ursula von der leyen rieletta come presidente della commissione ue 1 giorgia meloni

FU VERA FLESSIBILITÀ? IL “BONUS” DI 14 MILIARDI IN ENERGIA CONCESSO DALL’UE ALL’ITALIA NON È A COSTO ZERO: LA QUOTA DI EXTRA SPESE, INFATTI, NON SARÀ SCOMPUTATA DAL DISAVANZO. L’ITALIA, SE ATTIVERÀ LA CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA NAZIONALE, RINUNCERÀ A USCIRE DALLA PROCEDURA PER DEFICIT ECCESSIVO, ANZI DI ALLUNGARNE I TEMPI FINO AL 2028. IL CHE SIGNIFICA IMPOSSIBILITÀ DI EFFETTUARE ULTERIORI INVESTIMENTI – INOLTRE QUESTO SPAZIO FISCALE NON PUÒ ESSERE UTILIZZATO PER RIDURRE LE ACCISE SULLA BENZINA O LE TASSE SULLE BOLLETTE MA SOLO PER INTERVENTI STRUTTURALI: MISURE GREEN, ELETTRIFICAZIONE DEL PAESE, INTRODUZIONE DI FONTI RINNOVABILI, BATTERIE…

Estratto dell’articolo di Claudio Tito per "la Repubblica"

 

giancarlo giorgetti

Ma quella concessa dalla Commissione è vera flessibilità? Il "bonus" di quasi 14 miliardi in energia messo sul tavolo dell'Italia […] non è affatto a costo zero. La quota di extra-spese nel settore energia è effettivamente consistente: lo 0,6 per cento del pil, pari a oltre 13 miliardi di euro da spalmare in due o tre anni. Ma, attenzione, c'è flessibilità e flessibilità. E quella messa a disposizione del nostro Paese […] è un po' meno flessibile.

 

[…] Perché non aiuta nel calcolo del deficit. Ossia questi 13-14 miliardi di euro non verranno scomputati dal disavanzo e quindi l'Italia, se la clausola di salvaguardia nazionale verrà effettivamente attivata, rinuncerà a uscire dalla procedura per deficit eccessivo. Rimarremo nella lista dei "cattivi".

 

[…] Il patto di Stabilità riformato due anni fa e approvato dal governo, prevede infatti che gli Stati i quali si trovano già nella procedura per deficit eccessivo (come l'Italia) e ricorrono alla deroga non possono "scomputare" dal calcolo del disavanzo le spese autorizzate con la "flessibilità".

 

giancarlo giorgetti giorgia meloni alla parata del 2 giugno 2026 foto lapresse

È un'opzione che riguarda solo i partner non sotto procedura, come la Germania. Lo stesso ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, l'aveva definita «flessibilità asimmetrica».

 

La "concessione", dunque, in questo caso riguarda solo la spesa netta.

Nel percorso complessivo di messa in ordine dei conti che è stato concordato quasi due anni fa, è questo il paramento di riferimento e l'Ue ci autorizza a deviare solo da quel dato che va comunque recuperato entro i prossimi cinque anni. Certo questo vuol dire che non scatterà un altro "cartellino rosso" ma che rimarrà quello precedente.

 

ursula von der leyen giorgia meloni conferenza sulla ricostruzione dell ucraina. foto lapresse

Quindi se il governo italiano farà ricorso a questi 13-14 miliardi di euro, deciderà definitivamente di non uscire dalla procedura per deficit eccessivo e anzi di allungarne i tempi almeno fino al 2028. Con la conseguente difficoltà a effettuare ulteriori investimenti e a tenere stretti i cordoni della borsa.

 

C'è solo un'ancora di salvezza: se in autunno il riconteggio delle spese del 2025, soprattutto in relazione al superbonus edilizio, facesse scendere al 2,9 il deficit dello scorso anno, allora l'Italia sarebbe fuori dalla procedura e questi 13-14 miliardi non verrebbero più calcolati. Palazzo Chigi a quel punto dovrebbe solo garantire alla Commissione di rimanere sotto il 3 per cento di deficit anche quest'anno potendo escludere le spese per l'energia.

 

ursula von der leyen giorgia meloni

Non solo. Questo spazio fiscale di 14 miliardi non può essere utilizzato per ridurre le accise sulla benzina o le tasse sulle bollette ma solo per interventi strutturali: misure green, elettrificazione del Paese, introduzione di fonti rinnovabili, batterie.

 

Tanto che al ministero dell'Economia, pur essendo soddisfatti del successo politico, vanno con i piedi di piombo e prima di chiedere formalmente l'attivazione della clausola ci vogliono pensare. […]

C'E' ANCORA UN ANNO - MEME BY EMILIANO CARLI GIORGIA MELONI

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