salvini di maio mattarella

I COLPI DI SPREAD E IL ‘MEA CULPA’ DI LUIGINO DI MAIO, CHE PRIMA CHIEDE L’IMPEACHMENT PER MATTARELLA E POI SI SCUSA, PERMETTE AL COLLE DI TENTARE UNA NUOVA STRADA - E’ POSSIBILE CHE SIA SALVINI A RICEVERE L'INCARICO DI GOVERNO OPPURE IL FIDO GIORGETTI - I CINQUESTELLE PROPONGONO ENZO MOAVERO MILANESI PER AFFIANCARE PAOLO SAVONA

1 - IL COLLE PRONTO ALLA SVOLTA CONTRO L' INCUBO MERCATI IPOTESI INCARICO A SALVINI

MATTARELLA EURO

Ugo Magri per “la Stampa”

 

Ora che lo spread ha sfondato quota 300, e sta spargendo il panico tra i risparmiatori, perfino i peggiori complottisti si rendono conto che le angustie del Presidente, e il suo «no» a Savona, avevano un loro drammatico perché. Così, quasi d'incanto, i toni bellicosi sono scomparsi, la richiesta grillina di impeachment è stata rinfoderata, Di Maio ha teso la mano al Presidente che ancora 24 ore prima, da Vespa, additava come un golpista da processare (in base alla legge costituzionale n.1 del 1953, Mattarella avrebbe rischiato addirittura il carcere a vita).

 

Ma quel che più conta, il pericolo di precipitare nel baratro del default, peggio di 7 anni fa, ha riaperto di colpo tutti i tentativi di mettere in piedi una maggioranza politica. E il Capo dello Stato ha fermato, per la centesima volta, le lancette dell' orologio.

MATTARELLA MERKEL

 

LA FUGA DAL RETRO

Che qualcosa di nuovo e di molto imprevedibile stesse accadendo, lo si è percepito al Quirinale verso le 17,30. Tutte le telecamere erano già puntate sulla porta da cui Cottarelli sarebbe uscito per annunciare la lista dei suoi ministri. Ma il tempo passava e niente, del presidente incaricato neppure l'ombra; salvo scoprire poi che se n' era andato alla Camera quasi di soppiatto, ufficialmente per mettere a posto alcune caselle ancora ballerine del suo governo elettorale.

 

Una scusa cui nessuno, ovviamente, ha creduto: si trattava in fondo di mettere insieme una dozzina di nomi, che difficoltà Cottarelli poteva mai incontrare? Qualcuno ipotizza dubbi sul candidato alla Giustizia. Comunque sia, non era il vero motivo dello stop. Lo si è acclarato verso sera, con il diffondersi sempre più insistente delle voci su nuovi tentativi per dar vita a maggioranze politiche, «in zona Cesarini» come si sarebbe detto un tempo.

sergio mattarella carlo cottarelli

 

Le fonti ufficiali del Colle tacciono, però è chiaro che Mattarella ha ritenuto giusto sospendere di qualche ora la nascita del governo in quanto non si sa mai, vedi tu che magari stavolta ci riescano per davvero. E pure in questo caso c'entra molto lo spread, contano gli allarmi lanciati dal Governatore di Bankitalia, pesano le consultazioni informali con il ministro Padoan e, ovviamente, a Francoforte con Draghi.

 

mattarella conte

Di fronte all'eventualità che i mercati possano sfuggire al controllo trasformando la tempesta finanziaria in tsunami, occorre un governo in grado di adottare misure urgenti adeguate. Si tratterebbe di provvedimenti emergenziali, fuori della portata di un governo sfiduciato dal Parlamento, quale certamente sarebbe quello guidato da Cottarelli. Decisioni all'altezza della sfida potrebbero essere prese soltanto da un esecutivo votato dalle Camere, dunque «politico».

 

Mattarella

Che sempre è stato la prima scelta del Quirinale, figurarsi dunque se Mattarella poteva far leva sui rancori e negare ai partiti la possibilità di ripresentarsi da lui con il cappello in mano, offrendo «collaborazione». Purché non Savona Che cosa possano generare questi tentativi in extremis, nessuno è in grado di prevedere. Dall' alto del Colle si osserva soltanto una ritrovata centralità di Salvini che adesso può giocarsi le migliori carte coi Cinque Stelle. È addirittura possibile che sia proprio il leader della Lega a ricevere l' incarico di governo, oppure ne ceda l' incombenza al fido Giorgetti. Il Colle resta spettatore; stamane attende notizie con un occhio, ovviamente, allo spread.

 

mattarella meloni

L' unica certezza di Mattarella è che nessuno potrà riproporgli un pacchetto con dentro Savona, scatenando ancora di più i mercati. Qualora i partiti insistessero su quel nome, oppure non riuscissero a trovare il bandolo della matassa, Cottarelli verrebbe richiamato sul Colle per giurare con i suoi ministri. Seguirebbero dibattito in Parlamento, scontatissima bocciatura e scioglimento immediato delle Camere. E voto il 29 luglio (chi sta fissando le ferie, lo tenga a mente come data possibile). Il caldo sarebbe atroce, l' astensionismo da Guinness, ma aspettare ottobre sarebbe un azzardo. Il voto potrebbe arrivare con la Troika già insediata a Roma, indifferente ai voleri del popolo sovrano.

