CHE BUONO MENTANA: GRAZIA BERSANI SUL CASO PENATI - UN EDITORE PER CURRENT TV SUL DT: LA BANDA PER TRASMETTERE DOVREBBE ARRIVARE DA LA7 (BYE BYE SANTORO) - ALFANO MINISTRO SPENDACCIONE, NITTO PALMA CI COSTA LA METÀ (PER ORA) - POLIDORI GLOBETROTTER - L’INCARFAGNATA COSTRETTA A TENERSI IL CAPO DIPARTIMENTO BOCCHINIANO - VECA NON SALVA PIÙ GLI EX PCI - IL “FIUTO” DI DE MAGISTRIS PER I TURISTI…

A cura di Enrico Arosio e Primo Di Nicola per "l'Espresso"

1. CARFAGNA BOCCIATA IN LEGGE...
Bocciata in legge Mara Carfagna. La storia ha inizio il 25 maggio scorso. All'indomani della sconfitta alle amministrative e in piena bufera economica, quando era chiaro che sarebbe stata improcrastinabile una manovra di aggiustamento dei conti pubblici, il ministro delle Pari opportunità otteneva dal premier Berlusconi un solenne decreto di revoca dell'avvocato Massimo Condemi da capo dipartimento del suo dicastero.

Forse, non proprio il provvedimento più urgente. Comunque, a determinare una scelta così drastica, nonostante il curriculum di Condemi, un'apparente incompatibilità caratteriale con il ministro.

Questo formalmente, perché il tam tam di palazzo parlava di fastidio per l'amministrativista troppo legato agli ambienti dell'ex An; e in particolare a Italo Bocchino, parlamentare ben noto anche a Carfagna ma da tempo passato con i futuristi di Fini.

Il 12 settembre il colpo di scena, perché la sezione Lavoro del Tribunale civile di Roma ha giudicato illegittima la rimozione e ha ordinato il reintegro immediato di Condemi come capo dipartimento del ministero delle Pari opportunità. Un bel problema per il ministro che, avendo studiato giurisprudenza, saprà che la mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice è un reato, come prescrive l'articolo 388 del Codice penale. G. S.

2. POLIDORI NEL MONDO...
La settimana scorsa è volata a Sochi in Russia, la località sul mar Nero sede dei Giochi invernali del 2014. Giusto un paio di giorni, per poi raggiungere Varsavia. Nel prossimo mese girerà il mondo: Canada, Brasile, Uzbekistan, Messico. È la globetrotter del governo: la sottosegretaria Catia Polidori, imprenditrice di Fraccano, sulle colline di Città di Castello, decisiva il 14 dicembre scorso alla Camera quando mollò Gianfranco Fini e salvò il Cavaliere, ricompensata con una poltrona al ministero dello Sviluppo economico.

Il passaggio di campo le ha fruttato una scorta, un posto di particolare interesse in tema di internazionalizzazione delle imprese, comprese le sue amate costruzioni, ceramiche e lamiere, e molte missioni all'estero. Impegni istituzionali, certo, anche se non è chiaro quale sia il contributo del sottosegretario: nel programma ufficiale dell'Investment Forum di Sochi il suo nome non compariva. Andrà meglio nelle prossime tappe? S. Cer.

3. SARÀ ANGELINO, MA È SPENDACCIONE...
Ora che Angelino Alfano è il segretario politico del Pdl, il ministero della Giustizia si è un po' alleggerito. Prima, quando occupava la poltrona di Guardasigilli, il costo delle consulenze a nomina diretta del ministro era tra i più alti in circolazione: 800 mila euro nell'anno 2010. Una cifra che si giustificava con gli stipendi al portavoce, al capo ufficio stampa e al suo collaboratore, al capo segreteria più cinque collaboratori, al segretario particolare del ministro, a tre collaboratori per l'ufficio legislativo, a un consigliere per le libere professioni, a un altro collaboratore per l'ufficio di gabinetto, fino al consigliere per le tematiche sociali. Un piccolo esercito a spese del contribuente.

Uscito Alfano, la situazione sembra essere cambiata: il nuovo ministro, Francesco Nitto Palma, spende al momento poco meno della metà, 337.195 euro. Ma alla domanda se il ministro intenda nominare altri collaboratori e quindi se la spesa sia destinata ad aumentare non abbiamo avuto risposta. Il record, per ora, è in mano ad Alfano. S. C.

4. VECA E GLI EX PCI: SALVATORE NON LI SALVA PIÙ...

Intercettato un preoccupatissimo Salvatore Veca al Tombon de San Marc a Milano, glorioso locale di Brera, a una cena in onore della scrittrice Fleur Jaeggy. Il filosofo fu uno dei padri intellettuali del passaggio dal Pci al Pds: nel luglio 1989, ben prima della svolta di Achille Occhetto, fu lui a lanciare, con Michele Salvati, il nome Partito democratico della sinistra. Ora è angustiato per gli effetti del caso Penati ("Gravissimo") sul Pd, che vede "in totale confusione", e sul segretario Bersani.

