vladimir putin angela merkel

“LA MERKEL? MEGLIO LASCIARLA DA PARTE. HA GIÀ FATTO GRANDI DISASTRI” - IL FILOSOFO FRANCESE PASCAL BRUCKNER SBUGIARDA LA RETORICA DI CHI PENSA A ANGELONA COME MEDIATRICE CON PUTIN: “HA LEGATO IL SUO PAESE MANI E PIEDI ALLA RUSSIA, ANCHE E SOPRATTUTTO IN TERMINI ECONOMICI, E L'IMPERIALISMO TEDESCO, LO CHIAMO PROPRIO COSÌ, RISCHIAVA DI AFFONDARE L'UNIONE EUROPEA” - “PUTIN NON È HITLER E NON VUOLE STERMINARE UN POPOLO, COLTIVA UNA VASTA AMBIZIONE: RICOSTITUIRE PER QUANTO POSSIBILE L'URSS. HA GIÀ DICHIARATO LA TERZA GUERRA MONDIALE”

Mirella Serri per “la Stampa”

 

pascal bruckner

«Bisogna dirlo senza esitazioni: Vladimir Putin è l'erede del dispotismo orientale e dei sistemi totalitari che hanno governato la Russia per secoli.

 

Qual è stata la chiave di volta dell'autoritarismo di Putin? L'uso della forza. Il presidente della Federazione Russa ha esemplificato e ridotto tutti i problemi internazionali a uno solo, l'impiego delle armi. Sono venti anni che procede in questa direzione. Un percorso che, alla luce dell'invasione dell'Ucraina, appare sempre più inquietante».

 

Non ha dubbi Pascal Bruckner - scrittore, saggista, uno dei più seguiti maître à penser francesi - sulle motivazioni e sulle origini del conflitto scatenato dall'autocrate russo.

 

GLI OCCHI DI VLADIMIR PUTIN

Bruckner è stato tra i primi a mobilitarsi: con Bernard-Henri Lévy, a fianco del quale è stato uno dei principali animatori del gruppo dei nouveaux philophes, appena iniziata l'aggressione ha convocato al parigino Théâtre Antoine la manifestazione "Sos Ukraine", un affollatissimo meeting che ha riscosso il sostegno di David Lynch, Patti Smith e di altri protagonisti del mondo dello spettacolo.

vladimir putin come hitler

 

Da sempre Bruckner, vissuto tra Austria, Svizzera e Francia, noto per libri come La tirannia della penitenza. Saggio sul masochismo occidentale e Una breve eternità. Filosofia della longevità, si è dedicato alla denuncia della violazione dei diritti umani in numerose parti del mondo, a cominciare dall'Unione Sovietica quando era ancora in vita.

 

Professore, la radicalizzazione di Putin è iniziata con la guerra di Cecenia?

volodymyr zelensky al congresso usa 1

 «Il conflitto nella regione autonoma separatista russa del Daghestan fu appoggiato da Boris Eltsin nell'agosto 1999: Putin era primo ministro da un mese e a dicembre sarebbe diventato presidente ad interim.

 

Quale fu una delle sue prime sortite? Fece visita alle truppe russe in Cecenia. Salì immediatamente nella considerazione della pubblica opinione e mostrò quale fosse il suo approccio alla guerra: una ferocia senza precedenti.

 

merkel putin

Grozny, la capitale cecena, fu quasi completamente rasa al suolo, diventando un modello per tutto ciò che Putin avrebbe fatto in seguito. Il presidente russo sembra ancora oggi convinto che il crollo dell'Urss nel 1991 fosse stato provocato dall'Occidente.

 

La dissoluzione dell'Unione Sovietica, però, non era dovuta alle pressioni degli Stati Uniti o dell'Europa ma alle contraddizioni interne del sistema. Putin oggi si vuole vendicare di quella "grande catastrofe" di cui il mondo occidentale non ha responsabilità».

ASSEDIO GROZNY

 

Quando Putin ha ordinato l'invasione dell'Ucraina, sognava di ricostruire la gloria dell'Impero Russo. Invece ha ricostruito il terrore di Stalin: prende così avvio l'editoriale dell'Economist. Putin è un novello Stalin?

«Putin ha messo in atto un'abile operazione revisionista che nel corso degli anni ha cancellato la memoria dei gulag e della repressione staliniana. Ha trasformato il dittatore in un grande patriota che fra l'altro ha vinto la seconda guerra mondiale.

fosse comuni a mariupol

 

Questa reinterpretazione dell'epoca sovietica oggi in Russia assume la forma di nostalgia per il bel tempo andato e di odio per l'imperialismo americano. Solo a Mosca e in poche altre città si è acceso qualche focolaio di audace opposizione, dal momento che i manifestanti rischiano quindici anni di carcere.