MATTARELLA SALVINI

 

2 - DI MAIO E L'IMPEACHMENT "ABBIAMO SBAGLIATO TUTTO"

Ilario Lombardo per “la Stampa”

 

Alla fine, prima di salutare tutti dal palco di Napoli, lo dice ed è come se mandasse il suo messaggio di scuse a Sergio Mattarella: «Se abbiamo fatto degli errori siamo anche disposti ad ammetterlo». Si è ritrovato solo, Luigi Di Maio, aggrappato a una decisione istintiva che nessuno condivideva. L' impeachment è rimasto un urlo di rabbia senza grande eco. E a un certo punto il leader si è reso conto che l' unico disposto a seguirlo, Alessandro Di Battista, stava per salire su un aereo per San Francisco.

 

MATTARELLA E LUIGI DI MAIO

Così, in poche ore, quando tutto sembrava perduto, matura l'impresa impossibile di riaprire la strada per il governo con la Lega. Grazie anche alla mediazione del presidente della Camera Roberto Fico (subito contrario all'impeachment)i riallacciano i contatti con il Colle, proprio mentre Carlo Cottarelli sta salendo con in tasca la lista dei ministri, e mentre i mercati martellano di angoscia l' Italia, nonostante l' incarico a Mr Spending Review. Lo spread fa paura, i fantasmi di un fallimento figlio dell' instabilità politica di un governo tecnico, neutrale, sfiduciato da tutti i partiti, ristabiliscono la necessità di una riflessione di emergenza. Tanto più se l' alternativo è il voto a luglio.

 

DI MAIO SALVINI MATTARELLA

Di Maio si chiude con i suoi collaboratori. Incontra Salvini, ne parla con lui. E' un tentativo disperato che si poggia su un ragionamento che fanno ai vertici di M5S: «Come fa il Capo dello Stato a sciogliere Camera e Senato se una maggioranza parlamentare di fatto esiste, blindata attorno a un contratto di governo?». È la frase che Di Maio consegnerà alla folla che lo attende a Napoli pronta a incendiare le piazze al suo segnale. È la frase che ripeteranno tutti i deputati: «Una maggioranza c' è, il governo del cambiamento è ancora possibile».

 

Annulla tutti gli appuntamenti tv previsti per ieri e per questa mattina. Laura Castelli va dal parrucchiere per prepararsi a sostituirlo. Il passo è compiuto e viene formalizzato a Napoli dove Di Maio frena l' agitazione dei fan accorsi in massa urlando contro Mattarella: «Calmi, il presidente è mal consigliato. Possiamo ripartire. Fateci ripartire!».

 

Di Maio Mattarella

Come? Perché ancora resta il nodo Savona. Lo affronta con Salvini che resta granitico: «Savona resta il mio ministro dell' Economia». Lo staff dei 5 Stelle chiama l'economista.

Un' ora di telefonata. Lui assicura: «Non voglio uscire dall' euro. Voglio solo un' Europa più politica e meno finanziaria». Promette che lo ribadirà, se necessario.

 

Di Maio non si opporrebbe a un suo eventuale passo indietro. Ma dovrà deciderlo l' economista assieme a Salvini. Se così non fosse i 5 Stelle sono pronti a proporre una mediazione: affiancare Savona con due ministri e due sottosegretari di peso. Un ministro, da quanto si apprende, sarebbe Enzo Moavero Milanesi, che andrebbe agli Affari europei come interlocutore privilegiato con Bruxelles. L' altro sarà il ministro degli Esteri, Luca Giansanti (anche se torna a circolare il nome di Massolo). Indirettamente, di rimbalzo dal Pd, circola anche la voce di un ruolo per lo stesso Cottarelli.

mattarella di maio boschi

 

Rimane da capire chi farebbe il premier? Le telecamere del TgLa7 beccano il prof Giuseppe Conte che si aggira fuori da Montecitorio, ma la Lega adesso spera in un incarico per Salvini o Giancarlo Giorgetti.

 

Di Maio ha capito di aver sbagliato nei tempi e nei modi quando ha letto la lettera inviata da Beppe Grillo al Fatto . La messa in stato d' accusa del presidente della Repubblica non convince nemmeno i deputati più fedeli alla linea del leader e a metà pomeriggio è già chiaro che l' impeachment è una pagina chiusa. Dopotutto, la lettera di Grillo viene vissuta come una sculacciata dentro il M5S da chi legge il riferimento a Di Maio in un passaggio: «Non siamo affetti dalla sindrome dell' adolescente ribelle che spera che, alla fine, il padre gli dia ragione».

luigi di maio sergio mattarella

 

Ma è anche lo scenario di un voto anticipato a luglio a convincere il capo politico a un incredibile u-turn. Il volto dei deputati 5 Stelle a Montecitorio è inespressivo, sconsolato. In meno di due giorni i segnali che sconsigliano il ritorno alle urne si moltiplicano. Per la prima volta il M5S è dato sotto il 30%, al 29,5%. Ma soprattutto: la Lega è oltre il 27%. È un trend e vuol dire che il M5S potrebbe calare ancora. Poi se si andasse a votare, Di Maio potrebbe essere sì ancora il candidato premier, ma un candidato logorato, e tallonato dal globetrotter Alessandro Di Battista, pronto a tornare per l' incoronazione.

Ultimi Dagoreport

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...