meloni lepore scontri bologna dopo morte fakir

“IL SINDACO MATTEO LEPORE SI DEVE DIMETTERE” – FRATELLI D’ITALIA, LEGA E CALENDA ALL’ATTACCO SUGLI SCONTRI A BOLOGNA ALLA MANIFESTAZIONE DEGLI ANTAGONISTI PER FAKIR MORTO DURANTE UN INTERVENTO DI POLIZIA - MELONI DIFENDE LA GLI AGENTI E ACCUSA IL SINDACO PER LA GUERRIGLIA (80 AGENTI FERITI, DANNI E DEVASTAZIONI IN CITTA’) – “QUANTO ACCADUTO È INACCETTABILE. NULLA PUÒ GIUSTIFICARE LA VIOLENZA CONTRO LE FORZE DELL’ORDINE. ALIMENTARE UN CLIMA DI ODIO VERSO UN INTERO CORPO DELLO STATO È UN ATTO DI GRAVE IRRESPONSABILITÀ” - IL CARROCCIO VUOLE RIPRESENTARE UNA LEGGE PER FAR PAGARE I DANNI DELLE MANIFESTAZIONI A CHI LE ORGANIZZA – GLI EX ALLEATI DI AZIONE METTONO NEL MIRINO LEPORE: “VALEVA LA PENA DIVIDERE LA CITTÀ?”. IL SINDACO RIBATTE: “LA FAMIGLIA DELLA VITTIMA NON HA ANCORA RICEVUTO UNA TELEFONATA DAL GOVERNO”. SCHLEIN: “SE UN UOMO MUORE DURANTE UN FERMO DI POLIZIA, LO STATO HA FALLITO” - VIDEO

 

 

https://video.corriere.it/cronaca/la-notte-di-follia-a-bologna-dopo-la-manifestazione-per-fakir-scontri-e-un-auto-data-alle-fiamme-il-video/51f1f511-fb38-4e8b-9860-786727535xlk

 

Estratti da repubblica – articolo di Emanuela Giampaoli

Giorgia Meloni 2

Un esposto contro Lepore non basta e i meloniani bolognesi raddoppiano: «Per chiedere di accertare le responsabilità della guerriglia, compresa l'ipotesi di istigazione a delinquere» scrive in una nota FdI che organizza pure una raccolta firme volta alle dimissioni del primo cittadino.

 

La bagarre rimbalza alla Camera con il capogruppo di FdI Galeazzo Bignami, concittadino di Lepore, che così si rivolge all'opposizione: «Siete dei vigliacchi. Se aveste un poco di onore si sarebbe già dimesso il sindaco di Bologna». Risponde l'omologa dem Chiara Braga: «Non possiamo accettare che il Parlamento venga usato per delegittimare gli avversari politici con argomenti infondati e insulti», mentre il leader dei 5Stelle Giuseppe Conte invita a «lasciare che la magistratura faccia il suo corso». Roberto Vannacci si infila nella polemica per dichiarare che «la vera violenza è a sinistra». È Pierluigi Bersani a diffidare la destra dal «dare lezioni a Bologna su come si difende la sicurezza in uno stato democratico».

 

MELONI

matteo lepore al presidio in piazza per la morte di abderrahim fakir foto lapresse

Andrea Bonzi e Mariateresa Mastromarino  per il Resto del Carlino

 

«Quanto accaduto a Bologna è inaccettabile. Sul decesso di Abderrahim Fakir è doveroso che vengano accertate eventuali responsabilità con il massimo rigore. La verità va ricercata fino in fondo, senza pregiudizi e senza sconti per nessuno. Ma nulla può giustificare la violenza contro le forze dell’ordine».

 

La premier Giorgia Meloni commenta così, sui social, gli scontri seguiti alla manifestazione per «chiedere verità e giustizia» ed esprimere vicinanza alla famiglia del 42enne morto domenica durante un intervento della polizia al Pilastro, popolare quartiere della città.

 

Giorgia Meloni

«Chi ha scelto di usare la vicenda come pretesto per mettere a ferro e fuoco Bologna, aggredire gli agenti e seminare violenza, mettendo a rischio anche l’incolumità di cittadini del tutto estranei ai disordini, non cercava la verità: cercava lo scontro», attacca Meloni. Che, pur senza citare mai il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, da più parti accusato di aver ‘alimentato’ la rabbia convocando subito la piazza, aggiunge: «Alimentare un clima di odio e di delegittimazione verso un intero Corpo dello Stato è un atto di grave irresponsabilità. Trasformare migliaia di donne e uomini in divisa in un bersaglio significa colpire chi ogni giorno serve l’Italia con professionalità, sacrificio e coraggio».

 

SCONTRI BOLOGNA MANIFESTAZIONE DOPO MORTE FAKIR

E sono proprio le presunte «responsabilità politiche» di Lepore il fulcro delle polemiche. Le dimissioni del primo cittadino, infatti, sono state richieste da più parti. La Lega, con la sottosegretaria Lucia Borgonzoni, ha presentato un esposto in Procura e una mozione di sfiducia: «Il sindaco ha convocato una manifestazione, e questa si è trasformata in quello che tutti hanno potuto vedere: si valuti se ci sono dei margini penali, amministrativi, perché un pubblico amministratore faccia queste cose e passi indenne».

