matteo salvini luigi di maio

THE FINAL COUNTDOWN - I GRILLINI SI ARRENDONO: "NON SI PUÒ LAVORARE..." - GOVERNO IN CRISI, PARLAMENTO BLOCCATO, IL CAPOGRUPPO PENTASTELLATO ALLA CAMERA D'UVA (VICINO A DI MAIO) AI SUOI VIA SMS: “I RAPPORTI OGGI SONO ANCORA PIÙ TESI. NIENTE PIÙ ACCORDI CON GLI ALLEATI” – LO STRAPPO TRA SALVINI E DI MAIO DIFFICILMENTE SARÀ RICUCITO NEI PROSSIMI GIORNI. SUL TAVOLO DI PALAZZO CHIGI C'È LA VICENDA SIRI…

Pasquale Napolitano per il Giornale

 

MATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO COME BUD SPENCER E TERENCE HILL

I grillini si arrendono e ammettono la crisi nel governo. Il Parlamento è bloccato. L'attività legislativa è ferma.

 

Deputati e senatori sono in vacanza. E soprattutto pare che la pausa sia destinata a prolungarsi anche dopo il ponte del primo maggio. Lo strappo tra Lega e M5s, dal caso Siri alle polemiche sulle politiche migratorie del ministro dell'Interno Matteo Salvini, ha paralizzato le due Camere. La maggioranza gialloverde è in fuga.

 

Non è che fino ad oggi il governo del cambiamento abbia impressionato per incisività e rapidità. Ma ora anche i vertici del Movimento riconoscono l'impasse. La crisi è certificata in un sms, che il capogruppo alla Camera dei deputati Francesco D'Uva ha spedito un paio di giorni fa ai parlamentari. Poche righe, che annunciano il rompete le righe. Ma soprattutto l'invito a non cercare più l'intesa con l'alleato leghista. Il tutto sulla pelle degli italiani che pagano deputati e senatori per legiferare. E non per litigare. La tensione tra i due vicepremier ha trasformato il Parlamento in una camera del dopo-lavoro.

 

salvini di maio

Nel messaggio, che Il Giornale ha visionato, D'Uva invita i colleghi pentastellati a non meravigliarsi se d'ora in avanti nelle commissioni e in Aula, Lega e M5s viaggeranno come due corpi separati: «I rapporti oggi sono ancora più tesi di quelli di queste 2 settimane, per cui d'ora in poi se non riusciremo a raggiungere un accordo in sede parlamentare (per un emendamento, una Pdl etc) non ci sarà alcun accordo (e ad esempio i decreti li convertiamo senza modifiche) poiché non potremo affidarci a tavoli di maggioranza extraparlamentari», scrive il capogruppo.

 

di maio d'uva

È una resa. Quasi un'ammissione del fallimento politico della maggioranza. Ognuno andrà per la sua strada nel corso dei lavori parlamentari. E dunque sarà difficile portare a casa provvedimenti o leggi nell'interesse degli italiani. Perché né i Cinque stelle né la Lega hanno i numeri a Montecitorio e Palazzo Madama. Pubblicamente, il leader del Movimento Luigi Di Maio, in piena campagna elettorale, attacca l'alleato Salvini e continua ad annunciare nuovi provvedimenti: dal taglio dei parlamentari a leggi per la sicurezza degli italiani. Ma nel privato, i fedelissimi del capo politico certificano lo stallo. Riconoscono la sconfitta.

 

E cosa ne sarà dei decreti in scadenza? Delle leggi da approvare? Dei provvedimenti che hanno già ottenuto l'ok in un ramo del Parlamento? Sarà una lotteria. Tutto affidato al caso. La maggioranza è allo sbando. E il messaggio di D'Uva è la conferma della paralisi. Ma soprattutto di uno strappo tra Salvini e Di Maio che difficilmente sarà ricucito nei prossimi giorni. Sul tavolo di Palazzo Chigi c'è la vicenda Siri: il sottosegretario alle Infrastrutture ha parlato con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

 

matteo salvini luigi di maio

Bisognerà capire quale strada intenda percorrere il premier: quella dei Cinque stelle, che chiedono la testa del sottosegretario leghista, o quella di Salvini che punta a blindare il collega di partito. Ma nel messaggio, D'Uva si rivolge anche alla minoranza interna: «Ora è facile per tutti, anche per coloro che la auspicavano, capire come avremmo lavorato male in questi mesi se avessimo usato la linea dura sin dall'inizio». Un messaggio rivolto alla fronda ortodossa che avrebbe voluto dal primo momento aprire il fuoco contro Salvini. Scelta che avrebbe paralizzato già nei primi mesi l'attività del governo e della maggioranza gialloverde.

FRANCESCO D'UVA M5SSalvini Di Maio

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”