donald trump papa leone xiv peter thiel

FORZA LEONE! IL PAPA È L’UNICO ARGINE ALLA DERIVA TECNO-AUTORITARIA DELLA SILICON VALLEY E DI TRUMP. CON LE SUE RISPOSTE AL TYCOON HA RIMESSO NEI BINARI DELLA MORALE E DELLA PACE LA DERIVA BOMBAROLA DEL DEMENTE DI MAR-A-LAGO. E ORA, CON L’ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS”, INDICA LA VIA PER UNA INTELLIGENZA ARTIFICIALE A MISURA D’UOMO, OPPOSTA ALL’INGOVERNABILE TORRE DI BABELE DIGITALE CHE SOGNANO THIEL, ANDERSSEN E GLI ALTRI “ACCELERAZIONISTI” CHE SOGNANO LA NASCITA DI UN’OLIGARCHIA DEGLI ILLUMINATI (LORO)

1 - L’ENCICLICA SULL’AI INIZIATA IN ESTATE LEONE L’HA SCRITTA E LIMATA DI PERSONA

Estratto dell’articolo di Gian Guido Vecchi per il “Corriere della Sera”

 

papa leone christopher olah presentazione magnifica humanitas

«C’è qualcosa che avrà un’influenza enorme nella storia dell’umanità». È cominciata così, una decina d’anni fa. Non era ancora l’enciclica alla quale Leone XIV ha lavorato dall’inizio del suo pontificato, ad un ritmo sempre più serrato fino a poche settimane fa, ancora dopo il viaggio in Africa di aprile. Ma quando Prevost ha spiegato ai suoi collaboratori in Curia che intendeva affrontare la questione dell’intelligenza artificiale, sapeva già che il materiale su cui lavorare non mancava e in Vaticano, nel frattempo, si erano portati avanti con lo studio.

 

[...]  Erano passati pochi mesi da quando la Santa Sede aveva pubblicato un documento che faceva sintesi di un lavoro decennale. All’inizio c’era stato un francese, padre Éric Salobir, autore del libro «Dio e la Silicon Valley», un ex banchiere divenuto frate domenicano che nel 2012 ha fondato Optic, un think tank dei domenicani dedicato alle nuove tecnologie con sedi a San Francisco, Parigi, Montréal, Ginevra, Roma, Oxford e Boston.

 

presentazione magnifica humanitas la prima encicliica di papa leone xiv

Era stato lui, spiegano Oltretevere, ad avvertire la Santa Sede che alcuni esperti incontrati a San Francisco sollecitavano preoccupati il Vaticano a occuparsi «di alcuni sviluppi tecnologici destinati a condizionare il futuro del mondo».

 

Così, il 28 gennaio di quest’anno, i dicasteri della Dottrina della fede e della Cultura e dell’Educazione hanno pubblicato Antiqua et Nova , una «nota sul rapporto tra intelligenza artificiale e intelligenza umana» approvata da Francesco che in 117 paragrafi faceva sintesi delle ricerche e degli studi compiuti nel frattempo.

 

È un testo che comprende già alcuni elementi essenziali: «C’è una comprensione più ampia dell’intelligenza, che ha a che fare con la nostra capacità umana di trovare nelle nostre vite uno scopo e un significato, e questa è una forma di intelligenza che le macchine non sono proprio in grado di sostituire», spiegava il vescovo Paul Tighe, segretario del dicastero per la Cultura e l’Educazione.

 

michael czerny

[...] Leone XIV ha cominciato a lavorare al testo di Magnifica humanitas fin dall’estate scorsa, durante la sua prima e relativa vacanza estiva a Castel Gandolfo, un paio di settimane nella Villa Barberini affacciata sul piccolo lago vulcanico di Albano. Ma l’elaborazione [...] è stata lunga e meticolosa. Papa Prevost è un uomo preciso, ha consultato i collaboratori e il materiale disponibile, ascoltato tutti e infine elaborato e limato personalmente il testo.

 

Un ruolo importante lo ha avuto il cardinale gesuita Michael Czerny, prefetto del dicastero che si occupa dello «sviluppo umano integrale», uno dei relatori chiamati l’altro giorno a presentare l’enciclica accanto al Papa. Magnifica humanitas porta la data del 15 maggio, la stessa della Rerum novarum .

