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FELTRI TORNA A ''LIBERO'' CON IL CENTESIMO EDITORIALE SULLA FINE DI BERLUSCONI: ''IN 20 ANNI DI ATTIVITÀ POLITICA NON HA REALIZZATO NULLA. SI RITIRI PRIMA CHE I GIUDICI PREMANO IL GRILLETTO PER IL RUBY TER" - IN COMPENSO SCOPRE IL CAZZONE TOSCANO: "RENZI FA POCO E MALE, MA ALMENO CI PROVA''

vittorio feltrivittorio feltri

Vittorio Feltri per “Libero Quotidiano

 

Ogni tanto anche i giornalisti dicono la verità. La devono dire per dignità. Il tramonto di Silvio Berlusconi cominciò alcuni anni fa, nel momento in cui egli credeva di essere onnipotente. Godeva in Parlamento di una maggioranza schiacciante e avrebbe avuto facoltà di fare ciò che voleva: riformare questa e quella legge senza essere contrastato da alcuno.

 

BERLU E MONTI BERLU E MONTI

Ma, invece di cercare accordi con i propri soci di coalizione, ruppe con costoro ogni rapporto persuaso di avere comunque in mano il pallino. Ciò che accadde lo sanno tutti. In poco tempo egli si trovò in minoranza e costretto a raccattare consensi qua e là, promettendo a chi lo supportava (per convenienza) mari e monti.

Finì male. Berlusconi fu costretto a cedere il comando a Mario Monti.

 

Da qui in poi è stata una frana: i processi, le condanne, l' isolamento politico. È vero. Lo hanno voluto fare fuori e ci sono riusciti, ma bisogna dire con sincerità che Silvio ci ha messo del suo. Ha aiutato i propri nemici (con un comportamento discutibile) impegnati a distruggergli la reputazione in modo irreversibile. Superfluo ricordare come. Lo sanno tutti: le donne, le manovre fiscali, gli atteggiamenti goliardici nei confronti di vari capi di Stato esteri.

berlusconi rubyberlusconi ruby

 

Sciocchezze? Forse. Ma in politica, per essere autorevoli, conta anche la forma. Sta di fatto che Berlusconi, demoralizzato e forse addirittura depresso, non è più stato se stesso.

Non dico che sia diventato una macchietta, ma qualcosa di simile.

 

giuliano amatogiuliano amato

Di sicuro non è più lucido non solo nelle manovre di Palazzo, ma perfino nel calcio, che egli aveva rivoluzionato con risultati eccellenti. Oggi il Milan si è coperto di ridicolo. I continui cambi di allenatore dimostrano che il presidente ha smarrito la trebisonda. Per quanto riguarda la guida di Forza Italia, le cose vanno addirittura peggio. Il partito si è spappolato. È acefalo. Si è ridotto a formazione minore, talmente minore da sembrare minorata.

 

Non desideriamo infierire sull' ex Cavaliere, abbiamo vari motivi di gratitudine nei suoi confronti. Ma neppure possiamo chiudere gli occhi di fronte alle bischerate che ha inanellato. Limitiamoci a rammentare le ultime. Con Renzi strinse il patto del Nazareno teso a promuovere riforme. L' intesa per un po' resse. Poi, allorché si trattò di eleggere il capo dello Stato, si ruppe. Perché?

 

RENZI MATTARELLARENZI MATTARELLA

Berlusconi pretendeva che al Quirinale salisse Giuliano Amato, uno dei peggiori, se non il peggiore, dei candidati possibili, avendo un passato imbarazzante: da socialista craxiano a idolo dell' ex Pci. Vabbé.

 

Transeat. Renzi propose Sergio Mattarella, l' uomo più innocuo del mondo. Matteo e Silvio litigarono e il secondo sciolse il patto del Nazareno per questa inezia, autoemarginandosi.

