in base ai risultati delle regionali, questo vantaggio si ridurrebbe a circa 34, con la eventualità che si riduca ulteriormente o venga di poco ribaltato se, ad esempio, alcuni dei fattori citati in precedenza (soprattutto in Sardegna, Sicilia e Calabria) dovessero torcersi a suo danno.

 

VIGNETTA KRANCIC - SALVINI E I GOVERNATORI LEGHISTI

In Sardegna, ad esempio, la candidata alla presidenza del CS+ ha prevalso nettamente nel (territorio del) collegio uninominale di Cagliari, ma è stata superata, di poco, dal candidato del CD negli altri collegi. Ci potrebbe trovare con una Italia di nuovo divisa in due, o meglio in 5: con il Nord e il Centro al CD; la Zona rossa e le grandi regioni del Sud al CS; con Sicilia, Calabria e Sardegna come “campo di battaglia”.

 

Con tutta evidenza, sta qui l’interrogativo che sottende ad una possibile ulteriore riforma del sistema elettorale. Se sia preferibile un esito potenzialmente indeterminato, con la formazione di governi sostenuti da una esile maggioranza, o addirittura la formazione di un governo sostenuto da partiti appartenenti ad entrambe le coalizioni, oppure un sistema elettorale simile a quello che ha consentito ad entrambe le coalizioni di celebrare vittorie e sconfitte nette nel ciclo delle elezioni regionali che si è appena concluso.

ISTITUTO CATTANEO - FONDAZIONE DI RICERCA

antonio tajani matteo salvini giorgia meloni

 

ANTONIO DECARO ELLY SCHLEINMIA DIOP BINTOU - EUGENIO GIANI alessandra todde giuseppe conte

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