pannella bonino

I RETROSCENA DELLA COPPIA SCOPPIATA PANNELLA-BONINO: UN LIBRO MAI PUBBLICATO, UN COMING OUT FANTASMA. E L'ECLISSI POLITICA DEI RADICALI, COPERTI DALLA STELLA DI EMMA - PANNELLA: 'DA NOI È SPARITA, SI FA I CAZZI SUOI. DECIDA LEI SE RESTARE, IO NON HO MAI ESPULSO NESSUNO. LA MALATTIA? IO HO DUE TUMORI, LEI UNO. LA QUESTIONE E' PSICHIATRICA"

1. PANNELLA E LA LITE CON BONINO «LE SONO AFFEZIONATO MA ORA STANZE SEPARATE»

Tommaso Labate per il “Corriere della Sera

 

pannella bonino
pannella bonino

Interrogata sulla faccenda, Emma Bonino accetta una sola domanda e dà una sola risposta. «Non mi dimetto dai Radicali. Ripeto, pago la tessera 2.500 euro al mese. La saluto». E attacca il telefono. Interrogato sulla medesima faccenda, Marco Pannella accoglie chi va a trovarlo nella storica sede del partito, si siede al tavolo della sala conferenze e, tra decine di domande, risponde anche sui 2.500 euro versati mensilmente dalla Bonino.

 

«Innanzitutto vorrei vedere per quanti mesi li ha versati. E poi, dipende da quanto uno prende al mese. Ci sono le pensioni, Emma ha anche quella di commissario europeo, immagino… Io vado in giro a piedi o in tassì, non ho auto nera o blu. Emma? Immagino che abbia l’auto nera o blu, com’è giusto». E ancora. «Noi qua», indica la sede, pensa all’intero Partito radicale, «stiamo per chiudere. Le risulta che la Bonino stia facendo qualcosa per evitarlo?».

 

pannella bonino
pannella bonino

Caso Pannella-Bonino, giorno due. Il leader radicale moltiplica gli attacchi alla compagna di avventura di una vita, che invece si sottrae alla polemica. Non c’è momento, nella chiacchierata con chi va a trovarlo al partito, in cui il primo tenti di ridimensionare i contorni del suo attacco alla seconda. Neanche quando gli si chiede se dietro le «assenze» della Bonino non possa esserci anche quella malattia contro cui l’ex ministro sta combattendo. «Io ho due tumori, lei ne ha uno. Ho parlato coi suoi medici e posso dire che lei non ha motivo per essere allarmata. Poi, se si parla di psichiatria...».

 

Non retrocede, Pannella. Ingrana una marcia dopo l’altra, sempre a salire e mai a scendere. «Emma qui non c’è mai. È venuta due o tre volte negli ultimi 15 giorni. Se io sto in una stanza, lei sta in un’altra. E tanto lo so che scriverete, voi dei giornali, che la Bonino è vittima di Pannella… Altro che vittima. È una creatura che ho contribuito a creare fino all’ultimo». E le mille battaglie comuni? «Battaglie comuni? Le mie, semmai».

BONINO PANNELLABONINO PANNELLA

 

Soltanto quando gli si chiede del loro primo incontro, forse, ma solo per una frazione di secondo, Pannella cambia tono. Sono passati quarant’anni, o quasi. «Chiamo Adele Faccio», che allora era una delle prime file radicali, «e le dico “Senti, mandami con urgenza una giovane”. Lei mi segnala Emma, che incontro tempo dopo. Da allora, sarà messa in tutte le liste per tutti i posti, sempre».

 

Da quelle per il Parlamento, dove la Bonino entrò a 28 anni. All’ultima corsa per il Senato, in Basilicata, in cui «non s’è data troppo da fare, visto che è andata là due volte». Il tono pannelliano, nel frattempo, è tornato a farsi rabbioso. «Tutti pensano che debba tutto a me. E questo, per Emma, dev’essere diventato insopportabile…».