Da notare che, dopo Napolitano, tutti ambivano ad avere un capo dello Stato grigio e taciturno. Più grigio e taciturno di Mattarella non c' era nessuno al mondo. Silvio se fosse stato coerente con sé medesimo avrebbe dovuto accoglierlo a braccia aperte. Manco per niente. Lo respinse come se fosse Stalin.

BERLUSCONI BERTOLASOBERLUSCONI BERTOLASO

 

Da qui in poi le sue disgrazie si aggravarono. Schiavo del cerchio magico, una specie di gineceo, non ne ha più azzeccata una accumulando una serie di errori che non avrebbe commesso neppure il suo maggiordomo, per altro licenziato insieme con Marinella, la segretaria che per lustri lo aveva assistito con devozione e arguzia. Solo, mal consigliato, male informato, senza bussola, Silvio si è affidato a un gruppo di persone intente esclusivamente a sfruttarlo, ed è diventato un poveraccio che agisce ancora, ma alla carlona.

berlusconi e bertolaso batman robinberlusconi e bertolaso batman robin

 

Forza Italia non ha più voti, ne ha meno della Lega salviniana, ne ha poco più di Giorgia Meloni, una peperina che è da idioti sottovalutare.

Ora bisogna eleggere il sindaco di Roma, e lui che fa per un paio di mesi? Sostiene Bertolaso, persona solida che però con la politica non c' entra, è negato. Silvio insiste sull' ex numero uno della Protezione civile con una ostinazione assurda, nonostante costui non sia gradito agli elettori, come si evince dai sondaggi.

 

Ogni giorno il Cavaliere dichiarava che meglio di Bertolaso non esiste alcuno, neanche Gesù. Poi, all' improvviso cambia idea. E lo scarica in tre minuti quale peso morto e al suo posto sceglie Marchini, che da mesi si sbatte per andare in Campidoglio.

 

SALVINI MELONI BERLUSCONISALVINI MELONI BERLUSCONI

Una figura di palta. Nella vita si può fare di tutto, ma non giocare sulla pelle degli altri - votanti inclusi - quasi fossero dei burattini. Intendiamoci, il centrodestra è talmente slabbrato che non vincerà mai le elezioni riguardanti il sindaco della Capitale, a prescindere dal nome del candidato, ma c' è modo e modo di essere sconfitti: Silvio perderà le elezioni dopo aver perso la faccia.

 

È evidente che egli non è più in grado di stare sulla cresta dell' onda.

Anche per lui è arrivato il momento di farsi da parte, di ritirarsi in buon ordine e magari di emigrare allo scopo di evitare l' umiliazione di condanne penali relative al Ruby ter, eccetera. Purtroppo, la magistratura lo ha nel mirino ed è pronta a premere il grilletto. Silvio eviti di offrirsi quale bersaglio mobile a chi lo odia. D' altronde, chi sale troppo in alto si espone al pericolo di essere centrato e abbattuto. Ne sa qualcosa anche Renzi, il quale, da che è a palazzo Chigi, non sta in pace e prima o poi sarà strattonato.

MARCHINIMARCHINI

 

Il problema è che in Italia comandano i giudici con l' autorizzazione dei politici che hanno ceduto loro ogni potere, non essendo capaci di legiferare in maniera da confinarli nel loro ruolo, ben delimitato e non sterminato come è ora. Il Parlamento è una struttura ornamentale, incapace di approvare provvedimenti a tutela della governabilità e tesi al miglioramento della vita democratica.

 

Berlusconi in venti anni di attività politica non ha realizzato nulla. Renzi fa poco e male, ma almeno ci prova. La differenza è tutta qua. Pensare che dalle prossime elezioni amministrative sortisca una indicazione sui destini d' Italia è una ingenuità infantile. Quanto al referendum di ottobre (sulle riforme costituzionali) nessuno si illuda che i cittadini votino consapevolmente. Daranno ragione a Renzi soltanto perché preferiscono lui al nulla.

 

 

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