aleksandr dugin dugina

FUNERALE DA MARTIRE – DARYA DUGINA È STATA SEPOLTA A MOSCA CON TUTTI GLI ONORI DI STATO. IL REGIME PUTINIANO LE HA RESO OMAGGIO CON UNA FILA DI POLITICI E OLIGARCHI, COMPRESO IL CAPO DEI MERCENARI DELLA WAGNER – IL PADRE, ALEKSANDR DUGIN, L'IDEOLOGO DI PUTIN ULTRANAZIONALISTA, HA TENUTO UN DISCORSO SANGUINARIO NEI CONFRONTI DELL'UCRAINA: “L'ENORME PREZZO CHE DOBBIAMO PAGARE PUÒ ESSERE GIUSTIFICATO SOLO DAL RISULTATO PIÙ ALTO, LA NOSTRA VITTORIA” –  MA COME MAI IL CORPO DELLA DONNA NELLA BARA È INTATTO NONOSTANTE L'ESPLOSIONE E L'INCENDIO DELL'AUTO? – VIDEO

1 - FUNERALI DA ZARINA

Giuseppe Agliastro per “la Stampa”

 

darya dugina funerale

Una "martire" in nome della quale le truppe russe devono cercare "la vittoria" nell'atroce invasione dell'Ucraina: nella cerimonia funebre in sua memoria, politici e oligarchi filo-Cremlino hanno descritto così Darya Dugina, la propagandista russa assassinata alle porte di Mosca sabato notte, quando un ordigno ha fatto saltare in aria l'auto su cui viaggiava.

 

Parole spesso impregnate di nazionalismo e dell'inconfondibile propaganda di Putin, e che certo non spengono i timori di alcuni osservatori che il terribile delitto di cui è stata vittima questa giovane donna - da chiunque sia stato commesso - possa contribuire a un inasprimento degli attacchi dell'esercito russo in Ucraina.

 

aleksandr dugin al funerale della figlia darya dugina

A dare l'estremo saluto a Dugina - che era sotto sanzioni di Washington e Londra perché accusata di "disinformazione" sulla guerra in Ucraina - c'erano centinaia di persone: amici, colleghi, familiari, e alcuni noti politici e imprenditori russi.

 

Nella camera ardente allestita al centro televisivo Ostankino di Mosca, in una sala volutamente oscurata, tra le corone di fiori decorate col tricolore russo, tra le rose rosse i gigli bianchi, spiccava un ritratto in cui la 29enne sorrideva: una grande foto in bianco e nero illuminata e posta alle spalle della bara.

 

Seduti davanti al feretro c'erano i genitori della ragazza, vestiti a lutto, provati, a cominciare dal Aleksandr Dugin, il filosofo conservatore e ultranazionalista che appoggia apertamente la sanguinosa aggressione militare contro l'Ucraina. Alcuni lo considerano una sorta di ideologo dell'autoritarismo del Cremlino, per quanto la sua reale influenza sul presidente russo sia oggetto di discussione.

 

aleksandr dugin al funerale della figlia darya dugina 2

C'è chi ipotizza che in realtà fosse lui il vero obiettivo degli attentatori. Il controspionaggio russo sostiene invece che nel mirino ci fosse proprio la figlia, Darya Dugina. Lunedì, a nemmeno due giorni dall'omicidio, l'Intelligence russa ha infatti puntato il dito contro «i servizi speciali ucraini» e li ha accusati di aver commesso il crimine servendosi di una loro agente che viaggiava con una Mini cooper.

 

La versione delle autorità russe - sfoderata in tempi record - è ovviamente tutta da dimostrare e da parte sua l'Ucraina afferma di non avere nulla a che fare con questo tremendo delitto e sostiene che dietro ci siano semmai proprio i servizi russi. «L'Fsb ha fatto questo e ora suggerisce che sia stato qualcuno dei nostri», ha detto alla tv ucraina il segretario del Consiglio di sicurezza di Kiev, Oleksiy Danilov.

 

 

aleksandr dugin al funerale della figlia darya dugina 3

Sull'omicidio di Dugina si sa in realtà davvero troppo poco per trarre delle conclusioni. La tv russa comunque ripete la versione di Mosca senza metterla in dubbio e proprio il giorno dopo che la Russia ha accusato l'Ucraina per il delitto, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha tuonato che Mosca non avrà «nessuna pietà» per chi ha ucciso Dugina.

 

La televisione russa ha dedicato ampio spazio ai funerali della ragazza, a cui non erano presenti membri del governo ma durante i quali un delegato di Putin ha consegnato a Dugin la medaglia dell'Ordine del Coraggio, assegnata alla memoria a sua figlia.

