DOPO UN’ESTATE DI BOMBE, SI APPARECCHIA LA TRATTATIVA TRA UCRAINA E RUSSIA – IL CAPO DELL’UFFICIO PRESIDENZIALE DI KIEV, KYRYLO BUDANOV, ANNUNCIA: “SUI NEGOZIATI CI STIAMO PREPARANDO PER OTTOBRE”. E IL PORTAVOCE DEL CREMLINO, DMITRIJ PESKOV, CONFERMA: “È UNA PROSPETTIVA PREVEDIBILE” – SARA’ UN SUMMIT TRILATERALE, CON GLI USA COME “GARANTI”, SENZA LA PRESENZA DI PUTIN E ZELENSKY – IL NODO RESTA QUELLO TERRITORIALE: IL PRESIDENTE UCRAINO NON È DISPOSTO A CEDERE IL DONBASS AI RUSSI – LE PRESSIONE DEL GANGSTER DELLA CASA BIANCA: “ZELENSKY LA SMETTA DI METTERE FUORI USO LE INFRASTRUTTURE PETROLIFERE RUSSE...”
Estratto dell’articolo di Paolo Brera per “la Repubblica”
RUSTEM UMEROV - KYRILO BUDANOV - VOLODYMYR ZELENSKY - DONALD TRUMP
Il negoziato? «Ci stiamo preparando per ottobre», dice l'ex capo delle spie e oggi capo dell'ufficio presidenziale ucraino, Kyrylo Budanov, uno che parla poco e pesa le parole. «È una prospettiva prevedibile, ottobre non può essere escluso», replica il portavoce di Putin, Dmitrij Peskov.
Un faccia a faccia tra i leader a dicembre sarà pure «impossibile», come ha detto il Cremlino impallinando l'ennesimo tentativo di Zelensky di stanare Putin portandolo sul terreno del confronto personale; ma la macchina del negoziato si è davvero rimessa in moto.
[...] Il formato è un trilaterale senza leader. Mosca guarda soprattutto agli Emirati: «Abu Dhabi è un luogo del tutto adatto. E ce ne sono altri». Zelensky aveva indicato Turchia, Emirati e Svizzera, e almeno sul luogo non dovrebbe essere difficile accordarsi.
vladimir putin al cremlino con Steve Witkoff e Jared Kushner
[...] «Ogni parte ha la propria visione, ma un pacchetto concordato ancora non c'è», ammette Ushakov. Il nodo resta quello territoriale. E il fulmine arriva dall'altra parte dell'Oceano: Kushner rivela ciò che Putin ha messo sul tavolo. «Se l'Ucraina fosse disposta a ritirarsi fino a quella linea, avremmo già pronta la restante parte dell'accordo». Ma «l'Ucraina in questo momento non vuole farlo».
Washington cerca dunque «una soluzione creativa», ma ancora una volta guarda a Kiev per il jolly con cui sbloccare le trattative. Zelensky ha già respinto, facendo muro con gli alleati europei, la richiesta di abbandonare le fortezze residue del Donbass, dove Mosca avanza ma con enorme lentezza. E non è l'unica pressione. «Zelensky deve fare una cosa: smettere di mettere fuori uso il diesel in Russia», dice Trump sui raid ucraini alle infrastrutture petrolifere russe.
VOLODYMYR ZELENSKY E KYRYLO BUDANOV
«Ci sono molti altri obiettivi. Non colpite il diesel». Dice di averne già parlato con Zelensky.
Il trilaterale dunque si prepara, ma il punto di partenza resta opposto. Per Mosca gli accordi sostanziali, territori compresi, devono prepararli i negoziatori: i leader arriveranno soltanto per formalizzarli. Per Zelensky è vero il contrario: le questioni più complesse possono essere risolte solo «al livello dei leader».
vladimir putin al cremlino con Steve Witkoff
E i tempi restano lunghi. Secondo il fondatore di Azov e comandante del Terzo Corpo d'Armata Andriy Biletsky, «tra marzo e aprile» i russi potrebbero trovarsi davanti a «un interrogativo esistenziale: come e perché continuare la guerra se non si raggiungerà nessuno degli obiettivi strategici?». [...]
vladimir putin al cremlino con Steve Witkoff e Jared Kushner
VOLODYMYR ZELENSKY E KYRYLO BUDANOV