 

ucraina mariupol sotto attacco 6

Altrove la popolazione è a favore del suo presidente: non ha fonti di informazione diverse da quelle passate al vaglio della censura e proprio in questi giorni abbiamo nuove conferme della manipolazione delle notizie da parte della televisione. I russi pensano di essere impegnati in una guerra di difesa nei confronti della Nato e di una sua presunta minaccia nucleare».

 

jean luc melenchon 9

In Italia si è sviluppato un dibattito acceso tra chi critica l'invio di armi al presidente Volodymyr Zelensky e chi fa proprio lo slogan "né con Putin né con la Nato". In Francia cosa accade?

«Esiste quello che definirei un "fascismo di sinistra". Non sono pochi coloro che non hanno mai accettato l'abbattimento del muro di Berlino e la fine dell'Urss. In molti conservano uno spirito fortemente antiamericano.

 

Per gli elettori di Jean Luc Mélenchon - attuale leader del quarto partito, "La Francia Indomita", ammiratore del venezuelano Nicolàs Maduro e del regime cubano - il comunismo potrebbe avere ancora un futuro. Questa formazione è sempre stata ostile all'Alleanza atlantica».

 

PASCAL BRUCKNER

Si è tornati a parlare della creazione di un esercito europeo. Potrebbe avere un ruolo nella soluzione di crisi come quella attuale?

«In Francia se ne parla molto. Ma si tratterebbe comunque di una forza la cui implementazione richiederebbe anni e che avrebbe comunque un impiego piuttosto limitato.

 

In ogni caso, per fronteggiare il pericolo che viene dall'Est rimangono essenziali gli Stati Uniti. Ma in America sta prendendo piede una tendenza isolazionista e la volontà di evitare a ogni costo di entrare in conflitto diretto con la Russia».

 

Nello scontro Russia-Ucraina chi potrebbe essere un efficace mediatore? Molti hanno proposto l'ex cancelliere tedesco Angela Merkel.

volodymyr zelensky

«È meglio lasciarla da parte. La Merkel ha già fatto grandi disastri. Ha legato il suo paese mani e piedi alla Russia, anche e soprattutto in termini economici, e l'imperialismo tedesco, lo chiamo proprio così, rischiava di affondare l'Unione europea. Senza il supporto della Francia, la Grecia sarebbe dovuta uscire dall'Europa e su quella strada l'avrebbero dovuta seguire anche altri paesi».

vladiimir putin dona un mazzo di fiori ad angela merkel

 

Che cosa ne pensa della politica delle sanzioni nei confronti della Russia?

«Impoverirà i russi che sono però abituati a convivere con la miseria. E si deve tener conto che potrebbe rivoltarsi come un boomerang contro tutto il mondo. Per noi sarebbe molto dura».

 

Stiamo assistendo a un genocidio e c'è secondo lei il pericolo di una terza guerra mondiale?

missili russi colpiscono un palazzo residenziale a kiev 1

«La Russia sta commettendo massacri e barbarie di ogni tipo ma non si tratta di un genocidio. Putin non è Hitler e non vuole sterminare un popolo, non persegue una politica razziale. Coltiva una vasta ambizione: ricostituire per quanto possibile l'Urss. Il presidente della Russia ha già dichiarato la terza guerra mondiale, ha dichiarato guerra a tutto il mondo civilizzato.

 

Ma tra il dire e il fare... Ritengo che sia ancora possibile raggiungere un compromesso fra Russia e Ucraina. Bisogna però che la resistenza del coraggioso popolo ucraino abbia un certo successo. Per ottenere questo risultato occorre che i paesi occidentali riforniscano abbondantemente di armi i combattenti di Zelensky.

PROTESTE CONTRO VLADIMIR PUTIN

 

Questo è essenziale anche per evitare che l'esercito occupante scateni rappresaglie contro la popolazione civile. Solo quando la situazione militare si sarà stabilizzata si potrà arrivare a un tavolo della pace e potremo uscire dall'inferno annunciato di una terza guerra mondiale».

VLADIMIR PUTIN COME IL DOTTOR STRANAMOREASSEDIO GROZNY missili russi colpiscono un palazzo residenziale a kiev 4volodymyr zelensky nella serie servitore del popolo missili russi colpiscono un palazzo residenziale a kiev 30volodymyr zelensky al congresso usa 2

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....