GLI S-MONTATI/1 - ADDIO GIANFRY! NELLA CENTRI-FUGA DELLA CADUTA MONTIANA, FINI RISCHIA DI ESSERE SCHIACCIATO DAL SUO 2% - PERFINO GRANATA LO RINNEGA E CHIEDE ASILO A SINISTRA: “A UN CERTO PUNTO ABBIAMO PERSO FINI. NON ABBIAMO AVUTO PIÙ UN LEADER” - FABIO SI AGGRAPPA A CHIUNQUE, PURE A INGROIA: “SI RICORDI DI NOI”…

1-FINI SI AGGRAPPA A MONTI: "DA PDL DECISIONE MOLTO GRAVE"
Clarissa Gigante per "il Giornale"

In queste ore si decide il futuro della legislatura. Arriverà alla sua scadenza naturale o le Camere saranno sciolte prima? Da una parte c'è il Pdl: Alfano ieri ha assicurato che il partito non intende "mandare le istituzioni e il Paese allo scatafascio", ma l'esperienza di Monti è "conclusa".
La priorità, insomma, è la legge di stabilità: una volta approvata, i tecnici dovranno lasciare palazzo Chigi e gli italiani torneranno alle urne.

Napolitano raccomanda responsabilità e incontra tutte le parti coinvolte per scongiurare una crisi di governo. La road map verso le elezioni è già tracciata e il Presidente della Repubblica ieri ha convocato al Quirinale i leader di maggioranza. Oggi tocca a Mario Monti. Appurato che "il Re Sole si è allontanato", il premier salirà al Colle nelle prossime ore.

Dall'altra parte, invece, c'è chi non vuole staccare la spina e spera di restare in Parlamento più a lungo possibile. Gianfranco Fini, dopo trent'anni a Montecitorio e da quasi cinque anni sulla poltrona da Presidente della Camera, vuol rimandare il più possibile le urne e critica la scelta di Alfano di staccare la spina: "La decisione assunta dal Pdl è grave perché fa correre ulteriori rischi all'Italia. Come ha ricordato il presidente della Repubblica si tratta di arrivare in modo ordinato alla fine della legislatura approvando alcuni provvedimenti, a partire dalla legge di stabilità, che sono indispensabili".

Certo il Fli non trova molte rassicurazioni nei sondaggi, che lo danno tra il 2 e il 3%. Da tempo Fini prova a ricostruire il Terzo Polo, "un'aggregazione moderata che si richiami al Ppe è necessaria e urgente, ancor più dopo il ritorno di Berlusconi". Ma soprattutto una forza politica che sostenga il Monti bis. In un'intervista al Corriere della Sera, arriva persino a chiedere a Montezemolo e Casini di "coinvolgere la pubblica opinione" con le primarie: "Vale la pena tentare: ricorriamo alla rete, ai gazebo o alle strutture di partito, ma facciamo un'iniezione di partecipazione". E per far questo serve tempo. Se si va alle elezioni a marzo, come ci si aspetta, difficilmente il presidente della Camera potrà anche solo tentare di mettere in piedi il suo progetto.


2-GRANATA: "CI SIAMO PERSI, COLPA DI FINI"
Fabrizio d'Esposito per "il Fatto Quotidiano"

Futurismo senza futuro? I riccioli di Fabio Granata pendono da questo ossimoro che stritola Futuro e Libertà, il partitino di Gianfranco Fini. Il centro montiano è la strada obbligata, ma loro, gli eroi mancati del 14 dicembre 2010, quando tentarono di sfiduciare e abbattere il Monarca di Arcore, rischiano di essere gli ultimi della fila, dopo Casini, Montezemolo, Riccardi, Bonanni e tanti altri. Quanti seggi sicuri? Pochissimi, che si contano sulle dita di una mano.

Granata, Fli annaspa.
Noi non ci pentiamo di nulla. Due anni fa sapevamo di iniziare una lunga marcia nel deserto.

Vi siete insabbiati.
Siamo stati apolidi e a un certo punto abbiamo perso Fini. Non abbiamo avuto più un leader.

Fini doveva essere la bussola nel deserto.
Ci piaccia o non ci piaccia i partiti della Seconda Repubblica sono stati perimetrati dalla figura del leader.

E voi l'avete perso.
Fini ha scelto di far prevalere l'incarico istituzionale, in un grave momento di crisi, sulla guida della nostra comunità.

La comunità ha sofferto.
La sua decisione ci ha fatto pagare un prezzo altissimo. Fini è rimasto bloccato lì. Però senza il suo coraggio non ci sarebbe stata la fine del berlusconismo. Il Cavaliere non è più a Palazzo Chigi e la sua parabola è stata determinata da noi.

Siete però quasi scomparsi, quanti di voi ritorneranno qui alla Camera?
Lasciamo perdere queste cose, poi si vedrà, adesso il nostro impegno è portare tasselli del percorso di Fli nella lista per l'Italia.

Guardando a sinistra?
Il problema non è il nostro, semmai la sinistra sia lungimirante e abbia memoria storica verso Fini e verso tutti noi e non si rinchiuda in dogmatismi ideologici strumentali.

Siete i montiani della destra repubblicana e legalitaria.
Siamo nella stessa situazione del ‘92.

L'inizio del crollo della Prima Repubblica.
Come allora, bisogna capire quali partiti sopravviveranno al cambio di sistema.

Il centro non è sopravvalutato?
Per il momento è una grande occasione.

Dal deserto a Monti.
Dentro l'agenda Monti della lista per l'Italia, insieme con Riccardi e altri, voglio portare l'agenda rossa di Borsellino. Il mio riformismo è questo.

La Consulta ha dato ragione a Napolitano sulle intercettazioni con Mancino.
Il ricorso di Napolitano è stato inopportuno. Io sto con la procura della Repubblica di Palermo.

Ingroia, uno dei pm della trattativa tra Stato e mafia, se n'è andato in Guatemala.
Io ho sempre difeso Ingroia, lui ha proseguito il lavoro di Borsellino ma ha sbagliato a scegliere l'esilio.

Doveva rimanere.
Doveva stare in aula a difendere il lavoro fatto per il processo sulla trattativa. Gliel'ho detto l'ultima volta che ci siamo visti. Come il ricorso del Colle anche il suo esilio è stato inopportuno.

 

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