grillo berlusconi

GLI ANTI-CAV A CINQUE STELLE – NELLA RICERCA DELLE CANDIDATURE, LE “GUEST STAR” DI M5S DEVONO AVERE UN PEDIGREE DI SINISTRA, MA SOPRATTUTTO DEVONO ODIARE BERLUSCONI – SI PUNTA SU UN COMICO DI “ZELIG” E SU “CITTADINI” CHE ALTRIMENTI AVREBBERO VOTATO A SINISTRA – LOTTA NEI COLLEGI ROSSI COL PARTITO DI GRASSO

 

Ilario Lombardo per la Stampa

 

ILLUSTRAZIONE FUCECCHI BEPPE GRILLO COME LENIN jpeg

Lo schema è piuttosto semplice: cercano nomi da urlo, professori, cervelloni, eccellenze, nomi apprezzati sul territorio che spiazzano l' elettorato di sinistra che, a quel punto, di fronte allo scenario di rivedere Silvio Berlusconi al governo, punterebbe sul M5S, l' unico in grado di tallonare il centrodestra unito e lanciato verso la vittoria. È la teoria grillina del voto utile e punta sull' unico precedente che in questo senso può confortare i 5 Stelle: la Sicilia.

berlusconi dimagrito

 

Nelle elezioni regionali dello scorso novembre, infatti, c' è stato uno smottamento di circa il 7% dei voti dalla sinistra al candidato del Movimento Giancarlo Cancelleri. Sui quei voti c' era il nome e il cognome di chi avrebbe votato chiunque contro l' ammucchiata a destra degli eterni signori del consenso. La speranza è di replicare lo schema a livello nazionale, inserendo nei collegi uninominali nomi ad alto tasso di attrattività per la sinistra, un po' com' è successo - è stato il paragone usato nel M5S - con la prima giunta di Virginia Raggi a Roma, quando la scelta cadde su assessori che attiravano le simpatie di elettori o ex elettori di Sel e Pd.

 

di maio cancelleri

Questo è quanto è stato definito durante una riunione fiume, lunedì, con Luigi Di Maio e il team di creativi che sta studiando le migliori strategie e i migliori slogan per una campagna elettorale che il M5S vivrà sotto assedio. Berlusconi non li molla e, dopo averli definiti «il pericolo più grave per l' Italia», prende di mira proprio i cosiddetti candidati civici: intellettuali, artisti, professori che simpatizzano per il M5S e che Di Maio sta cercando di convincere per traghettare il Movimento dall' attivismo ribelle al la maturazione in forza credibile per il governo. Il problema però è che il casting non si sta rivelando facilissimo, Non tutti i deputati e i senatori a cui il candidato premier ha chiesto di suggerire i profili migliori dal territorio, hanno risposto.

 

Daniele Raco

I nomi che emergono confermano l' intenzione di usare l' arma del voto utile a sinistra per avvicinarsi il più possibile al centrodestra. In Liguria potrebbe correre Daniele Raco, comico savonese e wrestler, attivista contro il gioco d' azzardo, passato da Zelig e Mai dire domenica , che ha confermato la sua partecipazione alle parlamentarie e ha già assicurato «che se sarà campagna elettorale, sarà campagna vera, non sul web, ma tra la gente».

 

Vincenzo Zoccano

A Roma si parla di Fulvio Sarzana, avvocato e docente universitario, esperto di copyright e tutela dei consumatori. A Reggio Calabria di Gianluigi Scaffidi, segretario dell' Anao-Assomed, l' associazione dei medici e dirigenti del Servizio Sanitario nazionale, che ha aiutato la deputata calabrese Dalila Nesci a costruire una proposta di legge sulla gestione della sanità regionale. Vincenzo Zoccano, presidente del Forum nazionale sui disabili, e Giuseppe Mastruzzo, direttore dell' International University College di Torino, compagno di lotte di Stefano Rodotà sui beni comuni, entrambe candidature già emerse qualche giorno fa, ribadiscono la necessità di avvicinare esperti in grado di contendere margini di consenso a Pd o a Liberi e Uguali di Piero Grasso.

 

di maio

L' ultima parola ce l' avrà Di Maio che, intervenendo a Porta a Porta , conferma i suoi pieni poteri («servono a tutelare il M5S dagli approfittatori») e il senso dell' apertura delle candidature a figure esterne al M5S: «Chi vuole candidarsi nei listini proporzionali fa la selezione online. Per chi invece vuole partecipare alla fase degli uninominali, lì dobbiamo selezionare forze del territorio che sappiano anche fronteggiare le altre forze politiche».

 

Per l' ennesima volta poi, Di Maio, ribadisce la radicale svolta sull' euro già anticipata alla Stampa : «Non credo sia più il momento per l' Italia di uscire dall' euro. L' asse franco-tedesco non è più così forte».

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