 

[...] 

 

2 - DA PREVOST L'ARGINE CONTRO THIEL E CHI VUOLE IL MONDO SENZA PIÙ REGOLE

Estratto dell’articolo di Massimo Gaggi per il “Corriere della Sera”

 

christopher olah presentazione magnifica humanitas la prima encicliica di papa leone xiv

Con Magnifica humanitas Leone XIV indica la via per cercare di costruire un’intelligenza artificiale (AI) utile per l’uomo, a sua misura, che non diventi un’ingovernabile torre di Babele digitale.

 

Ma l’enciclica di papa Prevost ha anche il valore di un poderoso argine.

 

Dopo aver reagito con parole chiare all’aggressività di Donald Trump e al suo uso spregiudicato del concetto di «guerra giusta» replicando a reazioni furiose, insultanti, col richiamo a valori universali e affermando di non avere paura, ora il pontefice americano laureato (anche) in matematica sfida un’entità ancora più potente del presidente Usa: la Silicon Valley e la sua ideologia.

 

marc andreessen

Non una sfida al progresso tecnico e scientifico, ma il rifiuto del paradigma tecnocratico nel quale «l’efficienza diventa misura del valore» che sembra essere diventato prevalente tra i tecnologici dell’AI: personaggi che hanno conquistato ruoli di rilievo alla Casa Bianca, decisi a sviluppare l’intelligenza artificiale alla massima velocità possibile, senza controlli, regole, vincoli da rispettare.

 

[...] Non potrebbe essere più chiaro il messaggio per Peter Thiel: il miliardario della tecnologia con ambizioni filosofiche e teologiche che individua l’Anticristo in chi «parla di rischi esistenziali» per l’uso e abuso dell’AI e vorrebbe introdurre regole.

 

PETER THIEL IN VERSIONE MINORITY REPORT

Thiel fa più notizia di altri tycoon della Silicon Valley che non vogliono rendere conto a nessuno: ha fondato l’azienda — Palantir — che gestisce le tecnologie più potenti (e anche oscure) per lo spionaggio, la sorveglianza, la sicurezza nazionale, l’automazione della guerra. JD Vance, poi, è considerato una sua creatura.

 

E Thiel di recente ha invitato il vicepresidente, convertito al cattolicesimo nel 2019, a prendere le distanze dalle visioni etiche di Leone. Vance, che si definisce un «cattolico della resistenza» (resistenza alla dottrina sociale della Chiesa, troppo progressista per i cristiani ultraconservatori) nei giorni dello scontro con Trump si è allineato, invitando il pontefice ad essere più cauto.

 

elon musk vs sam altman illustrazione by wall street journal

Dietro Thiel c’è molto altro. A partire da Marc Andreessen, uno dei padri di internet (creatore del primo browser, Mosaic, cofondatore di Netscape) oggi promotore delle start up più dinamiche della Silicon Valley con la sua impresa di venture capital. Autore di un Manifesto Tecno-Ottimista (in realtà tecnoautoritario, ispirato a quello futurista di Marinetti dell’inizio del Novecento), Andreessen si considera il capofila degli «accelerazionisti»: per lui chi pone un qualunque limite allo sviluppo tecnologico è un criminale perché il progresso salva vite.

 

[...] Già in passato, quando Leone aveva invitato i «costruttori di AI a coltivare il discernimento morale», Andreessen aveva reagito con meme irridenti messi in rete. Sprezzante verso richiami papali equiparati alla cultura woke. Post che il venture capitalist, travolto dalle critiche, cancellò poi dal web. Troppo tardi: da allora le sue posizioni estreme sono state bollate da alcuni come la pretesa della Silicon Valley (in realtà di qualche suo leader) di volersi sostituire a Dio.

 

presentazione magnifica humanitas la prima encicliica di papa leone xiv

Meno estreme e meno apertamente polemiche le posizioni di altri miliardari della tecnologia, comunque allergici a ogni tipo di regolamentazione: come Alex Karp, Ceo di Palantir, che teorizza l’avvento di una repubblica tecnoautoritaria e chiede libertà assoluta nello sviluppo delle intelligenze militari più potenti perché non si può lasciare che il nemico mortale, la Cina, si armi meglio degli Stati Uniti.

