IN RAI NON SANNO PIÙ COME BUTTARE PIÙ SOLDI DEI CONTRIBUENTI – PER SCOPRIRE SE LA RAPPRESENTAZIONE DELLA DONNA È CORRETTA, IL SERVIZIO PUBBLICO SPENDERÀ OLTRE 800MILA EURO – L’APPALTO SARÀ AFFIDATO A UNA SOCIETÀ ESTERNA, CHE DOVRÀ SOTTOPORRE UN GRUPPO DI POVERI RICERCATORI A MIGLIAIA DI ORE DI TRASMISSIONI PER "MISURARE STEREOTIPI" E "VALUTARE LINGUAGGI" E VERIFICARE POSSIBILI RAPPRESENTAZIONI DISTORTE…
Alberto Lepri per “Domani”
La Rai vuole essere certa di rappresentare correttamente le donne. E per scoprirlo è pronta a rivolgersi a una società esterna con un appalto da oltre 800mila euro. L’obiettivo è monitorare la programmazione del servizio pubblico per verificare il rispetto della figura femminile, il pluralismo dei temi e il contrasto all’hate speech.
Un compito tutt’altro che marginale: analizzare migliaia di ore di trasmissioni, classificare contenuti, misurare stereotipi, valutare linguaggi e verificare se alcuni programmi possano trasmettere una rappresentazione distorta della donna.
I ricercatori dovranno valutare almeno 1.600 trasmissioni tra Rai1, Rai2 e Rai3, produrre report periodici e segnalare eventuali criticità. Tra gli aspetti da valutare figurano il numero di donne presenti in video, il loro ruolo narrativo, la presenza di sessismo, discriminazioni e stereotipi, ma anche il modo in cui vengono raccontati femminicidi e violenze di genere. Una sorta di check up permanente del servizio pubblico.
Legittimo, anche alla luce di alcuni casi clamorosi, ma non proprio low cost.
