ANCHE IN ISRAELE C'E' UN "CAMPO LARGO" CHE VUOLE MANDARE AI GIARDINETTI NETANYAHU - GLI EX PREMIER NAFTALI BENNETT E YAIR LAPID HANNO PRESENTATO UN'UNICA FORMAZIONE CHIAMATA "INSIEME" CON L'OBIETTIVO DI SPODESTARE "BIBI", AL POTERE DA 17 ANNI - BENNETT È UN ORTODOSSO DI DESTRA VICINO AI COLONI, INTRANSIGENTE VERSO I PALESTINESI, MENTRE LAPID È UN LAICO MODERATO DI CENTROSINISTRA, POPOLARE NELLA "PROGRESSISTA" TEL AVIV - L'ULTIMO SONDAGGIO PROIETTA 61 SEGGI ALL'ATTUALE OPPOSIZIONE. AI PARTITI AL GOVERNO SOLO 49: A PESARE, ANCHE IL PROCESSO PER CORRUZIONE IN CUI E' INDAGATO NETANYAHU - IL PRIMO MINISTRO TORNA IN AULA
Netanyahu torna in aula nel suo processo per corruzione
(ANSA) - ROMA, 28 APR - Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, torna in aula per dichiarare nel suo processo per corruzione, dopo una pausa di oltre due mesi dovuta alla guerra con l'Iran.
Lo raccontano diversi media israeliani, tra cui il Times of Israel. La giudice Rivka Friedman-Feldman ha annunciato che l'udienza terminerà alle 16 (le 15 in Italia).
Il processo avrebbe dovuto riprendere ieri, ma è stato annullato all'ultimo minuto per motivi di sicurezza, segnalati al tribunale dall'avvocato di Netanyahu, Amit Hadad. La testimonianza dovrebbe riprendere da dove il premier l'aveva interrotta durante l'ultima udienza del 24 febbraio.
Netanyahu, ricorda il Times of Israel, ha già prestato dichiarazioni 80 volte e ha quasi terminato il controinterrogatorio sul Caso 4000 relativo alle accuse di aver autorizzato decisioni normative che hanno avvantaggiato finanziariamente il magnate delle telecomunicazioni Shaul Elovitch.
BENJAMIN NETANYAHU CON QR CODE GIGANTE SULLA GIACCA ALLE NAZIONI UNITE
Secondo le valutazioni dei pubblici ministeri, citate dal quotidiano Haaretz, Netanyahu ha ancora dalle quattro alle otto udienze da affrontare per quanto riguarda il Caso 2000 relativo a un presunto accordo di scambio di favori tra lui e Arnon Mozes, editore del quotidiano Yedioth Ahronoth.
La ripresa delle udienze avviene all'ombra della dichiarazione rilasciata domenica dal presidente Isaac Herzog, il quale ha respinto, almeno per il momento, la possibilità di concedere la grazia a Netanyahu, nonostante la richiesta ufficiale del primo ministro e le forti pressioni del presidente statunitense Donald Trump.
Israele, patto Lapid-Bennett per spodestare Netanyahu "Faremo come l'Ungheria"
Estratto dell'articolo di Anna Lombardi per "la Repubblica"
"Siamo il primo passo del processo di guarigione di Israele. Abbiamo opinioni diverse su molte cose e non lo nascondiamo, anzi, ne andiamo fieri. L'unità che condividiamo è un messaggio per tutto il popolo di Israele: l'era della polarizzazione è finita".
Gli ex premier Naftali Bennett e Yair Lapid, domenica hanno presentato così, la fusione delle rispettive liste — Bennett 2026 e Yesh Atid — in un'unica formazione politica chiamata Beyahad, "insieme", guidata da Bennett con l'obiettivo di spodestare Benjamin Netanyah, il primo ministro più longevo della storia d'Israele (17 anni), capo del conservatore Likud che oggi governa con l'estrema destra religiosa.
D'altronde, ci erano già riusciti nel 2021: quando lo spedirono all'opposizione, spezzando la presa sul paese che Bibi aveva dal 2009. E guidando — alternandosi nella carica di premier — una coalizione con all'interno otto formazioni politicamente diverse, compreso il partito arabo moderato Ra'am di Mansour Abbas.
Proprio quest'ultima alleanza, ne provocò però la caduta. Nel giugno 2022, la deputata Idit Silman cedette alle pressioni dell'estrema destra e passò all'opposizione, facendo saltare la risicata maggioranza di un solo seggio della coalizione e aprendo le porte alla rielezione di Netanyahu, da allora alle redini del Paese.
All'epoca Israele usciva dal Covid: adesso viene da tre anni di guerra, ed è diviso sulla richiesta di una commissione indipendente che indaghi sulle responsabilità del governo riguardo ai fallimenti che permisero l'attacco di Hamas del 7 ottobre. E dalla questione della leva obbligatoria agli ultraortodossi, legge che l'ala religiosa del governo impedisce di applicare nonostante i tanti fronti aperti e i riservisti stremati.
Certo, insieme sono davvero una "strana coppia": Bennett è un ortodosso di destra vicino ai coloni, intransigente verso i palestinesi. Lapid è un laico moderato di centrosinistra, popolare nella "progressista" Tel Aviv.
Hanno però già lavorato lungamente insieme e non esitano a chiamarsi «fratelli». Facendo sapere che nella nuova formazione c'è ancora spazio: un invito all'ex Capo di Stato Maggiore Gadi Eisenkot, che a settembre ha lanciato anche lui un partito centrista chiamato Yashar!, onestà, che va molto bene nei sondaggi.
«Naftali è un uomo di destra: ma liberale, perbene, rispettoso delle leggi», ha detto Lapid. Ricordando pure le recenti elezioni in Ungheria dove Péter Magyar ha sconfitto Viktor Orbán, da 16 anni al potere: «La gente ha creduto che il cambiamento era possibile e si è unita dietro un unico candidato». [...]
Sempre che l'aritmetica lo permetta: l'ultimo sondaggio, condotto dal quotidiano Maariv, proietta 49 seggi per l'attuale coalizione di governo (il partito ultrareligioso del ministro delle finanze Bezalel Smotrich fuori, sotto la soglia di sbarramento), mentre all'opposizione ne andrebbero 61, ovvero una maggioranza nuovamente risicata. Il minimo per governare, senza i due partiti arabi cui le proiezioni attribuiscono 10 seggi.[...]








