giorgia meloni donald trump

“CON TRUMP NON MI PENTO DI NULLA, CON LUI C’ERANO DELLE AFFINITÀ” – GIORGIA MELONI AL VERTICE NATO DI ANKARA RIVENDICA I MESI PASSATI A FARE DA CHEERLEADER AL TYCOON, CHE ORA L’HA SFANCULATA: “HO FATTO UN INVESTIMENTO POLITICO PER CONVINZIONE SULL'UNITÀ DELL'OCCIDENTE, NON È UNA STRATEGIA CHE HO MESSO IN CAMPO CON L'ARRIVO DI TRUMP, L'HO FATTO CON TUTTI GLI INTERLOCUTORI CHE HO TROVATO DI FRONTE. CHIARAMENTE CON TRUMP CI SONO DELLE AFFINITÀ SU ALCUNI TEMI” – “SONO MOLTO PREOCCUPATA DALLE PESSIME NOTIZIE DALL’IRAN, NOI NON PARTECIPEREMO AGLI ATTACCHI”

giorgia meloni al vertice nato di ankara foto lapresse 3

(LaPresse) - “Ad Ankara l'Italia siede al tavolo con una sola bussola che è la difesa del suo interesse nazionale”. Al termine del vertice della Nato, Giorgia Meloni mette in chiaro la posizione del governo italiano e la sua personale.

 

Una linea che la premier ribadisce sia sul dossier riguardante le spese militari sia per quello che riguarda i rapporti col presidente americano Donald Trump, tornato ad attaccare dal summit in Turchia gli alleati europei, Roma compresa. L’inquilina di palazzo Chigi ricorda quindi che l’Italia si è presentata al vertice con una percentuale del 2,8 del proprio Pil investito in difesa e sicurezza, registrando un aumento dello 0,71% rispetto all'anno precedente.

 

giorgia meloni e donald trump al vertice nato di ankara - foto lapresse

“Vogliamo rispettare gli impegni, lo faremo e lo stiamo già facendo – è la premessa - però lo vogliamo anche fare in modo sostenibile, cioè stabilendo noi i tempi, stabilendo i modi, stabilendo le priorità in base al contesto, in base alle nostre possibilità”. Meloni peraltro ricorda che il contributo all'Alleanza “va oltre il nostro lavoro contabile. L'Italia è fornitore di sicurezza e un alleato credibile, e lo dimostrano i quasi 3mila militari italiani impegnati nei principali teatri. Non c'è una nazione in assoluto che mette a disposizione più uomini rispetto ai nostri”.

 

Tornando alle spese militari, però, la premier chiarisce che “se investiamo nella nostra difesa quei soldi devono restare in Italia, nelle nostre fabbriche, nella nostra ricerca, nei nostri territori. Quindi più sicurezza ma non assegni all'estero”. A chi domanda poi quanto sarebbe disposta a spendere in armamenti se non ci fossero i vincoli di bilancio europei ed elezioni imminenti, replica con una battuta: “Se mio nonno avesse le ruote… mumble mumble…”.

 

Tornando seria, Meloni puntualizza il concetto mandando anche un messaggio all’opposizione: “Dobbiamo rafforzare la nostra spesa in difesa e sicurezza, ma bisogna farlo con un equilibrio perché l'unica cosa che non farò e che non sono disposta a fare è togliere risorse ad altri capitoli che considero ugualmente importanti. Per cui questa accusa strumentale che viene fatta di un'Italia che chiude gli ospedali per comprare i carri armati è ridicola, ridicola, perché è per me un limite invalicabile”.

 

giorgia meloni al vertice nato di ankara foto lapresse 1

E a proposito di limite, i toni utilizzati da Trump nei confronti della premier sono via via diventati sempre più difficili da digerire nelle ultime settimane. Meloni ha deciso di non replicare più per non alimentare il botta e risposta e ad Ankara, rispetto al meme postato dal tycoon su Truth, mantiene la linea: “Ho detto che non sarei tornata su questo argomento e non ci tornerò”.

 

Rispetto al legame instaurato con l’amministrazione Trump però non fa alcun passo indietro, anzi. “Io non mi pento di nulla di quello che ho fatto – dichiara -. Ho fatto un investimento politico per convinzione sull'unità dell'Occidente, l'ho rivendicato a 360 gradi, non è una strategia che ho messo in campo con l'arrivo di Trump, l'ho fatto con tutti gli interlocutori che ho trovato di fronte.

 

giorgia meloni al vertice nato di ankara foto lapresse 2

Chiaramente con Trump c'erano delle affinità, ci sono delle affinità su alcuni temi della politica per cui ritenevo che potesse essere più semplice”. “Le cose stanno andando come abbiamo visto – prosegue - ma non cambio idea su quale sia l'interesse italiano perché le scelte che faccio non sono dettate da piccolo cabotaggio.

 

Io ho una strategia in testa e secondo me nell'interesse nazionale italiano ed europeo c'è l'unità e il rafforzamento dell'unità occidentale. Non cambio idea su questo, indipendentemente da come possano oscillare i miei rapporti personali. La mia strategia è dettata dalla convinzione, non dalla convenienza che voi potete considerare elettorale, quindi non mi pento assolutamente di nulla di quello che ho fatto”.

 

mark rutte - giorgia meloni - recep tayyip erdogan - verrtice nato di ankara - foto lapresse

Dopo aver ammesso di essere “molto preoccupata” dalle “pessime notizie” sulla crisi in Iran, e aver però ribadito che il governo non darà il via libera all’utilizzo delle basi Usa in Italia (“abbiamo avuto una linea molto chiara dall'inizio del conflitto e quella manteniamo, non parteciperemo agli attacchi”), Meloni si sofferma sul dossier Ucraina che è stato al centro del vertice Nato ma anche del bilaterale avuto ad Ankara col presidente Volodymyr Zelensky. La leader di FdI parla di “sostegno convinto” che negli ultimi mesi si è concentrato soprattutto sul fronte della 2resilienza energetica”.

 

Questo però non significa che da Roma non partiranno più armi per Kiev: “Credo che l'Italia proseguirà a fornire aiuti militari, penso che il ministro Crosetto stia facendo una valutazione in questo senso”. A rappresentare l’Italia alla prossima riunione della Coalizione dei Volenterosi in agenda lunedì a Parigi non sarà Meloni. “Al sesto vertice in tre settimane e mezzo stavolta io passo – confessa -, e voi potete scrivere tutti gli articoli che volete sull'isolamento, sul cambio di posizionamento. Non c'è il disimpegno sull'Ucraina, ma neanche me ne posso permettere uno sull'Italia quindi siccome ho diversi dossier dei quali occuparmi in patria saremo ottimamente rappresentati dal vicepremier Tajani”.

giorgia meloni al vertice nato di ankara foto lapresse 4trump erdogan

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?