 

aleksandr dugin al funerale della figlia darya dugina 4

«L'enorme prezzo che dobbiamo pagare può essere giustificato solo dal risultato più alto, la nostra vittoria», ha detto emozionato Dugin tra retorica e nazionalismo durante i funerali affermando che sua figlia «viveva per la vittoria ed è morta per la vittoria». Dichiarazioni dello stesso tono sul sanguinoso conflitto in Ucraina sono arrivate anche dall'oligarca Konstantin Malofeev. «Non è morta invano. Con il sangue dei nostri martiri diventiamo più forti», ha affermato Malofeev aggiungendo poi che «con questa morte prematura della nostra cara e amata Dasha» l'esercito russo «vincerà sicuramente la guerra».

 

aleksandr dugin al funerale della figlia darya dugina 5

Leonid Slutsky, leader del partito nazionalista Ldpr e presidente della Commissione Esteri della Duma, è arrivato addirittura a dichiarare che una piazza di Kiev potrebbe essere dedicata a Dugina una volta «completata la denazificazione» dell'Ucraina, ripetendo così le accuse infondate della propaganda di Putin secondo cui il governo di Kiev sarebbe un covo di fascisti: una menzogna con la quale il Cremlino cerca di giustificare l'ingiustificabile invasione dell'Ucraina.

 

2 - L'INCHINO DEL CAPO DEI WAGNER E LE CITAZIONI DA HITLER

Jacopo Iacoboni per “la Stampa”

 

Era un funerale di stato a tutti gli effetti, quello di Darya Dugina, la figlia di Alexander Dugin assassinata nella notte tra sabato e domenica a Mosca. Il che conferma ancora una volta il rilievo che quella famiglia ha avuto in questi anni per i servizi e gli apparati della Russia di Vladimir Putin.

aleksandr dugin al funerale della figlia darya dugina 6

 

Ci sono diverse immagini estremamente dense di senso e rivelatrici della cerimonia, ne abbiamo scelte in particolare tre. La prima è quella di Leonid Slutsky, il presidente della Commissione Esteri della Duma, che nella sua orazione funebre ha addirittura mimato lo slogan hitleriano «Ein Volk, ein Reich, ein Führer»: «Qualunque sia il tuo partito politico, fede o età, c'è solo una via. Un paese! Un presidente! Una vittoria!». Slutsky è anche quello che, visto il buon legame stabilito con il 5 stelle Vito Petrocelli, gli scrisse una lettera formale nel maggio 2020 - dopo la vicenda degli "aiuti russi sul Covid" - passando all'incasso con la richiesta di far togliere le sanzioni alla Russia.

aleksandr dugin al funerale della figlia darya dugina 7

 

La seconda immagine racconta ancora una volta quanto vicino sia ai Dugin l'oligarca Konstantin Malofeev, plurisanzionato per l'annessione illegale della Crimea nel 2014, da lui finanziata. Malofeev, Dugin e Igor Girkin sono stati personaggi cruciali in tutta quella vicenda, Dugin teorizzò che occorreva «uccidere, uccidere, uccidere gli ucraini».

 

aleksandr dugin al funerale della figlia darya dugina 9

La terza immagine certifica la riapparizione di Evgheny Prigozhin, l'oligarca sanzionato dalla Ue come capo del gruppo mercenario Wagner, che non si era più visto dal bombardamento della base Wagner a Popasna, proprio in giorno in cui lui era presente sul posto. La Stampa ha ricostruito che Dugina aveva un rapporto di lavoro con Prigozhin: gestiva una serie di persone fittizie online.

attentato darya dugina

 

Nel marzo 2022 documenti ufficiali americani scrivono: «L'organizzazione di influenza sui media Project Lakhta, di proprietà di Prigozhin, ha sviluppato un nuovo sito, United World International (Uwi). Almeno dal 2014, Project Lakhta ha utilizzato, tra le altre cose, persone online fittizie che si fingevano statunitensi per interferire nelle elezioni Usa, come ha fatto l'Ira durante le elezioni del 2016. Nel 2022, l'Uwi ha suggerito che l'Ucraina «morirebbe» se fosse stata ammessa alla Nato.

 

Il capo redattore di Uwi, Darya Aleksandrovna Dugina (Dugina), ha cercato collaboratori per scrivere articoli su Uwi». Una famiglia tra Prigozhin e Malofeev, pieni servizi russi. E specializzata in false flag e depistaggi.

attentato darya dugina espolosione auto daria duginaespolosione auto daria dugina 2aleksandr dugin e daria duginarilievi dell esercito sul luogo dell attentato a darya dugina rilievi dell esercito sul luogo dell attentato a darya dugina darya dugina

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTA "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...