 

Il Carroccio vuole anche ripresentare una legge per far pagare i danni delle manifestazioni a chi le organizza. FdI, da parte sua, attacca con il capogruppo alla Camera, Galeazzo Bignami: «Lepore è un irresponsabile. Deve dimettersi. Ha devastato Bologna e continua a fare sempre peggio. A casa lui e il Pd». I meloniani hanno presentato una raccolta firme e un altro esposto in Procura «per chiedere di accertare le responsabilità della guerriglia, compresa l’ipotesi di istigazione a delinquere».

 

Anche da Forza Italia non hanno dubbi: «Lepore fa l’attivista, non il sindaco – dicono gli azzurri in Regione –. Ci vuole un atto di responsabilità, la città è di tutti». Meno scontato l’affondo di Azione, con il leader Carlo Calenda: «Lepore deve dimettersi».

SCONTRI BOLOGNA MANIFESTAZIONE DOPO MORTE FAKIR

 

Parlano il senatore Marco Lombardo ed Elisabetta Gualmini, eurodeputata ex Pd, indicata pure come possibile competitor anti-Lepore nel ’27: «Valeva la pena dividere la città?». Solo in serata interviene anche Elly Schlein, leader del Pd: «Se un uomo muore durante un fermo di polizia, lo Stato ha fallito».

 

(...)

 

 

IL SINDACO SOTTO ACCUSA «NON LASCEREMO LE PIAZZE A VIOLENTI E ANTAGONISTI»

Francesco Moroni  per il Resto del Carlino - Estratti

Antonio Tajani Giorgia Meloni Matteo Salvini 2

Matteo Lepore, dopo la notte di guerriglia il centrodestra invoca le sue dimissioni, così come Azione e altri ex alleati. Cosa risponde a chi punta il dito contro la scelta di convocare una piazza per Fakir?

«È importante che quella piazza ci sia stata, perché altrimenti non avrebbe avuto voce e si sarebbe confusa con l’altra. E quel dolore sarebbe stato strumentalizzato. Credo che, alla fine di tutto, si capirà che è stata una giornata importante...».

 

ABDERRAHIM FAKIR

Il sindaco di Bologna non arretra, rivendica la manifestazione per il 42enne morto durante un intervento della polizia e rimanda al mittente gli attacchi. Poi sferza il governo: «Il silenzio è assordante, la famiglia della vittima non ha ancora ricevuto una telefonata né una parola di scuse».

 

Non pensa, però, ci sia una difficoltà evidente nell’organizzare un presidio pacifico, senza arrivare poi a un’escalation di violenza, come lunedì?

«Penso che non dobbiamo darla vinta agli antagonisti. Sappiamo che nella nostra città c’è anche questa cultura. E io in questo mandato mi sono sempre opposto: riempire le piazze con un’alternativa democratica è il metodo di Bologna. Ed è importante, perché altrimenti avremmo regalato la memoria di Fakir agli antagonisti. Senza quella piazza non conosceremmo la voce straordinaria di Youssra, nipote di Abderrahim, che ha zittito i facinorosi chiedendo rispetto per suo zio. Una voce più forte di quella degli antagonisti».

GIORGIA MELONI

 

Macchine incendiate qui non si vedevano da tempo... C’è un nuovo ‘77 a Bologna, una nuova stagione di tensioni?

«Bologna, come tutto il mondo occidentale, ha visto un nuovo movimento per Gaza: migliaia di persone sono scese in piazza, una nuova generazione che nessuno prima aveva mai visto. È un movimento globale che sta ponendo delle questioni che toccano corde molto profonde e che, per la prima volta, non sono intercettate dalla politica e dalle istituzioni.

 

Tutto questo si incrocia con una destra che, a livello mondiale, sta toccando corde altrettanto profonde con un linguaggio violento. La politica non può stare a guardare: occorre far sì che questa generazione non veda nelle istituzioni un avversario, ma si senta parte del nostro progetto democratico. Alle nuove generazioni non possiamo solo rispondere con la polizia, così come non possiamo lasciare la polizia da sola nelle periferie e nei quartieri...».

presidio per abderrahim fakir a bologna foto lapresse

 

 

Queste nuove generazioni vengono già intercettate da collettivi e antagonisti?

«Noi lavoriamo fin dall’inizio del nostro mandato sul fronte del rapporto tra i giovani e la città, in particolare sul tema della cittadinanza. Abbiamo motivo di crederci: Bologna è una città che, a differenza di altre, sta vedendo in positivo un grande protagonismo giovanile».

 

Lei ieri mattina sui social ha scritto una lunga lettera ai bolognesi, ma c’è chi ha notato come manchi la solidarietà verso i poliziotti feriti...

Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 3bologna messa a ferro e fuoco corteo per la morte di abderrahim fakir foto lapresse20

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