wagner vladimir putin lukashenko

I WAR GAMES DEI PUZZONI - PUTIN E LUKASHENKO MOSTRANO I MUSCOLI E CONDUCONO UN'ESERCITAZIONE MILITARE (PER L'UTILIZZO DI ARMI NUCLEARI)  CHE COINVOLGE 65 MILA SOLDATI, 200 LANCIAMISSILI, 140 VELIVOLI, 73 NAVI E 13 SOTTOMARINI: È LA PRIMA OPERAZIONE DI QUESTO TIPO - LA FACCIA DI BRONZO DEL PRESIDENTE RUSSO CHE, DOPO AVER SCATENATO LA GUERRA IN UCRAINA, DICE: "NON HO INTENZIONE DI FARMI COINVOLGERE NELLA CORSA AGLI ARMAMENTI" - WITKOFF (SOCIO DI TRUMP) E KUSHNER (GENERO DEL PRESIDENTE) PREPARANO UN NUOVO VIAGGIO A MOSCA - PRIMA DELLE ELEZIONI DI MID-TERM, A NOVEMBRE, TRUMP VUOLE ARRIVARE A UN CESSATE-IL-FUOCO A TEMPO INDETERMINATO IN UCRAINA...

1 - RUSSIA, ESERCITAZIONI NUCLEARI CON MISSILI IPERSONICI

Estratto da "La Stampa"

 

vladimir putin aleksandr lukashenko foto lapresse.

Oltre 65 mila militari, 200 lanciamissili, 140 velivoli, 73 navi e 13 sottomarini. Sono i numeri delle esercitazioni sull’uso di armi nucleari condotte ieri da Russia e Bielorussia e supervisionate (in videoconferenza) dai rispettivi presidenti.

 

Nel discorso di apertura Vladimir Putin ha osservato che si tratta della prima esercitazione congiunta di questo tipo. Lo Zar ha affermato che la Russia «non ha intenzione di farsi coinvolgere in una corsa agli armamenti», ma «viste le crescenti tensioni nel mondo e l’emergere di nuove minacce e rischi – ha aggiunto –, la nostra triade nucleare deve continuare a servire come affidabile garante della sovranità, assicurando i compiti della deterrenza strategica e mantenendo la parità nucleare e l’equilibro di potenza globale».

 

vladimir putin osservato da una guardia foto lapresse

Ha poi chiarito che le armi utilizzate nelle esercitazioni possono essere utilizzate soltanto come ultima risorsa per garantire la sicurezza nazionale dei due Stati. «Non minacciamo assolutamente nessuno – ha sottolineato invece Lukashenko – ma disponiamo di queste armi e siamo pronti a difendere con ogni mezzo la nostra Patria comune da Brest a Vladivostok».

 

Lanci di missili balistici intercontinentali (Icbm), missili ipersonici – fra cui il temutissimo Zirkon – e da crociera lanciati dall’aria sono stati effettuati nella seconda fase dell’esercitazione, con il pieno raggiungimento di tutti gli obiettivi, ha dichiarato il ministero della Difesa russo. [...]

 

2 - WITKOFF E KUSHNER A MOSCA LA NUOVA MISSIONE E LA SPINTA PER UNA TREGUA «PERMANENTE»

Estratto dell'articolo di Federico Fubini per il “Corriere della Sera”

 

vladimir putin aleksandr lukashenko foto lapresse

Stanno lavorando per tornare a Mosca «abbastanza presto». Steve Witkoff e Jared Kushner — l’uno socio in affari ed emissario, l’altro cognato di Donald Trump — preparano una nuova missione al Cremlino, se possibile, già nei prossimi giorni.

 

A confermarlo all’agenzia russa Interfax è stato Yuri Ushakov, il consigliere di Vladimir Putin; ma il governo ucraino ne ha la percezione da quando l’emissario di Kiev Rustem Umerov ha visitato lo stesso Witkoff a Miami l’8 maggio scorso.

 

I segnali si accumulano e puntano tutti nella stessa direzione: la Casa Bianca sta cercando di costruire un’altra iniziativa per arrivare a un cessate-il-fuoco a tempo indeterminato in Ucraina: non una pace, per la quale non esistono le condizioni, ma almeno a una tregua senza scadenze.

 

lukashenko putin

Il precedente, per quanto limitato, è la tregua totale e senza condizioni di tre giorni attorno alle celebrazioni russe del 9 maggio scorso: su pressione americana, dietro l’impegno di Mosca di rilasciare mille prigionieri ucraini, Zelensky ha accettato di congelare le ostilità e permettere a Putin di festeggiare l’anniversario della vittoria contro la Germania nazista.

 

Gli americani ora vogliono verificare se sia possibile espandere il modello di quel cessate-il-fuoco. Ma, al solito con Donald Trump, lo fanno più d’intesa con Putin che parlando agli europei o agli ucraini stessi.

 

Fonti politiche nell’amministrazione spiegano che la stessa decisione di ritirare cinquemila soldati americani dall’Europa, annunciata a inizio mese e confermata da Trump stesso mercoledì, sarebbe una concessione a Putin in vista di un cessate-il-fuoco.

 

JARED KUSHNER CON STEVE WITKOFF A DAVOS - FOTO LAPRESSE

Il dittatore del Cremlino, che dall’inizio aveva presentato l’aggressione all’Ucraina come un atto di resistenza alla Nato, potrebbe così dire di aver ottenuto qualcosa con la guerra.

In contropartita, gli ucraini temono però di trovarsi di fronte a un’offerta russo-americana pericolosa e ambivalente: un congelamento totale del conflitto lungo l’attuale linea del fronte, con la rinuncia di Mosca ad avere tutto il Donbass (per il momento), ma senza garanzie di sicurezza per Kiev. [...]

 

Certo il momento sul campo è durissimo per Mosca. Nel 2026 il suo esercito ha quasi totalmente smesso di avanzare, dato che ormai è impossibile farlo sotto il tiro dei droni.

In questa fase l’esercito russo subisce 140 fra morti e feriti gravi per ogni chilometro quadrato conquistato, il massimo da quattro anni; ma l’esercito ucraino si è dato il «key performance indicator» — un indicatore di performance — di arrivare a duecento morti e feriti russi per ogni chilometro di territorio ceduto.

jared kushner a davos presenta il piano per gaza accanto a steve witkoff

 

Poiché Kiev continua a controllare quasi 5.300 chilometri quadrati nel Donbass, con gli attuali ritmi di perdite umane la Russia dovrebbe dunque accettare circa altri 250 mila morti e mezzo milione di feriti nelle proprie file per raggiungere gli obiettivi dichiarati. Sarebbe una catastrofe insostenibile.

 

Anche perché, dopo già oltre 350 mila caduti fra i suoi, Mosca ormai subisce perdite a un ritmo superiore a quello con cui riesce a rimpiazzarle con nuovi volontari a contratto. Putin avrebbe bisogno di una nuova mobilitazione parziale dopo quella del 2022, con il reclutamento obbligatorio, ma non osa lanciarla perché teme un avvitamento ancora più drastico della popolarità della guerra e sua personale fra i russi. Teme, in altri termini, di perdere il potere e di essere ucciso dai suoi.

 

[...]

jared kushner steve witkoff vertice dei volenterosi a parigi foto lapresseSteve Witkoff Jared Kushner e Giorgia meloni a berlinovladimir putin steve witkoff jared kushner incontro a mosca 22 gennaio 2026

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…