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DAGOREPORT- CHE FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI PALAZZO CHIGI, NON SIA PIÙ IL PARTITO MONOLITICO NELLA SUA DEVOZIONE E OBBEDIENZA A GIORGIA MELONI È DIMOSTRATO DALL’ULTIMO SCAZZO NEL POLLAIO RAI TRA CHIOCCI E ROSSI - COL DIRETTORE DEL TG1 CHE SPUTTANA IN PIAZZA, CON APPOSITO COMUNICATO, I SUOI CONTATTI RISERVATI CON LA DUCETTA: ‘’NEI GIORNI SCORSI LA PREMIER MI HA SONDATO INFORMALMENTE PER CAPIRE UNA MIA EVENTUALE, FUTURA, DISPONIBILITÀ NELLA GESTIONE DELLA COMUNICAZIONE” - CON MASSIMO CINISMO E MINIMO RISERBO, CHIOCCI AGGIUNGE: “UNA CHIACCHIERATA, COME TANTE ALTRE IN QUESTI MESI...” - S'AVANZA "FRATELLI SERPENTI", UN PARTITO VITTIMA CRESCENTE DI INTRIGHI DI POTERE, CHE VIVE SCHIZOFRENICAMENTE LA PROPRIA EGEMONIA COME SABOTAGGIO DEL CAMERATA RIVALE - DALLA NOMINA DI FOTI A MINISTRO AL MURO DI IGNAZIO LA RUSSA A PROTEZIONE DI SANTANCHÉ FINO AL SUO ENDORSEMENT PER MAURIZIO LUPI PER IL DOPO-SALA IN BARBA AL MELONIANO FIDANZA, DAGLI SCAZZI CROSETTO-MANTOVANO A LOLLOBRIGIDA “COMMISSARIATO”, DALLA NOMINA DI GIULI ALLO SCONTRO SCHILLACI-GEMMATO. ESSI': A VOLTE IL POTERE LOGORA CHI CE L’HA….

DAGOREPORT

 

giorgia meloni gian marco chiocci

"Cose da serve", sentenzierebbe un umanista ferito nel cuore. "La finestra sul porcile", titolerebbe un moralista indispettito. L'irritazione sorge spontanea rileggendo la scorrettissima smentita architettata da Gian Marco Chiocci per zittire lo scoop de “Il Foglio” sul suo possibile addio dalla direzione del Tg1 per diventare il portavoce di Giorgia Meloni.

 

Scorrettissima perché Chiocci ha sputtanato in piazza, con apposito comunicato, il privato territorio professionale di direttore del primo telegiornale del servizio pubblico, scodellando puntigliosamente i suoi contatti riservati con la premier.

 

giovanbattista fazzolari giorgia meloni - foto lapresse

Sentite un po’: “Di vero c'è solo che nei giorni scorsi la premier mi ha sondato informalmente per capire una mia eventuale, futura, disponibilità nella gestione della comunicazione, affiancando il collega Fabrizio Alfano che segue già tutta la comunicazione di Palazzo Chigi e del Consiglio dei ministri”.

 

Ma non finisce qui: perché il direttore del Tg1 ha aggiunto, buttandola lì, con massimo cinismo e minimo riserbo, altre informazioni riguardo la sua “special relationship” con la Ducetta: “Una chiacchierata, come tante altre in questi mesi, a cui non è seguita assolutamente alcuna decisione da parte mia...”.

 

Se tale sputtanamento dei rapporti stretti e “informali” con la Melonissima puntava ad essere un messaggio rivolto al suo nemico più intimo all’interno della Rai, l’Ad Giampaolo Rossi, e ai massimi esponenti della Fiamma Magica di Palazzo Chigi (da Fazzolari a Mantovano) che hanno sempre nutrito dubbi sulla sua affidabilità, è altrettanto certo che ritrovarsi in un gossip da corridoio telefonico degno di Dagospia, pascolo della maldicenza anti-governativa, non abbia fatto alcun piacere alla suscettibile Statista della Sgarbatella.

 

PALAZZO CHIOGGI - MEME BY EMILIANO CARLI

Aggiungere che un'infrazione così compiaciuta del galateo istituzionale, come quella di Chiocci, non poteva non diventare massimo godimento per le opposizioni.

 

Sandro Ruotolo, responsabile Informazione del Pd-Elly, ha tuonato: “Chiocci ha due strade: smentire categoricamente questa ipotesi oppure dimettersi subito. Nel servizio pubblico i dirigenti apicali non possono mettersi al servizio di una parte”. Stessa linea per Roberto Natale (Avs): “La definizione di “Tele-Meloni” non è più solo uno slogan”.

 

S'avanza così, dopo tre anni di Palazzo Chigi, Fratelli Serpenti, un partito vittima crescente di intrighi di potere, tra colpi bassi di “fuoco amico” e velleità arbitrarie, che vive schizofrenicamente la propria egemonia politica come sabotaggio del camerata rivale.

 

Del resto, dopo la nomina di Tommaso Foti a ministro degli Affari Europei, Giorgia Meloni ha capito che Fratelli d’Italia non sarà più il partito monolitico costruito intorno ai suoi boccoli, che è stato fino alla presa di potere del 2022.

