IN CAMPAGNA ELETTORALE OGNI CRUDELTÀ VALE - IN VISTA DEL VOTO DEL 27 OTTOBRE, QUEL BANDITO DI BEN GVIR CERCA DI RACIMOLARE QUALCHE VOTO MOSTRANDO IL CANTIERE DOVE È IN ALLESTIMENTO UNA FORCA SU CUI SARANNO IMPICCATI I TERRORISTI PALESTINESI - IL MINISTRO DELL'ULTRADESTRA E' UN PARTNER FONDAMENTALE PER NETANYAHU...MA DOPO IL VOTO RISCHIA DI ESSERE SFANCULATO: SI FA LARGO L'IPOTESI DI UNA "GRANDE COALIZIONE" FRA I DUE RIVALI (IL LIKUD DI BIBI E YASHAR DI GADI EISENKOT). L'ACCORDO LASCEREBBE FUORI BEN GVIR - VIDEO
Estratto dell'articolo di Francesca Caferri per “la Repubblica”
benjamin netanyahu itamar ben gvir
L'ultima trovata è il giro guidato del cantiere dove è in allestimento una forca su cui, come annunciato nei giorni scorsi «saranno impiccati i terroristi palestinesi». «Stiamo mantenendo la promessa fatta, c'era chi la sottovalutava, c'era chi la prendeva in giro: ma la struttura è in costruzione», ha detto in un video a favore di social Itamar Ben-Gvir, ministro della Sicurezza interna di Israele.
Prima di questo, solo pochi giorni fa, c'era stato l'auspicio dell'uccisione di «30 o 40 terroristi a notte» con bombardamenti su Gaza. E poi ancora l'annuncio dei fossati pieni di coccodrilli a sorvegliare le carceri, l'invito a «continuare a trasformare città e insediamenti in aree idonee alle armi da fuoco», la torta di compleanno con il cappio, nonché insulti e maltrattamenti agli attivisti della Global Sumud Flotilla che a maggio avevano provato a raggiungere Gaza.
Non ci si annoia mai a seguire le prodezze di Ben-Gvir, rappresentante dell'ala più estrema della destra al governo in Israele, una decina di condanne criminali sulle spalle fra cui un paio per incitazione al razzismo e supporto a un'organizzazione terroristica (il partito estremista Kach, ora fuorilegge).
Del resto sulle uscite iperboliche il ministro, 50 anni, avvocato di formazione, una vita spesa a difendere le colonie illegali costruite da Israele nei Territori palestinesi, ha costruito tutta la sua parabola politica: la più famosa resta quella del 1995, quando in televisione minacciò Yitzhak Rabin, che aveva avviato il processo di pace con i palestinesi.
ben gvir e il cantiere del patibolo 3
«Come siamo arrivati alla sua macchina possiamo arrivare a lui», disse allora mostrando il logo strappato dalla Cadillac del primo ministro durante una manifestazione – violenta - contro gli Accordi di Oslo. Meno di un mese dopo, Rabin veniva assassinato da un giovane vicino al Kach, mettendo la parola fine a qualunque reale tentativo di conciliazione fra israeliani e palestinesi.
Eppure anche per un uomo che ha abituato il suo Paese e il resto del mondo a questo tipo di uscite, le ultime settimane sono state intense: non passa giorno che Ben-Gvir non alzi il tiro, provocando reazioni indignate non soltanto in patria ma anche in Paesi come la Germania e la Francia, tradizionalmente prudenti nei confronti di Israele. Il motivo è – come tutto quello che accade fra Tel Aviv e Gerusalemme da mesi – legato al voto che il 27 ottobre dovrà decidere che direzione prenderà il Paese dopo la strage di Hamas nel 2023 e i successivi tre anni di guerre.
Con i sei seggi che controlla alla Knesset (il parlamento) Ben-Gvir è un partner fondamentale dell'attuale governo: e secondo i sondaggi, dalle urne di ottobre uscirà rafforzato, riflettendo lo spostamento a destra della società dopo il 7 ottobre.
Itamar Ben Gvir Benjamin Netanyahu
Otto seggi è l'ultima proiezione: un ottimo risultato che però potrebbe non bastare a Otzma Yehudit (Potere ebraico) e al suo leader per restare al potere. A fronte del sostanziale pareggio fra il Likud di Benjamin Netanyahu e Yashar di Gadi Eisenkot che pare essere il risultato più probabile delle elezioni infatti, da settimane in Israele si fa largo l'ipotesi di una "grande coalizione" fra i due rivali: un'ipotesi che lascerebbe fuori proprio Ben-Gvir, come scriveva ieri anche il quotidiano Yedioth Ahronot.
Ecco dunque la spiegazione dell'intensificarsi della retorica violenta: per non rimanere a casa, Ben-Gvir ha necessità di rafforzare il suo partito anche – e forse soprattutto – a scapito di quello del primo ministro. «Se Bibi decidesse di allearsi con Eisenkot, commetterebbe un errore destinato a passare alla storia come un atto infame», ha detto qualche giorno fa durante una diretta Facebook. [...]
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ben gvir e il cantiere del patibolo 1
itamar ben gvir passeggia sulla spianata delle moschee