 

EMMA BONINO MARCO PANNELLA EMMA BONINO MARCO PANNELLA

Più Pannella parla, più si ha la sensazione che le foto a colori dei Radicali diventino in bianco e nero, e che quelle in bianco e nero siano destinate a sbiadire. Disse una volta la Bonino che «non sono mai stata attratta fisicamente da Pannella». E che «fuori dalla politica non condivido il suo stile disordinato di vita».

 

Però aggiunse: «Con lui ho un rapporto difficilissimo. Ma è un’assicurazione contro la mediocrità». Solo il tempo dirà se quel rapporto, da «difficilissimo», è finito per sempre. Nel frattempo, alla domanda se le vuole bene, Pannella trova un escamotage dialettico per non rispondere sì. «Bene? Sono affezionato alla persona…».

 

MARCO PANNELLA EMMA BONINO MARCO PANNELLA EMMA BONINO

Il tempo che passa, l’età che avanza, la vecchia idea che si diventa più miti. Macché. Pannella difende il rapporto con Papa Francesco ma spiega che semmai «si converte lui, non io». Il suo presente è «camminare su strade che per me sono sempre uguali, al Sud e al Nord, dove quando mi vedono pensano tutti “aò, è tornato il vecchio zio”». Sa come morirà. «Facendo le mie lotte. Perché questa è la mia vita».

 

Né il presente né il futuro sembrano contemplare, a oggi, la più importante compagna politica del passato. Il vecchio leader giura che, nel suo andare avanti, ci saranno «altre possibili Emma Bonino». Un piccolo pezzo di storia d’Italia potrebbe essersi chiuso. Forse.

 

 

2. PANNELLA, EMMA DA NOI È SPARITA, SI FA I CAZZI SUOI

EMMA BONINO E MARCO PANNELLAEMMA BONINO E MARCO PANNELLA

 (ANSA) - "Ho detto che lei si comporta come se fosse fuori dal partito. Perché non la vediamo, non viene, non si consulta. Si è messa formalmente e istituzionalmente fuori. Detto brutalmente si fa i cazzi suoi. Ma io non espello nessuno, il Partito radicale non ha mai buttato fuori nessuno. Figuriamoci se lo faccio io con Emma. Comunque decida lei se sta ancora con i radicali o se è fuori. Ma è chiaro che non si sta in un partito come il nostro per corrispondenza''. Intervistato da Repubblica, Marco Pannella non fa passi indietro rispetto alle accuse rivolte nei giorni scorsi ad Emma Bonino.

 

 

3. QUANDO LA COPPIA PIÙ LONGEVA DELLA POLITICA ITALIANA SCOPPIA, LA PRIMA VITTIMA È LA VERITÀ, CHE SCOMPARE TRA UN COMING OUT FANTASMA, UN LIBRO MAI PUBBLICATO E ACCUSE DI CENSURA

Francesco Oggiano per www.vanityfair.it/

massimo bordinmassimo bordin

 

Signor Pannella, ma perché la Bonino si sarebbe opposta a questo libro?».?«Non lo so, a volte ha reazioni non razionali».?«Sì, ma lei si sarà fatto un'idea».?«Avrà avuto problemi psicologici...».??Nelle separazioni vale il principio che vale in guerra: la prima vittima è sempre la verità. Se la separazione coinvolge la coppia politica più longeva d'Italia, poi, i colpi volano bassi e le accuse altissime. Di mezzo, c'è un libro mai pubblicato, un coming out fantasma e un'accusa di censura.

 

Il colpo più duro l'ha assestato lui, in una domenica di mezza estate. Ne La Conversazione del 26 luglio, appuntamento settimanale seguito religiosamente dai militanti radicali, Marco Pannella ha lanciato a sorpresa la sua dichiarazione di guerra contro la compagna di mille battaglie. Nell'ordine, ha accusato Emma Bonino di comportarsi «come se si fosse dimessa dal partito», di avere contatti «con tutto il mondo tranne che con noi» e di trascurare i radicali solo per «fare parte del jet set internazionale».??

marina e carlo ripa di meanamarina e carlo ripa di meana

 

L'ACCUSA DI CENSURA?

