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È ARRIVATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER TRUMP – NEGLI USA LE MIDTERM DI OGGI DETERMINERANNO CHI AVRÀ IL CONTROLLO DEL CONGRESSO. MA È CRUCIALE ANCHE LA PARTITA DEI GOVERNATORI, CHE SARANNO RINNOVATI IN 36 STATI SU 50: IL LORO RUOLO È FONDAMENTALE, VISTO CHE DEVONO RATIFICARE I RISULTATI - IN OHIO, TERRA DEL VICEPRESIDENTE JD VANCE, DA 20 ANNI VINCONO I REPUBBLICANI, MA QUESTA VOLTA I DEM SE LA GIOCANO, GRAZIE ALLE RIVOLTE DELLA POPOLAZIONE SUI DATA CENTER. E ALLA DEBOLEZZA DEL CANDIDATO DI TRUMP: VIVEK RAMASWAMY...

1. IL VOTO IN 36 STATI

Estratto dell’articolo di M. Ga. per il “Corriere della Sera”

 

ELEZIONI DI MIDTERM - VIGNETTA BY NATANGELO

Le midterm di oggi sono essenziali per il controllo del Congresso, ma si guarda già alle indicazioni per le presidenziali 2028: Trump sarà ancora abbastanza forte da scegliere il suo successore? La sinistra democratica tenterà la scalata alla Casa Bianca? In questa prospettiva contano molto anche le elezioni negli organismi politici locali, soprattutto in quelli tradizionalmente in bilico tra democratici e repubblicani.

 

E allora, occhi puntati soprattutto sui governatori che hanno un ruolo importante per la ratifica dei risultati delle elezioni [...]

 

Oggi 36 dei 50 Stati eleggono il loro governatore. La competizione più infuocata è quella dell’Ohio, da 20 anni Stato a maggioranza repubblicana, ora conteso dai democratici che potrebbero conquistare un senatore con Sherrod Brown.

 

vivek ramaswamy 1

Con il governatore repubblicano Mike DeWine fuori gioco per limite di mandati, Trump punta su Vivek Ramaswamy, imprenditore biotech di origini indiane che nel 2020 aveva provato a sfidarlo alle primarie, per poi diventare un suo seguace.

 

Una riconquista che gli sembrava agevole è diventata, invece, una corsa in salita per il forte recupero della sinistra grazie all’impopolarità del presidente, ma anche perché molti Maga, i conservatori che flirtano col suprematismo bianco e i ceti impoveriti che hanno votato Trump, non gradiscono, o contestano duramente, un candidato di origine asiatica, di religione induista che è anche un miliardario deciso a usare ovunque l’intelligenza artificiale anche se distrugge posti di lavoro.

 

amy acton 1

Per recuperare terreno, Vivek si è aggrappato all’invito a non votare la sua avversaria, la democratica Amy Acton, formulato da sua madre.

Ignorando il fatto che i tribunali avevano tolto alla donna la custodia della figlia quasi mezzo secolo fa, quando lei si era schierata col suo secondo marito accusato di aver violentato Amy ancora bambina e per questo finito in carcere.

 

Scandalo, anche a destra, per il ricorso di Vivek a una simile bassezza, ma poi Trump e il suo vice, JD Vance, hanno invitato Ramaswamy a continuare a usare contro Amy sua madre [...]

 

proteste conto i data center

In Alaska altra battaglia cruciale in uno Stato repubblicano che potrebbe scegliere un democratico [...]

L’Alaska, insieme al Maine, ha un sistema di voto diverso dagli altri Stati, detto a scelta classificata, che recupera, parzialmente, anche il voto degli sconfitti. Esito incerto e calcoli complessi che potrebbero richiedere giorni prima di designare il vincitore.

 

2. NELL’OHIO CHE SI RIBELLA AI DATA CENTER, DOVE ANCHE I REPUBBLICANI VOTANO DEMOCRATICO

Estratto dell’articolo di Mattia Ferraresi per “QN – la Nazione – il Resto del Carlino – il Giorno”

 

vivek ramaswamy 2

[...] in ohio [...] c’è una questione che assilla tutto il paese ma che qui si sente più acutamente. In due parole: data center. In questa tornata sta emergendo infatti una coalizione trasversale che potrebbe avere un ruolo decisivo nell’esito elettorale.

 

Il passaggio di elettori da un partito all’altro è un fatto rarissimo nella politica americana. Di solito un partito vince perché riesce a portare alle urne più elettori che sono già del proprio campo, o perché gli avversari scoraggiati non vanno a votare.

 

C’è soltanto un tema in queste elezioni di metà mandato che invece indica una conversione dai repubblicani ai democratici: i data center.

 

amy acton 3

Uno studio dell’Economist e YouGov mostra che l’intensità del sostegno ai democratici aumenta fra chi vive nel raggio di due chilometri da un data center, e mappando i circa 5000 impianti che ci sono negli Stati Uniti i ricercatori hanno notato che nelle immediate prossimità di un data center il sostegno ai democratici passa dal 54 al 61 per cento. Lontano dai contesi impianti aumenta soltanto dal 53 al 55.

 

La differenza sono presumibilmente elettori repubblicani che questa volta voteranno il partito democratico proprio in ragione della posizione sui centri che consumano risorse del territorio e offrono scarse prospettive di occupazione e indotto. L’Ohio è al centro della furibonda politica dei data center.

 

data center in ohio

Lo stato già dal 2011 ha varato leggi permissive per la costruzione di questi impianti, concedendo generosi benefici fiscali alle aziende, che guardano con interesse alle pianure ricche d’acqua e già dotate di reti infrastrutturali al centro dello stato. La campagna elettorale qui è stata in larghissima parte combattuta su questo tema. Brown, lo sfidante democratico al Senato, ha efficacemente presentato Husted, senatore repubblicano in carica, come “il volto dei data center”, e lui ha cercato di difendersi spiegando che ha depositato un disegno di legge in materia.

GOOGLE - DATA CENTER

 

Un progetto assai blando che si è schiantato contro le posizioni del suo stesso partito. Anche il candidato repubblicano al ruolo di governatore, ex socio di Musk nel progetto Doge e deregolamentatore sfrenato, ha dovuto promettere che il suo primo atto di governo sarà fermare tutti i progetti di costruzione di nuovi centri, per sottoporli a rigorosi vincoli ambientali e di sviluppo. In Ohio ci sono 154 data center in attività e 27 in costruzione.

Data center

 

Nello stato ci sono i pionieri del movimento di cittadini organizzati contro i data center che nell’ultimo anno si sono sviluppati ovunque. [...] La contesa al Senato è aperta. La media dei sondaggi fatta da Real Clear Politics dice che il democratico Brown è in vantaggio di 2,8 punti percentuali, e la questione trasversale dei data center può fare la differenza fra la vittoria e la sconfitta.

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