"L'Italia non si può permettere questo governo fino al 2013, e neanche un'opposizione minata dagli scandali". Veca suona l'allarme per un'intera generazione: quella degli ex Pci. E. A.

5. EMERGENZA NAPOLI: QUESTIONE DI NASO...

A Napoli ci riprovano. Il Comune guidato da Luigi De Magistris, insieme alla Camera di commercio, si prepara a tappezzare l'Italia di cartelloni pubblicitari. Lo slogan della campagna di comunicazione è ironico, "Chi ha fiuto è già qui", e mira a richiamare i turisti che da anni snobbano la città invasa dalla spazzatura.

Per gli scaramantici De Magistris e l'assessore allo sviluppo Marco Esposito che ha inventato il motto stanno rischiando grosso: oggi le strade sono più pulite, ma i trasferimenti via mare non sono ancora iniziati. C'è, infine, un precedente sfortunato: il flop della campagna "Munnezza a chi", ideata da Claudio Velardi nel 2008 per la Regione. Appena affissi i cartelloni, la città si riempì di sacchetti maleodoranti. E. F.

6. PARLAMENTO IN CIFRE...

156 sono stati i cambi di gruppo dei parlamentari da inizio legislatura. Hanno coinvolto 95 deputati e 39 senatori, con alcuni che hanno effettuato anche due o tre cambi. In 12 sono stati eletti con l'opposizione per poi passare nella maggioranza, da cui invece ne sono usciti in 33

7. TV IN DIFFICOLTÀ: UN EDITORE PER CURRENT...
È una corsa contro il tempo e le difficoltà economiche quella che sta facendo Current Tv per tornare in onda entro ottobre e non cadere nel dimenticatoio. La filiale italiana del canale creato da Al Gore è stata scaricata da Sky a fine luglio. Da allora la società è in liquidazione e spera in un salvatore finanziario dopo che gli editori cui si è rivolta non hanno mostrato interesse.

Il management vuole ripartire sul digitale terrestre, non più però, come si pensava, all'interno del progetto "Comizi d'amore" di Michele Santoro che coinvolge il network di emittenti di Sandro Parenzo, il Fatto Quotidiano e altre tv locali. La banda per trasmettere dovrebbe arrivare da Telecom Italia Media, l'editore de La7, e la concessionaria potrebbe essere la stessa di quest'ultima, cioè quella di Urbano Cairo. Al momento c'è in pista anche la Publikompass del gruppo Fiat. Pecunia non olet, ma bisogna fare in fretta. Vi. P.

8. I DATI AUDIPRESS 2011: L'ESPRESSO CRESCE...
È stato assai positivo per la diffusione dell'"Espresso" il 2011, anno che ha visto anche il rinnovamento grafico del giornale e il ritorno della "E" maiuscola in copertina nella storica testata bianca su fondo rosso. I dati sono quelli che fornisce periodicamente l'Audipress, istituto incaricato di misurare i lettori dei giornali. Nel corso del periodo preso in esame - dal settembre 2010 al luglio 2011 - "l'Espresso" ha ridotto notevolmente il gap nei confronti di "Panorama", il settimanale della Mondadori che ne è stato per anni il diretto concorrente.

Il numero dei lettori dell'"Espresso", calcolato dall'Audipress in due milioni e 452 mila, è rimasto pressoché stabile mentre la readership di "Panorama" è calata a due milioni 508 mila (- 3,8 per cento). La distanza tra i due settimanali - che era di 140 mila lettori pochi mesi fa e di 282 mila due anni fa - si riduce dunque alla piccola quota di 56 mila. Un dato significativo perché indica anche una chiara tendenza: un divario così risicato non si registrava infatti dal 1982. È interessante anche notare che "l'Espresso" ha consolidato la sua leadership tra i lettori uomini: sono un milione e 633 mila (+ 2,8 per cento) contro un milione e 529 mila di "Panorama" (- 1,2 ).

9. MIUCCIA SEMPRE ON LINE...
Fatiche di settembre a St. Moritz. Ultimati gli ardui lavori di posa dei cavi su e giù per il bosco per portare la banda larga nell'antica casa engadinese di Miuccia Prada e Patrizio Bertelli sulla collina di Albana. Nei luoghi isolati, anche in Svizzera, c'è sempre questa scocciatura di Internet.

10. AUTOSTRADE: IL BRENNERO? È TUTTO DA VEDERE...
Potrebbe sembrare una punizione governativa. Contavano sulla conferma della concessione all'A22, l'autostrada del Brennero, all'attuale società, i presidenti del Trentino e dell'Alto Adige, Lorenzo Dellai e Luis Durnwalder. Invece dal governo, attraverso l'Anas, è spuntato l'appalto per la gestione con una gara europea, come chiedeva Bruxelles. È la prima volta che succede per una concessione autostradale.