 

Poi, davanti a uno sconcertato Massimo Bordin, ha calato il pezzo da novanta: «Vi è stato un momento nel quale Emma telefonò a mezza Italia del potere dicendo: "Se viene pubblicato questo libro io mi dimetto dal partito"». Di cosa si trattava? «Era un libro, in corso di pubblicazione, della corrispondenza con Matteo Angioli e le prefazioni di Carlo Ripa Di Meana e di Angiolo Bandinelli. È successo cinque-sei anni fa. È una cosa che è continuata. Quel libro non è mai uscito». Insomma, la Bonino avrebbe minacciato metà stampa italiana perché non pubblicassero un testo. Quanto al contenuto dell'opera, i due litiganti si sono passati la palla per oltre 24 ore. Al «chiedete a Emma» dell'uno, ha risposto imbronciato il «Chiedete a Marco» dell'altra.??

 

MATTEO ANGIOLI?

matteo angiolimatteo angioli

 

Per cercare di ricostruire il testo e il pretesto protagonista della lite, VanityFair.it ha rintracciato i protagonisti di quella vicenda, partendo proprio da Matteo Angioli. Membro del Consiglio generale dei radicali, ex assistente di Pannella all'Europarlamento, Angioli ha oggi 36 anni e vive a Roma, dove in questi giorni è impegnato nell'organizzazione della seconda conferenza internazionale sul Diritto alla conoscenza.

 

È lui a riportare le lancette indietro di 14 anni, anziché di «cinque-sei»: nel 2001 Matteo è un giovane attivista 22enne, con alle spalle un periodo di attivismo nei radicali. Nel 2001 vola in Nuova Zelanda per perfezionare il suo inglese. Da qui scrive alcuni articoli per il magazine online di politica radicale Disobbedisco e inizia un'intensa attività epistolare con Pannella. Matteo racconta la sua scoperta politica, condivide le sue riflessioni sul partito e sulle sue giornate in Nuova Zelanda.??

matteo angioli marco pannellamatteo angioli marco pannella

 

CARLO RIPA DI MEANA?

 

Le sue mail piacciono tanto al combattivo Pannella, che non manca mai di rispondere. Il leader fa leggere quelle missive all'amico Carlo Ripa di Meana, politico e ambientalista italiano che ha sempre guardato ai radicali e a Marco con la giusta dose di «simpatia e diffidenza». Ripa di Meana, 86 anni, rimane incantato da quello scambio epistolare. «Erano vere e proprie parole d'amore», racconta oggi.

matteo angioli  marco pannellamatteo angioli marco pannella

 

«Dissi a Marco che sì, ci poteva stare un libro, fatto di comunicazioni autentiche della vita». Ripa di Meana vola alto: «Erano lettere di un amore elettronico, illazioni tra due innamorati. Non certo testi erotici, non c'era nulla di carnale. Ma quel libro doveva essere una sorta di coming out di Marco».??

 

LE INTERPRETAZIONI?

 

Le parole di Matteo e Marco vengono portate su un altro piano, quello sbagliato. Qualcuno vuole usarle per anticipare la rivelazione che anni dopo, nel 2010, il leader radicale farà in un'intervista a Chi, quando ammetterà di aver amato nella sua vita «cinque o sei uomini». «In quelle lettere c'erano dei passaggi molto suggestivi della mia ammirazione per il partito radicale e per quest'uomo. Uno li può intendere con molte sfaccettature», spiega Matteo Angioli.

 

matteo  angiolimatteo angioli

«E fin da quando sono entrato nel partito, c'è stato un tran tran di gossip attorno alla mia figura. Sicuramente se non avessi avuto l'amore per le idee di questo partito non sarei arrivato a fare quello che ho fatto». Perché la passione politica non per forza coincide con quella personale, concetto tanto raro quanto difficile da capire di questi tempi.??

 

PANNELLA E L'IDEA DEL LIBRO?