 

Ci sono poi i due grandi nemici [...] Elon Musk e Sam Altman di OpenAI. Divisi su tutto salvo che su due cose, alquanto contraddittorie: tutti e due hanno saltuariamente fatto balenare la possibilità che un’AI senza regole sfugga di mano e distrugga l’umanità. Ma tutti e due rifiutano vincoli sostenendo che quella che sviluppano loro è un’intelligenza virtuosa.

 

Alexander Karp Peter Thiel

Imprenditori divisi da mille rivalità ma uniti nel bloccare Trump che stava per firmare un ordine esecutivo con blandi criteri regolatori dopo che Dario Amodei di Anthropic gli aveva fatto cambiare rotta non coi suoi argomenti etici (respinti dal presidente) ma mostrando in concreto con Mythos, un modello di una potenza enorme, pressoché incontrollabile, la necessità di mettere qualche guard rail all’AI.

PETER THIEL A ROMA - FOTO PIAZZAPULITA - LA7marc andreessenPIZZA CON IL VOLTO DI PAPA FRANCESCO PER PAPA LEONE XIVmarc andreessen Magnifica Humanitas - ENCICLICA DI PAPA LEONE XIV

Ultimi Dagoreport

roberto vannacci elly schlein giorgia meloni legge elettorale ballottaggio

DAGOREPORT! LA NUOVA LEGGE ELETTORALE È INCOSTITUZIONALE? MONTA IL DIBATTITO CON 160 COSTITUZIONALISTI CHE ANDRANNO AVANTI CON I RICORSI ALLA CORTE COSTITUZIONALE - LA SCOMMESSA DELLA MELONI: UNA VOLTA APPROVATA LA LEGGE, ANDARE AL VOTO A MAGGIO PER EVITARE IL GIUDIZIO DI INCOSTITUZIONALITA' DELLA CONSULTA – LA PROTESTA DEL CIVICO ONORATO SULLE FIRME RICHIESTE PER PRESENTARE LE LISTE (6MILA PER OGNI COLLEGIO): UNA NORMA CHE IN REALTA’ FA COMODO A FORZA ITALIA E NOI MODERATI IN FUNZIONE ANTI-ONORATO MA ANCHE ALLA SINISTRA, CHE SI METTEREBBE AL RIPARO DALLE NUOVE CREATURE POLITICHE (TIPO GRILLO) – VANNACCI AL 99% NON DOVREBBE AVER BISOGNO DI RACCOGLIERE LE 6MILA FIRME - L’ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA PER CHI ARRIVA AL 42%: NON NE PARLA NESSUNO NEL PD PERCHE’ FA COMODO ANCHE A SCHLEIN…

elly schlein giuseppe conte dario franceschini

DAGOREPORT - CONTRORDINE, COMPAGNI, LE PRIMARIE SI FARANNO INDIPENDENTEMENTE DALLA LEGGE ELETTORALE! CONTE HA DATO UN AUT AUT AGLI ALLEATI DEL CAMPO LARGO METTENDO I GAZEBO COME “CONDICIO SINE QUA NON” PER ESSERE NELL'ALLEANZA CON IL PD – MA LE PRIMARIE, OLTRE A ESSERE DIVISIVE, SONO UN GRAN CASINO SUL FRONTE REGOLAMENTARE: SARANNO APERTE O CHIUSE? CI SARA’ IL VOTO ONLINE? E PREVEDERANNO UN BALLOTTAGGIO? - PER ELLY, CHE TREMA PERCHÉ CONTE CON LA POSIZIONE SULL’UCRAINA DRENA VOTI AL PD SCESO AL 20%, I GAZEBO SONO DIVENTATI UN PROBLEMA ANCHE ALL’INTERNO DEL PARTITO (AL PUNTO CHE NON HA POTUTO CONCEDERE L’ENDORSEMENT A MARIO CALABRESI, CANDIDATOSI A SINDACO DI MILANO, PERCHÉ HA PAURA DI PERDERE I VOTI DI PIERFRANCESCO MAJORINO). COSI’ PER BLINDARSI E’ COSTRETTA A STRINGERE ACCORDI CON RENZI, FRANCESCHINI E ALTRI CAPATAZ DEM. MA NON ERA LEI CHE DICEVA “NON VOGLIAMO PIÙ CAPIBASTONE E CACICCHI?”

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTANDO "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...