“FARSA ITALIA” ALLO SBARAGLIO - ADREANI SMENTISCE LE IPOTESI CHE LO VOLEVANO COORDINATORE - LO SCOUTING A VUOTO DI DELL’UTRI

1 - DICHIARAZIONE DI GIULIANO ADREANI, AMMINISTRATORE DELEGATO DI MEDIASET
«Solo per correttezza nei confronti delle persone che lavorano in Mediaset e degli investitori pubblicitari del Gruppo, preciso di non aver mai sentito parola sui contenuti delle indiscrezioni di stampa odierne che mi riguardano.
Sono da sempre un professionista del mondo editoriale e sto svolgendo con grande soddisfazione un compito impegnativo di grande responsabilità. Ipotesi diverse sono solo frutto di fantasia».

2 - DELL'UTRI GUIDA LO SCOUTING COME VENT'ANNI FA MA IL «MODELLO PUBLITALIA» NON FUNZIONA PIÙ
Lorenzo Fuccaro per il "Corriere della Sera"

Forza Italia venti anni dopo. Silvio Berlusconi attingerà oggi come allora alla struttura di Publitalia? Prenderà cioè dei manager sperimentati e li getterà nella mischia politica? In molti se lo chiedono ma le risposte che giungono dai dintorni di Palazzo Grazioli fanno pensare che non sia affatto così.

«Nel 1994 fu l'azienda a costruire il partito perché non si poteva fare altrimenti», ricorda Marcello Dell'Utri che oggi come allora svolge un ruolo fondamentale nel fare scouting. «Ho davanti a me un quadro che raffigura Diogene con la lanterna alla ricerca dell'uomo», aggiunge l'ex senatore che assieme a un gruppo ristrettissimo creò dal nulla Forza Italia scegliendo da quella falange macedone che era appunto Publitalia i candidati da inserire nelle liste del movimento voluto da Berlusconi.

«Anch'io - afferma ricorrendo a un registro ironico - sto cercando gente di buona volontà, competente e disposta a impegnarsi in politica. Io sono attento al mio vivaio, i Circoli del Buongoverno, ma ce ne sono altri, tutta la società civile è coinvolta. In ogni caso, se ha dei nomi da segnalarmi mi farebbe davvero un piacere».

«La storia non si ripete mai nelle stesse forme», fa notare un esponente della prima ora, da tempo fuori dall'agone ma attento a tutto ciò che avviene nel campo del centrodestra. «Venti anni non sono passati invano - rievoca - perché se allora l'unico serbatoio dal quale attingere era la struttura di Publitalia, adesso perlomeno esiste un mondo costituito dagli eletti a tutti i livelli e dall'arcipelago dei club che vanno nascendo in tutta Italia».

Tuttavia il forzista solleva una serie di interrogativi: il paragone tra allora e oggi non regge nonostante gran parte dei problemi di allora siano gli stessi; la rivoluzione liberale che Berlusconi aveva immaginato di fare non è avvenuta; il lascito vero di questa stagione è l'affermarsi di un sistema bipolare.

E così a tradurre in pratica questa sfida, oggi c'è un gruppo di lavoro formato da Sandro Bondi, Antonio Palmieri, Daniele Capezzone e dallo stesso Berlusconi. Un ruolo particolare svolge Marcello Fiori, che viene dalla squadra dell'ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso. L'obiettivo immediato è selezionare «volti nuovi e menti fresche», radicarsi sul territorio attraendo non soltanto giovani e facendo ricorso anche agli strumenti della Rete, primi fra tutti Facebook e Twitter .

«Non siamo impegnati nella ricerca di testimonial ma ci interessa continuare ad avere rapporti con il popolo», trapela dalla sede di Piazza San Lorenzo in Lucina. E si fa poi notare che al momento non c'è l'urgenza di trovare candidati da mettere nelle liste perché le elezioni politiche non sono all'orizzonte e quelle europee sono troppo lontane per essere al centro dell'attenzione del partito, concentrato in questa fase sulla legge di Stabilità e sulla decadenza del Cavaliere.

Quando nel 1994 fu deciso di inventare dal nulla Forza Italia, come riconosce Dell'Utri, l'unica struttura funzionante, efficiente ed estesa su tutto il territorio italiano era appunto il gruppo di Publitalia che raccoglieva pubblicità per le reti tv del Cavaliere.

A essa si affiancarono i Club coordinati da Angelo Codignoni, il quale dopo una breve esperienza politica è tornato a lavorare nelle aziende di Berlusconi. Da quella task force provengono esponenti che calcano ancora la scena politica. In ogni regione c'era una figura di riferimento, in contatto con il mondo delle imprese, delle professioni e dell'associazionismo. In Veneto era Giancarlo Galan, in Piemonte Enzo Ghigo, in Lombardia tra gli altri Mario Valducci e Gianni Pilo.

Valducci ormai è fuori dal mondo della politica attiva, fa parte dell'Authority che vigila sui trasporti, dopo una lunga esperienza parlamentare. Pilo ha anticipato da tempo il distacco dalla politica. Dopo essersi occupato di sondaggi per conto del Cavaliere e di Forza Italia, da metà degli anni Novanta si dedica a un'altra attività avendo messo su una società che distribuisce il gas.

In Toscana l'uomo Publitalia era Roberto Tortoli. Anche lui non è più in Parlamento (da questa legislatura) dopo avere ricoperto incarichi ministeriali. In Campania c'era Antonio Martusciello. In Calabria Battista Caligiuri, in Sicilia Gianfranco Miccichè assai attivo e tra i fautori del ritorno a Forza Italia.

Tuttavia l'interrogativo che il forzista della prima ora si pone è se sia possibile che a guidare questo rinnovato progetto, la rinascita di Forza Italia, sia il «nuovo» gruppo scelto da Berlusconi, visti i sei milioni di elettori persi nelle urne.

 

 

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