giuliano ferrara guerra santa

ANDIAMO NOI ALLAH - FERRARA: “TRUMP È UN PAGLIACCIO MA NON È ANTI-AMERICANO QUANDO CHIEDE UN BLOCCO DISCRIMINATORIO. ROOSEVELT FECE PEGGIO - LA QUESTIONE DEGLI ISLAMISTI SI RISOLVE ANDANDO NOI LÌ. SE VUOI LA PACE, PREPARA LA GUERRA"

Giuliano Ferrara per “il Foglio”

donald trump con l aquiladonald trump con l aquila

 

Circa il 1967, io quindicenne, fui premiato al campeggio estivo dell’YMCA (Young Men’s Christian Association): avevo interpretato il ruolo di un imperatore latino della decadenza, Vitellio, avvolto in un lenzuolo, ed ero stato apprezzato. Di conseguenza feci come suol dirsi un’application: volevo partecipare l’anno dopo a un programma di scambio estivo in cui famiglie americane ospitavano per un mese giovani italiani legati all’YMCA, e lo stesso facevano famiglie italiane con giovani americani.

lo zio sam non gradisce trumplo zio sam non gradisce trump

 

Fummo convocati, mio padre ed io, alla direzione dell’associazione, che era in piazza Indipendenza. Ci dissero senza imbarazzi che la cosa non era possibile, perché mio padre e mia madre erano iscritti al Pci dal 1942, e la norma americana proibiva l’ingresso ai comunisti. Provammo ad obiettare che l’adolescente Giuliano aveva l’imprinting dei genitori, certo, ma era un essere umano diverso da loro, e non ancora un figlio del partito. Niente da fare. Ci ritirammo in buon ordine.

giuliano ferraragiuliano ferrara

 

Entrai in America, per la prima volta nel 1970. Approfittando di un visto collettivo della Orlando Theatrical Company, la compagnia di giro di Luca Ronconi, con cui lavorava mio fratello Giorgio, che sbarcava a Broadway con il famoso spettacolo dall’Ariosto. Questo per dire che Donald Trump è sicuramente un imbecille pericoloso o un pagliaccio, ma non è precisamente unamerican quando chiede un blocco discriminatorio, in questo caso verso i musulmani, agli ingressi nel suo paese.

 

giuliano ferrara guerra santagiuliano ferrara guerra santa

Lasciamo stare la vecchia ma non irrilevante storia del patrizio democratico Franklin D. Roosevelt, che mise i giapponesi anche di nazionalità americana in riserve apposite dopo Pearl Harbor: Roosevelt avviò contestualmente alle misure unamerican la partecipazione americana alla Seconda guerra mondiale, e l’esito lo si conosce come colossale perché la vittoria del 1945 sradicò i fantasmi dell’onore militarista giapponese di diritto divino (l’imperatore era un Dio in terra) e gli spettri della razza e del dominio superomistico agitati dal Fuhrer e dal terzo Reich, impresa notevole che ha dato al mondo una prospettiva di equilibrio, di ordine e di pace per molti decenni.

 

churchill roosevelt stalin churchill roosevelt stalin

Tra i critici di parte liberal che si richiamano al non-americanismo di Trump, la cui fortuna è di avere un gruppo di intellettualini incapaci e presuntuosi alla guida dell’Amministrazione, si è scelta dunque la via sbagliata per certificare la stupidità pericolosa dell’aspirante candidato repubblicano alla Casa Bianca.

 

Il problema dei blocchi alla dogana e dei filtri censori sul web è che sono misure inutilmente difensive, come le impronte digitali o altri ritrovati in tema di migrazioni apocalittiche. Non è impedendo agli islamisti di venire qui da noi, come avanguardia dell’islam, o segnandoli a dito su Twitter, o imponendo abiure e compromissioni con il nostro way of thinking e way of life, che la questione può essere affrontata.

 

franklin d. roosevelt 1933:1945franklin d. roosevelt 1933:1945

E’ andando noi lì, piuttosto, e creando le condizioni politiche diplomatiche culturali e militari di un nuovo ordine mondiale che possiamo affrontare la serissima faccenda posta dal risveglio islamico nella forma dell’islamismo politico. Come fu con la Germania e con il Giappone; come è stato, per fortuna senza spargimento eccessivo di sangue, nella vittoria della Guerra fredda. Ma allora tu vuoi la guerra? E’ la domanda che viene rivolta a chi ragioni così. Tu parli di un conflitto di proporzioni globali, costoso in vite umane e in risorse, capace di segnare un’intera epoca, forse un secolo di storia dell’umanità. Non ti rendi conto della gravità e follia di quanto stai dicendo?

 

Dovrei rispondere semplicemente: sì. Ma preferisco pensare che una forza anche militare soverchiante, e una decisione politica del mondo occidentale sgravato del suo grottesco senso di colpa, possano realizzare parzialmente o totalmente il compito senza necessariamente affacciarsi su uno scenario che fa rabbrividire.

ISLAMOFOBIAISLAMOFOBIA

 

Se vuoi la pace prepara la guerra: farla è un esito che deve essere giudicato possibile da chi quella guerra ha già dichiarato e porta nelle nostre comunità e in tutto il medio oriente islamizzato, ma non è un esito certo. Il problema è che gli islamisti non credono che noi si sia in grado anche solo di concepire un simile progetto, stanno all’offensiva, e forse in questa loro presunzione di debolezza del nemico hanno anche ragione. Quello è il problema, stupid, e non puoi farci niente.

 

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?