carlo fuortes

FUORTES CONTRO TUTTI – L’AD DELLA RAI, CON IL TAGLIO ALL’EDIZIONE NOTTURNA DEI TG REGIONALI, HA FATTO INCAZZARE IN UN COLPO SOLO IL POTENTE SINDACATO USIGRAI, GOVERNATORI E POLITICI. A TUTTI LORO SEMBRA GIUSTO CONTINUARE A SPENDERE 4 MILIONI DI EURO PER UN APPROFONDIMENTO DI 4 MINUTI CHE RICICCIA LE NOTIZIE GIÀ DIFFUSE ALLE 19.30 – IL “NAPOLEONE” DI VIALE MAZZINI ANDRÀ AVANTI PER LA SUA STRADA O INGRANERÀ LA RETROMARCHE?

CARLO FUORTES

Marco Zonetti per www.vigilanzatv.it

 

L'Ad Rai Carlo Fuortes, con l'annuncio dato in Commissione di Vigilanza riguardo alla sua decisione di tagliare l'edizione notturna dei Tg regionali, è riuscito a inimicarsi in un sol colpo tutti i sindacati dei giornalisti, in primis il potentissimo USIGRai, numerosi Presidenti di Regione e diversi esponenti politici.

 

RICCARDO LAGANA'

Il taglio deciso da Fuortes ha preso l'abbrivio dall'interrogazione parlamentare del Senatore Elio Lannutti, membro della sesta commissione permanente Finanze e Tesoro, che si chiedeva come mai "l’edizione della mezzanotte delle sedi regionali costi, solo di personale, secondo fonti giornalistiche, 4 milioni di euro l’anno".

carlo fuortes foto di bacco (1)

 

Senza contare alcuni espedienti, come quello di scavallare la mezzanotte "per prendere la maggiorazione, gli straordinari". Oltre al fatto, dulcis in fundo, che l'edizione notturna, come dimostrava in vari servizi di Striscia la Notizia l'inviato Pinuccio, è praticamente identica a quella delle 19.30.

 

Sulla questione era intervenuto poi l'Onorevole Michele Anzaldi (Iv), Segretario della Commissione di Vigilanza Rai, che ha presentato un'interrogazione chiedendo all'azienda di fare luce sui costi di un'edizione di soli quattro minuti che ripropone sostanzialmente un sintesi delle notizie già ampiamente diffuse alle 19.30, prevedendo però il pagamento di costosi straordinari notturni a giornalisti e tecnici.

alessandro casarin

 

A quel punto, durante la sua audizione in Commissione di Vigilanza, l'Ad Rai ha annunciato il taglio dell'edizione notturna della Tgr, adducendo come motivo lo scarso share, il 5%, rispetto alle altre edizioni in onda durante la giornata. Una scelta che, a detta di Fuortes, era stata avallata all'unanimità dai Consiglieri di Amministrazione Rai.

 

Se la decisione ha incassato il plauso dell'On. Anzaldi, che l'ha definita "una scelta di buonsenso", per il resto... apriti cielo! Prima si è smarcato il Consigliere di Amministrazione Rai in quota Dipendenti Riccardo Laganà, che ha sconfessato le parole di Fuortes invitandolo "cortesemente" a usare con cautela la parola "unanimità", visto che lui era assolutamente contrario.

CARLO FUORTES MARINELLA SOLDI

 

Poi è scesa in campo la panoplia dei sindacati Rai, e in primis l'USIGRai che, in una lettera di fuoco inviata al Direttore della Tgr Alessandro Casarin, ha stigmatizzato categoricamente la decisione dell'Ad Rai, sottolineando per giunta presunti interessi da parte di Mediaset nel gettare fango sulla Tgr.

 

nicola zingaretti stefano bonaccini

Quindi a valanga, contro la scelta di Fuortes si sono susseguite numerose dichiarazioni di vari esponenti politici. Contrari ai tagli, sono per esempio, il Governatore dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, quello della Basilicata Vito Bardi e la Presidente della Regione Umbria Donatella TeseiVincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania, considera dal canto suo "un errore" la chiusura dell'edizione notturna, mentre è "un danno" secondo il Governatore piemontese Alberto Cirio.

RICCARDO LAGANA

 

A detta di Nicola Zingaretti, Presidente del Lazio, "la soppressione dell'edizione notturna della Tgr crea un vuoto", posizione sostenuta anche dal Consigliere regionale Emiliano Minnucci, vicepresidente III Commissione Regione Lazio. Fra gli altri, si oppongono strenuamente all'idea di Fuortes anche il sindaco di Cosenza Franz Caruso e quello di Napoli Gaetano Manfredi.

 

E ancora, oltre al Pd, che - attraverso il Senatore Francesco Verducci membro della Commissione di Vigilanza Rai - ha definito "sbagliata sotto ogni punto di vista" la scelta di Fuortes, quest'ultima ha fatto infuriare anche il Partito della Rifondazione Comunista, il cui Segretario Nazionale Maurizio Acerbo parla di "pressapochismo" da parte dell'Ad Rai voluto da Mario Draghi, ribadendo assoluto sostegno alla "sacrosanta protesta dei giornalisti". L'Onorevole Federico Fornaro, Capogruppo di Liberi e Uguali alla Camera dei Deputati e membro della Commissione di Vigilanza, ha chiesto la sospensione dell'eliminazione dell'edizione notturna dei Tg regionali, poiché andrebbe a "impoverire l'offerta informativa dell'azienda".

AUDIZIONE DI CARLO FUORTES IN COMMISSIONE VIGILANZA

Travolto dalle critiche, Fuortes proseguirà per la sua strada o cambierà idea come fece per il taglio, poi ritirato, alle delegazioni giornalistiche per le trasferte del Papa? Chissà. Intanto, non c'è che dire, la "luna di fiele" di Fuortes con il "sistema Rai" e la politica continua più amara che mai. 

Alessandro CasarinALESSANDRO CASARIN

 

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…