È GIÀ INIZIATO L’ASSALTO ALLA DILIGENZA IN VISTA DELLA MANOVRA – GIORGETTI È PREOCCUPATO PERCHÉ DEVE FRONTEGGIARE LA SFILATA DEI MINISTRI CHE PRETENDONO PIÙ RISORSE IN VISTA DELLA FINANZIARIA DI AUTUNNO, L’ULTIMA PRIMA DELLE ELEZIONI – I PARTITI DI MAGGIORANZA FARANNO DI TUTTI PER PIANTARE LE LORO BANDIERINE, OTTENERE “MANCETTE” E ACCHIAPPARE VOTI, ALLA FACCIA DEL RIGORE SUI CONTI PUBBLICI – IL RISCHIO È DI VEDER SFUMARE DI NUOVO L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE PER IL DEFICIT ECCESSIVO – GIORGETTI HA GIÀ RICEVUTO PIANTEDOSI, CHE HA CHIESTO RISORSE PER LE ASSUNZIONI DELLE FORZE DELL'ORDINE E…
Estratto dell’articolo di Giuseppe Colombo e Tommaso Ciriaco per "la Repubblica"
giancarlo giorgetti alla camera foto lapresse 8
È la paura dell'assalto alla diligenza. Degli emendamenti a valanga alla manovra. Delle correzioni a raffica, quindi dei soldi in più da tirare fuori. Quando nei corridoi di Montecitorio Giancarlo Giorgetti invita a cercare la definizione di ciclo politico-elettorale nel manuale di scienza politica per capire perché è «preoccupato», il pericolo prende velocemente quota.
Manuale alla mano, il ciclo politico-elettorale è «il fenomeno per cui i governi in carica modificano le proprie strategie di spesa e le politiche economiche in prossimità delle elezioni».
giancarlo giorgetti matteo piantedosi foto lapresse
L'obiettivo – si legge ancora – è «massimizzare i consensi, ad esempio aumentando i sussidi o riducendo le tasse per apparire più graditi all'elettorato». Tradotto: una legge di bilancio piegata alle ragioni delle urne. Acchiappa-voti. E per questo il ministro dell'Economia si lascia andare a una considerazione profetica: «Come tutti i ministri di bilancio – dice – sono preoccupato dal ciclo politico-elettorale visto che è l'ultima legge di bilancio».
La "processione" delle richieste è già iniziata. Uno dopo l'altro, i ministri stanno sfilando a via XX settembre per prenotare il proprio gruzzoletto. Il titolare dell'Interno Matteo Piantedosi ha chiesto risorse per le assunzioni delle forze dell'ordine e per rafforzare la videosorveglianza nelle città. Nei prossimi giorni toccherà ai suoi colleghi. La traccia è la stessa. Recita così: caro Giorgetti, ci servono soldi.
Ma il timore per la manovra elettorale è anche quello legato alle misure che la maggioranza proporrà quando il provvedimento arriverà in Parlamento: dal pressing di Fratelli d'Italia e FI per il taglio dell'Irpef al ceto medio, fino a 60mila euro, a una nuova rottamazione delle cartelle fiscali che la Lega ha già messo in conto di proporre.
Per non parlare delle micro-misure, quelle che in Parlamento vengono chiamate "marchette elettorali": per i parlamentari in cerca del bis sono più importanti dei cavalli di battaglia dei rispettivi partiti.
[...] La flessibilità proposta dall'Europa potrebbe infatti liberare fino a 14 miliardi nella manovra, tra energia e difesa. Con il salvagente del deficit, che finanzia queste spese, si aprono margini per altre misure. Non enormi, ma comunque sufficienti per scatenare gli appetiti dei partiti.
giancarlo giorgetti alla camera foto lapresse 6
Una dinamica pericolosa perché se è vero che a settembre potrebbe arrivare la revisione al ribasso del deficit dell'anno scorso, portando l'asticella sotto il 3%, è altrettanto vero che le spese "pazze" della manovra metterebbero subito a rischio il risultato dell'uscita dalla procedura d'infrazione. [...]

