DOVE C'È VANNACCI C'E' SCAZZO - IL VIMINALE INTERVIENE DOPO AVER SCOPERTO CHE L'EX GENERALE È STATO INVITATO A UN CONVEGNO SULLA SICUREZZA URBANA ORGANIZZATO, A TORINO, DAL SINDACATO FSP POLIZIA DI STATO - LA PRESENZA DEL QUESTORE, MASSIMO GAMBINO, PREVISTA NEI VOLANTINI DELL'EVENTO, È STATA SMENTITA - L'EVENTO RICONOSCIUTO COME "AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE" HA PERSO IL SUO VALORE "FORMATIVO" - LA PREOCCUPAZIONE DEI FRATELLI D'ITALIA: "ABBIAMO PERSO UN PO' LA PRESA SULLE FORZE DELL'ORDINE..."
Estratto dell'articolo di Irene Famà e Francesco Malfetano per "La Stampa"
Locandina corso di aggiornamento poliziotti a Torino 18 settembre 2026
«Risolvete». L'ordine, al Viminale, arriva di buon mattino. È breve, ma basta a fotografare il nervosismo che si accende quando le agenzie rilanciano la notizia pubblicata da La Stampa: Roberto Vannacci sarà tra i relatori di un convegno sulla sicurezza urbana organizzato a Torino dal sindacato Fsp Polizia di Stato insieme alla Fmpi. Il problema non è soltanto la presenza del generale.
È che, fino a quel momento, l'iniziativa risulta riconosciuta come aggiornamento professionale per gli agenti della Questura del capoluogo piemontese. Nei volantini dell'appuntamento, in programma il 18 settembre, compaiono infatti anche i saluti del questore. In altre parole: per quanto organizzato dai sindacati, il convegno sembra avere addosso anche un timbro dello Stato.
È questo il dettaglio che fa scattare l'allarme a Roma. I contatti si fanno frenetici. A chiedere spiegazioni arrivano Palazzo Chigi e il resto dell'universo governativo che presidia il dossier sicurezza. Gli uffici di Matteo Piantedosi si rivolgono al capo della Polizia e ricostruiscono la trafila che ha portato al riconoscimento dell'iniziativa. L'obiettivo è uno: arginare il caso, possibilmente lasciandolo confinato a Torino. Il Dipartimento della pubblica sicurezza prende così le distanze.
Precisa che si tratta soltanto di «una iniziativa sindacale», per la quale «non è prevista la partecipazione del questore di Torino» e che «non costituirà aggiornamento professionale per gli appartenenti alla polizia di Stato». La locandina che indicava Massimo Gambino tra i saluti?
«Una bozza», spiegano gli organizzatori. Difficile però pensare che il nome del questore sia finito sul volantino del tutto a sua insaputa. Dal sindacato assicurano che era stato invitato e che sarebbe andato o avrebbe mandato un suo sostituto.
Anche perché un precedente esiste. Il 6 novembre dello scorso anno, sempre a Torino e sempre organizzato dall'Fsp, il generale aveva già partecipato a un incontro simile, riconosciuto come aggiornamento professionale e, raccontano dal Fsp, «con tanto di saluti dell'allora questore». [...]
Il via libera della Questura viene quindi superato dallo stop del Dipartimento. E quello che fino a poche ore prima era un appuntamento formativo diventa ufficialmente un'iniziativa sindacale.
Il problema, a quel punto, non è più soltanto amministrativo. Ai vertici del governo resta l'irritazione per la ricaduta politica. Non tanto per le barricate dell'opposizione, con la richiesta a Piantedosi di riferire in Aula. Quanto per l'immagine che la vicenda rischia di consegnare: quella di un pezzo delle forze di polizia e del comparto sicurezza che guarda altrove, alla ricerca di nuovi interlocutori.
«Abbiamo perso un po' la presa sulla categoria», è l'amara ammissione di un deputato di Fratelli d'Italia. Ed è forse questo il punto che più preoccupa il partito di Giorgia Meloni. Non è un caso, suggeriscono fonti del partito meloniano, che nelle ore successive la premier scelga di rilanciare su Facebook il video dell'aggressione a due agenti del commissariato Viminale da parte di un giovane africano di 29 anni. [...]





