1- ANTONIO CONTE CHE SUSSURRA NEL CELLULARE DA UN PALCO CON I VETRI OSCURATI ORDINI AL SUO ALLENATORE IN PANCHINA RISCHIA DI ESSERE LO SPECCHIO DELLA POLITICA 2- LO “SQUALIFIATO” BANANA MANDA “PIZZINI” A CATRICALÀ, GRATTI D’ALEMA E SPUNTA BERSANI, CONFALONIERI TELECOMANDA PIERSILVIO, NAPOLITANO E IL PORTAVOCE MACALUSO 3- CI SONO POI COPPIE DI POTERE IL CUI RAPPORTO QUASI SCONFINA NEL REGNO DELL’OCCULTO. E’ IL CASO DI BEPPE GRILLO E DEL GURU DI INTERNET CASALEGGIO. MENTRE SFIORA LA LEGGENDA IL RUOLO DI SUPERCONSIGLIERE CHE PREVITI SVOLGEREBBE PER GHEDINI 4- PASSERA NON FA ALCUNA MOSSA DI UN CERTO PESO SENZA L’OK DELLA MOGLIE GIOVANNA 5- E LO STESSO VALE PER SALLUSTI, CHE PUÒ CONTARE SULLE MILLE TRAME DELLA SANTADECHÈ

Francesco Bonazzi per il Secolo XIX

Lo stratega juventino Antonio Conte che sussurra nel cellulare da un palco con i vetri oscurati, come se avesse parcheggiato una limousine in tribuna. Giù in campo, un certo Massimo Carrera si sgola per trasmettere ai giocatori ordini che arrivano dall'alto. Per i prossimi dieci mesi funzionerà così, nella società di calcio più titolata e potente d'Italia. Di fronte al pubblico pagante, e a beneficio delle telecamere, andrà in scena un comandante radiocomandato.

Insomma, mai come quest'anno il campionato di calcio rischia di essere lo specchio della politica. L'allenatore della Juventus deve scontare una squalifica per omessa denuncia, ma a bene vedere è lo stesso destino che tocca a Silvio Berlusconi. Anche l'aver negato per mesi l'evidenza della crisi economica è una sorta di omessa denuncia. E nello scorso novembre, i mercati finanziari hanno sancito la squalifica del Cavaliere. Da allora è come sparito e non ci sono immagini neppure del suo ultimo finesettimana da Vladimir Putin.

Ma lui continua a contare parecchio, visto che adesso sta studiando se gli convenga dare il via libera alla nuova legge elettorale. Il suo Carrera è Angelino Alfano, mandato in campo per i rapporti con il premier Mario Monti e con gli altri due leader della maggioranza, ovvero Pier Ferdinando Casini e Pier Luigi Bersani.

Per il governo di tutti i giorni, chi meglio di Antonio Catricalà in sostituzione di Gianni Letta? Poi c'è il Berlusconi imprenditore equi va già in scena da anni lo schema portato in tv dalla coppia Gianni Boncompagni-Ambra Angiolini, con la conduttrice di Non è la Rai che faceva tutto quello che il regista le suggeriva dall'auricolare. Nel Biscione, Fedele Confalonieri sa stare un passo indietro rispetto ai figli del principale, Marina e Pier Silvio. E nella gestione del Milan, è lo stesso Cavaliere a mandare al fronte Adriano Galliani, specie nei periodi in cui il pallone non rende popolari.

Ma nella politica italiana, a differenza di Arcore, non sempre c'è un padrone ben definito. Se poi il campo è confuso di suo, come quello del centrosinistra, individuare i Conte della situazione può non essere facile. Uno che però rimarrebbe male a non essere ritenuto un dominus nell'ombra, salvo ovviamente smentire, è Massimo D'Alema.

E' lui che ha tirato fuori dal cilindro la candidatura di Bersani come segretario del Pd. E prima di Bersani stesso, D'Alema ha indicato l'esigenza di un governo tecnico per il dopo- Berlusconi e l'abbandono di Antonio Di Pietro e Nichi Vendola per potersi alleare con Casini.

Se si sale di livello, forse neppure la procura di Palermo può certificare chi è l'interprete assoluto delle volontà del Colle. Quando si ha anche fare con un personaggio del calibro di Giorgio Napolitano è davvero difficile separare gli aspiranti corazzieri dai veri alter ego. Ma a giudicare dalla solerzia e dalla reale, storica, assiduità di rapporti, forse il vero Carrera del Quirinale è Emanuele Macaluso, ex compagno migliorista ai tempi del Pci. Anche nelle polemiche sulle intercettazioni del Quirinale, è stata la voce di Macaluso quella che ha interpretato meglio la difesa presidenziale.

Ci sono poi coppie di potere il cui rapporto quasi sconfina nel regno dell'Occulto. E' il caso di Beppe Grillo e del guru di internet Gianroberto Casaleggio, inventore del suo seguitissimo blog e regista delle incursioni in politica. Mentre sfiora la leggenda anche il ruolo di superconsigliere per gli affari giudiziari che Cesare Previti svolgerebbe ancora a monte di Niccolò Ghedini.

Altro che vetri oscurati, poi, per il filo di ferro che lega il sottosegretario ai Servizi segreti, Gianni De Gennaro, con il suo erede alla guida della Polizia, Antonio Manganelli. «Tutto quello che è interessante accade nell'ombra », scriveva Ferdinand Céline, ma anche all'ombra c'è un limite. E allora, per tornare in superficie bisogna affidarsi alla riscossa delle donne sul «modello Ambra».

Chi li frequenta, sa che il ministro Corrado Passera non fa alcuna mossa di un certo peso senza che sua moglie Giovanna Salza non sia d'accordo. Anzi, non l'abbia addirittura pensata, visto che è una delle migliori lobbiste d''Italia. E lo stesso vale per il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, che in tribuna può contare sulle mille trame politico-editoriali di Daniela Santanchè. I tacchi a volte funzionano meglio dei tacchetti.

 

 

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