FORMIGONI NEWS - UNA BUONUSCITA (DI GALERA) DA 200MILA EURO

Emilio Randacio per "La Repubblica"

Prima ancora di aver espiato tutta la sua pena, era già stipendiato profumatamente dalla Regione Lombardia. Non esattamente un esempio di come dovrebbe funzionare la giustizia in un paese civile, piuttosto il forte sospetto dell'ennesimo intrallazzo o accordo di favore.

Perché quello che Gianluca Guarischi ha ottenuto non è stato un lavoro socialmente utile al minimo salariale - come capita a un ex detenuto appena uscito di cella - , ma ben «204 mila euro per redditi da lavoro subordinato dalla Regione Lombardia», come risulta «dalla dichiarazione dei redditi 2010».

L'ex presidente di Forza Italia della Commissione bilancio del Pirellone è stato
riabilitato ancora prima che la condanna a 4 anni e 2 mesi per associazione a delinquere e corruzione, fosse stata scontata fino in fondo. E che in questo brutto affaire
ci sia qualcosa di poco chiaro, lo dimostra anche il fatto che i reati Guarischi li aveva commessi arrecando un danno proprio alla stessa Regione - ha dovuto risarcire 136 mila euro di danni -, il suo futuro datore di lavoro.

L'EREDE DI DACCÃ’
Sotto la gestione del governatore Roberto Formigoni è successo anche questo in Lombardia. Date, intercettazioni, riscontri sull'ennesimo scandalo, sono contenuti in un corposo rapporto firmato dalla «Sezione di Polizia giudiziaria Gdf e Ps», ora agli atti dell'inchiesta che, un mese fa, ha portato nuovamente in carcere Guarischi. Ancora mazzette, recita il capo d'imputazione dell'inchiesta dei pubblici ministeri Claudio Gittardi e Antonio D'Alessio, e affidate alla Dia.

Una sorta di mediatore tra aziende farmaceutiche e funzionari pubblici, per avere agevolazioni sugli appalti, l'identikit del rampante imprenditore, le cui aspirazioni politiche erano già stata azzerate dalle inchieste giudiziarie. Guarischi, dal carcere, respinge ogni accusa. Nel primo interrogatorio, insieme al suo legale Michele Apicella, nega di aver ricevuto un trattamento di favore dall'«amico» Formigoni, tantomeno di avergli pagato le vacanze. Le carte giudiziarie, però, raccontano un'altra verità.

Raccontano di estati trascorse insieme all'ex governatore in Sardegna, svariate cene avvenute fino a poche settimane fa in ristoranti di grido. Di telefonate dirette tra i due, di visite a sorpresa al Pirellone, proprio dopo che Guarischi aveva ricevuto imprenditori interessati ad appalti. Il convincimento dei detectives, è che dopo l'arresto di Pierangelo Daccò - prima per il crac San Raffaele poi per lo scandalo Maugeri -, il 16 novembre 2011, Guarischi lo sostituisca «nel sistema di regalie e utilità di cui ha beneficiato il presidente della Regione».

I CONSIGLI DELL'EX GOVERNATORE
L'analisi delle intercettazioni porta la sezione di Pg della procura a raccontare come dal settembre 2011, Guarischi e Formigoni organizzino vacanze insieme. Croazia, Sardegna e Sudafrica le mete. Sospettano che a pagarle sia stato Guarischi, anche se non c'è nessun documento o cifra che viene allegata e lo dimostri.

Resta solo un sospetto. Quello che colpisce è come si spinga oltre l'allora governatore Formigoni, pur di avere Guarischi al suo fianco. Capita nell'estate di due anni fa. Daccò non è ancora finito in cella, anche se il suo nome è già nell'inchiesta sul crac del San Raffaele. Il 7 settembre 2011, gli investigatori registrano alle 10.25 una telefonata tra Mauro Villa, segretario storico di Formigoni, «che chiama Guarischi e anche in questa occasione, passa la telefonata a Formigoni. I due parlano a lungo della vacanza in Croazia che Guarischi sta organizzando». Ma qui c'è un problema. Perché «l'argomento principale della conversazione è il "fine pena" di Guarischi (affidato ai servizi sociali), prevista proprio per quei giorni».

Il particolare non è secondario. Essere «affidato» per un detenuto, è un ostacolo per raggiungere località estere. Bisogna essere autorizzati in casi eccezionali dal magistrato di sorveglianza, ottenere il documento valido per l'espatrio, essere sicuri che non ci sia dietro un tentativo di evadere. Guarischi ne parla direttamente al governatore. «Sono un po' a rischio - ammette -, nel senso che se mi danno la liberatoria il 15, possiamo partire il giorno successivo, però ovviamente è un po' a rischio partire il 16».

Formigoni non demorde, anzi, suggerisce una soluzione: di dire il falso. «Il governatore è perfettamente a conoscenza della situazione giudiziaria di Guarischi e gli suggerisce anche di informarsi presso i servizi sociali adducendo la scusa di un viaggio di lavoro».
«Secondo me - le esatte parole alla cornetta di Formigoni -, puoi anche far chiedere tu. Gli dici: "Avrei un viaggio di lavoro, posso prevedere di partire venerdì?"».

 

VIGNETTA BENNY FORMIGONI IN BARCA FORMIGONI SULLO YACHT DI PIERO DACCOFORMIGONI SULLO YACHT DI PIERO DACCO FORMIGONI SULLO YACHT DI PIERO DACCO FORMIGONI SULLO YACHT DI PIERO DACCO FORMIGONI SULLO YACHT DI PIERO DACCO DACCO' - FORMIGONI

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…