 

Negli anni precedenti, l’unica voce lievemente critica è stata quella del suo ex mentore, il capogabbiano di Colle Oppio Fabio Rampelli, che però non ha mai osato sfidarla apertamente.

 

giampaolo rossi

Quando la Ducetta decise, dicembre 2024, di sostituire l’ex democristiano salentino Fitto, promosso commissario europeo, con l’ex missino piacentino Foti, tra gli ex camerati del Sud scoppiò più di un malcontento.

 

I più irritati, i Fratellini di Puglia e Campania, fecero presente alla premier di non volere uno sfegatato fan del Nord al posto di Fitto, nel ruolo chiave di gestore dei fondi Pnrr e dei fondi di coesione territoriale e le deleghe per il Sud.

 

giorgia meloni ignazio la russa - foto lapresse

Che Fratelli d’Italia non sarà più così granitico nella sua devozione e obbedienza a Giorgia Meloni è dimostrato anche dall’attivismo del co-fondatore di Fratelli d’Italia, Ignazio La Russa. La seconda carica dello Stato ha fatto muro a chi, all’interno del partito, compresa Meloni, ha provato ad accompagnare informalmente alla porta Daniela Santanché, tallonata da tre procedimenti giudiziari.

 

E quando la Giorgia dei Due Mondi ha indicato in maniera riservata il fedelissimo Fidanza come candidato nel 2027 al Comune di Milano, ‘Gnazio, gran boss della Lombardia, l’ha subito contraddetta facendo un pubblico endorsement per Maurizio Lupi, il leader di “Noi Moderati, in vista del dopo-Sala.

 

GUIDO CROSETTO ALFREDO MANTOVANO

Anche l’altro co-fondatore di FdI, Guido Crosetto, che paga lo scotto di non possedere lo stigma post-missino bensì democristiano, deve guerreggiare su ogni nomina di pertinenza del ministro della Difesa, dalla gestione dell’intelligence al comandante dei carabinieri, con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio e autorità delegata ai Servizi, Alfredo Mantovano.

 

La rottura matrimoniale di Lollobrigida con Arianna Meloni, plenipotenziaria del partito, non è stata indolore né dal punto di vista emotivo né sul lato politico. Se prima il suo potere decisionale era indiscusso, poi il vispo Lollo ha dovuto ingoiare la nomina del nuovo portavoce, Gennaro Borriello, figura-chiave che concordava le presenze in radio e in tv dei meloniani, sotto la supervisione del gran visir Fazzolari.

 

LA SEPARAZIONE TRA ARIANNA MELONI E FRANCESCO LOLLOBRIGIDA

Da parte loro, i puri e duri di Serpenti d’Italia non hanno granché digerito la scelta di Arianna Meloni di caldeggiare come ministro della Cultura, post-Sangiuliano, l’ex gabbiano ribelle che fu prese a calci in culo da Rampelli e finì a fondare il gruppo estremista Meridiano Zero, Alessandro Giuli, che è stato subito “commissariato” in ogni mossa da Emanuele Merlino, longa manus di Fazzolari, al Collegio Romano.

 

Ad irritare gli otoliti della prima inquilina di Palazzo Chigi, il recente scazzo che è esploso tra il ministro della Sanità, Orazio Schillaci, un tecnico di area FdI, e l’ex militante del Fronte della Gioventù Marcello Gemmato, il farmacista che ogni anno fa da anfitrione in Puglia alle vacanze della Ducetta, che avrebbe brigato per la nomina di due medici idoli dei no-vax nella commissione vaccini, al punto che il ministro ha minacciato le dimissioni.

 

giorgia meloni tommaso foti - foto lapresse

Ed ora, s'infiamma la lotta di potere tra i due meloni nel pollaio Rai: Gian Marco Chiocci e Giampaolo Rossi, due tipini che non si sopportano nemmeno in fotografia.

 

Il primo dà la colpa del calo degli ascolti del Tg1 non al fatto che il suo notiziario sia "pettinato" secondo i voleri di Tele-Meloni bensì al moscio pre-serale di Pino Insegno (che non voleva) e soprattutto ai “pacchi” in vacanza di Stefano De Martino, sostituiti dal logoro "Techetechetè", mentre i tele-morenti si riversano in massa sul Tg5 per non perdersi nemmeno un minuto de "La ruota della fortuna''.

 

gian marco chiocci (7)

Anche qui, come nei casi di Fitto, Crosetto, Schillaci, entra in ballo lo stigma di Fratelli d’Italia: se Rossi inalbera un puro pedigree da gabbiano di Colle Oppio, come le due figlie di Anna Paratore, l’attuale direttore del Tg1 è solo un giornalista di destra che vanta rapporti ramificati e solidi con i vertici degli apparati di Stato, in primi i Servizi Segreti e Guardia di Finanza, ma nello stesso tempo ha sempre architettato una rete di contatti con la scena del centro-sinistra, Vaticano compreso. 

 

Essì, a volte, il potere logora chi ce l’ha….

CHIAGNI E FOTI - MEME BY EMILIANO CARLI giorgia meloni con cappellino su instagram

 

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