 

«Carlo Ripa di Meana, nella sua prefazione, aveva interpretato quelle missive come una ventata di amore verso il partito e verso la mia persona», aggiunge Marco Pannella. Insomma, nessuna relazione con il ragazzo, che tra l'altro è felicemente fidanzato con una bellissima ragazza belga. «Era un rapporto come quello con la Bonino quando eravamo giovani. Un'amicizia con un giovane radicale verso il quale nutrivo molta fiducia».

 

??L'IDEA DI UN LIBRO?

 

matteo   angiolimatteo angioli

La macchina intanto si mette in moto. Ripa di Meana inizia a esporre il progetto ai suoi numerosi contatti nell'editoria italiana. Rimane, è bene precisarlo, soltanto di un'idea, che non verrà mai neanche contrattualizzata come proposta ufficiale presso nessuna casa editrice. «Stavo solo tastando il terreno con le case editrici. L'idea ovviamente faceva gola a tutti. Era un best seller assicurato». Il fulcro dovrebbe essere formato da 150 lettere di Matteo Angioli, accompagnate dalla prefazione dello stesso Carlo Ripa di Meana e di Angiolo Bandinelli, politico radicale.??

 

IL PROGETTO ABBANDONATO?

michelle obama con agnese renzi maurizio martina emma bonino giuseppe sala a milano michelle obama con agnese renzi maurizio martina emma bonino giuseppe sala a milano

 

Poi però il progetto si arena: «Marco mi fece sapere che per varie considerazioni non si sarebbe fatto più niente. Manifestai rincrescimento, ma poi mi arresi. Nessuno mi ha mai chiarito i motivi dell'abbandono del progetto». Ripa di Meana spiega che non sa «se Emma Bonino fece valere un suo monito». Quel che è certo, conclude, è che i rapporti tra i due «non sono più quelli di una volta»: «Emma ha rivelato una natura teatrale politica di potere diversa da Marco. È una piemontese molto realista, ecco».??

emma boninoemma bonino

 

IL MOTIVO DELLA PRESUNTA CENSURA?

 

Realisticamente parlando, però, del libro non c'è traccia. Del suo contenuto, pochi scampoli. Del motivo del suo abbandono, solo illazioni. Perché mai Emma Bonino avrebbe dovuto opporsi a un testo così innocente? Neanche il suo accusatore sa rispondere: «Avrà avuto i suoi riflessi, non tutti razionali. Ha qualche problema psicologico, politico e personale. Quando seppe di questo libro non si capisce perché si scatenò», accusa ancora Pannella.

 

«Telefonò a editori, amici, giornalisti. Spiegava loro che mi aveva chiesto non pubblicare niente. In caso contrario, sarebbe stata costretta a dimettersi dal partito».

 

??I PUNTI OSCURI?

BONINO 2BONINO 2

 

Certo, è difficile pensare a una singola persona capace di bloccare le rotative dell'intera editoria italiana, per giunta con una leva piuttosto debole: le sue dimissioni da un partito che a quell'epoca a stento raggiungeva il 2%. Ed è ancora più difficile immaginare come un difensore della libertà di parola e stampa, come Marco Pannella, abbia coperto quella «censura» per i successivi 15 anni, appoggiando anzi la responsabile di quel misfatto alle più prestigose cariche nazionali e internazionali.

 

??«IN QUESTI DUE GIORNI NON L'HO VISTA...»

 

carlo ripa di meana (2)carlo ripa di meana (2)

?Quel che è certo è che domenica scorsa qualcosa tra i due si è rotto. Da allora, nessun contatto, neanche telefonico. Se lui continua ad attaccare («In questi due giorni non l'ho vista. Mica viene nella sede del partito ...») lei declina cortesemente ogni richiesta di commento, rassegnata al fatto che in ogni litigio la verità è più sfuggente del rancore stesso. Tra i due litiganti, forse, il terzo a godere è il partito, che in una domenica di mezza estate è riuscito a guadagnare l'unica cosa che negli ultimi anni ha perso: la visibilità.

quirico e bonino quirico e bonino Emma Bonino Flavio Zanonato Emma Bonino Flavio Zanonato Emma Bonino Emma Bonino

 

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