Da qui i sospetti: sul fatto che i due governatori non siano allineati alle posizioni del governo e che Dellai abbia detto no al prolungamento in territorio trentino dell'autostrada Valdastico, necessario perché l'autostrada Serenissima (che arriva da Venezia) presieduta dal leghista Attilio Schneck possa ottenere il rinnovo della concessione Anas. Prolungamento voluto dalla Regione Veneto, da Pdl e Lega. Una ritorsione politica oppure solo bisogno di far cassa, cioè i 70 milioni annui che lo Stato incasserà per i prossimi 50 anni? P. T.

11. L'AQUILA: CARO FINI, E IL TERREMOTO?

Una lettera al presidente della Camera Gianfranco Fini. Per ricordargli l'impegno preso quattro mesi fa con i rappresentanti dei terremotati abruzzesi che gli avevano consegnato le 50 mila firme che accompagnavano la proposta di legge d'iniziativa popolare per la ricostruzione dell'Aquila.

L'ha scritta la deputata radicale Elisabetta Zamparutti per portare all'attenzione del Parlamento la legge voluta dagli aquilani per accelerare la ricostruzione della città, porre fine alla pioggia di ordinanze e mettere in campo misure fiscali e finanziarie in grado di rilanciare l'economia dei comuni.

Lo scorso 9 giugno davanti ai terremotati ricevuti a Montecitorio Fini si era impegnato formalmente a far mettere presto la legge in calendario per la discussione in aula. Ma da allora niente è accaduto. Così la Zamparutti ora gli chiede di assolvere all'impegno preso. A oltre due anni e mezzo dal sisma, scrive, "è tempo di concedere all'Abruzzo quello che è stato concesso a tutti i territori colpiti da catastrofi analoghe, riportando nei binari della gestione ordinaria la ricostruzione e ponendo la parola fine alle logiche antidemocratiche dell'emergenza". P. D. N.

12. REGIONE SICILIA: AL DOTTORE PIACE IL CONGO...

Dopo la visita lampo del capo dello Stato, il parlamento siciliano ha riaperto i battenti, ma Francesco Cascio, presidente di quell'assemblea, non c'era. Insieme a un cantante, alla troupe di "Striscia la notizia", a un carabiniere già indagato per concussione nel processo Talpe alla Dda di Palermo (il maresciallo Calogero Di Carlo) e a un esperto di sicurezza, Cascio è partito per il Congo. La Grosse Koalition di Cascio si fermerà dieci giorni nel centro Africa per fornire assistenza e vaccinazioni ai pigmei.

Dopo la missione primaverile in Tanzania, il 48 enne Cascio, medico che da oltre 25 anni è dedito alla politica, e oggi è nel Pdl, precisa che in Congo si reca a titolo personale. Peccato che per seguire la campagna di vaccinazioni, il presidente dell'Assemblea siciliana diserterà le sedute dedicate al taglio dei costi per la politica e alla manovra finanziaria regionale. Tra fondi riservati e contributi da assegnare, Cascio dispone di un tesoretto da 1,38 milioni di euro. M. G.

13. CHE BRUTTA ARIA A ROMA E MILANO...

Cattive notizie da Bruxelles per Gianni Alemanno e Giuliano Pisapia. Roma e Milano risultano ultima e penultima nella classifica delle migliori strategie (best practices) per l'aria pulita tra 17 grandi città europee. Nello European city ranking elaborato dalla Eeb, l'Agenzia europea per l'ambiente, che misura i progressi delle città secondo dieci criteri di analisi, come le politiche antitraffico, i trasporti pubblici, la trasparenza delle informazioni sull'inquinamento, la tutela dei pedoni e dei ciclisti, esce vittoriosa Berlino (punteggio 84) seguita da Copenaghen e Stoccolma.

Deludente Londra (58), anche in vista delle Olimpiadi. Agli ultimi due posti, Milano (44) e Roma (38), le uniche sotto quota 50. E se Milano raccoglie almeno una valutazione positiva su dieci (incremento della rete di trasporto pubblico), per Roma il giudizio è durissimo: zero progressi. T. M.

14. FESTA IDV: PAX MENTANIANA...
Pier Luigi Bersani aveva deciso che la festa dell'Idv avrebbe potuto essere il redde rationem di un'estate di fuoco sul suo Pd a causa della vicenda Penati, fuoco partito soprattutto dall'amico Antonio Di Pietro. Per dare sostanza alle parole che avrebbe pronunciato contro gli alleati attaccabrighe, Bersani si era anche portato a Vasto una cartellina con una serie di articoli che riportavano la querelle estiva, per testimoniare la durezza degli attacchi subiti da parte di chi chiede, oggi, un patto d'acciaio Pd-Idv-Sel.

Il faldone, però, è rimasto in auto, mentre Bersani saliva sul palco a suggellare "una bella tappa" verso il Nuovo Ulivo: i pontieri dei due partiti, ma soprattutto il moderatore, Enrico Mentana, hanno infatti promesso al segretario che non ci sarebbero stati accenni al caso Penati o alle beghe Pd. "Avete visto che gli ho fatto? Se non era per me, questi...", ha detto il direttore del Tg di La7 al termine del dibattito. G. C.

 

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