“TANTI VOGLIONO DIVENTARE FAMOSI, QUESTO TI PORTA A FARE MUSICA DI MERDA” – GIOVEDI’ SERA RIPARTE “X FACTOR” CON L’AFFONDO DI JAKE LA FURIA (ANCHE IN QUEST’ANNO IN GIURIA) CONTRO CHI SALE SUL PALCO CON L’UNICO OBIETTIVO DELLA FAMA – IRAMA, NUOVO GIUDICE: “IN QUESTO PERIODO STORICO L'ARTISTA È CONCENTRATO SU FAMA E SOLDI MA PRIMA DI TUTTO DOVREBBE ESSERCI LA NECESSITÀ DI DIRE QUALCOSA” – LE POSIZIONI DI PAOLA IEZZI E GABBANI - VIDEO
Da leggo.it
Il talent show Sky Original, prodotto da Fremantle, riparte giovedì 10 settembre alle 21:15 su Sky Uno e in streaming su NOW. Sei appuntamenti accompagneranno il pubblico attraverso le tre Auditions, i due Bootcamp e la Last Call, fino alla definizione dei dodici concorrenti che dal 22 ottobre saliranno sul palco del Teatro Repower di Milano per i Live Show. La finale sarà il 3 dicembre all'Unipol Forum di Milano, che torna a ospitare l'atto conclusivo dopo le ultime edizioni in Piazza del Plebiscito a Napoli. In chiaro, il programma arriverà dal 15 settembre ogni martedì su TV8 e dal 16 settembre ogni mercoledì su Cielo.
È Jake La Furia a dare alla conferenza il tono più ruvido. E anche il più diretto. Il punto, per lui, è semplice: la fama non può essere il progetto, la musica deve esserlo. «Quello che mi colpisce in generale è il fatto che c'è un non voler essere dei musicisti, ma il voler essere famosi», dice. Poi arriva la stoccata: «Questo ti può portare a fare una musica di me**a». Il successo, insomma, non certifica il talento. E senza passione il rischio è quello di utilizzare la musica come un semplice mezzo per arrivare altrove. «Penso che ci voglia comunque la passione per la musica», insiste Jake.
GIORGIA JAKE LA FURIA IRAMA PAOLA IEZZI FRANCESCO GABBANI
«Deve esserci qualcosa che lo fa brillare sul palco durante l'esibizione». Personalità, presenza, capacità di stare dentro quello che si canta. E anche piacere: «Mi piace vedere gente che è appassionata ma si diverte».
Francesco Gabbani, al secondo anno in giuria, guarda invece al peso della responsabilità. «Lo scorso anno ero molto spaventato all'idea di esprimere un giudizio, ma fa parte del gioco», racconta. Il suo auspicio è che una valutazione non rimanga una sentenza, ma diventi uno strumento per aiutare i concorrenti a sviluppare «una sorta di capacità di giudizio personale». Non soltanto imparare ad ascoltare il giudice, dunque. Imparare ad ascoltare se stessi.
Irama nuovo giudice
Se Jake mette l'accento sull'attitudine, Irama porta al tavolo la prospettiva di chi fino a poco tempo fa stava dall'altra parte. Il debutto da giudice, racconta, è stato più semplice del previsto: «Ho avuto la fortuna di essere stato accolto un po' come in una grande famiglia». È entusiasta, si sta divertendo e spera soprattutto di «trovare l'X Factor» in qualcuno dei concorrenti.
Ma non cerca di imporre una formula. «Ogni percorso secondo me è diverso, non esistono tanti modi di fare musica», dice. Nell'arte non esiste una ricetta valida per tutti. I giudici possono offrire esperienza e consigli, ma «è giusto che ognuno si faccia le proprie ossa». Il discorso torna però al punto di partenza: cosa spinge un ragazzo a fare musica? «In questo periodo storico l'artista è concentrato su fama e soldi», osserva Irama.
Ma prima di tutto dovrebbe esserci «la necessità di dire qualcosa». E anche X Factor, nonostante sia televisione, non è necessariamente sinonimo di artificio: «Parlando con i ragazzi sono persone vere, che hanno voglia di raccontare la propria storia. Bisogna scindere quella che è la finzione dalla realtà».
Paola Iezzi introduce una prospettiva ancora diversa. Non se la sente di giudicare un ragazzo che sogna la notorietà. La musica, dice, è anche una forma di rivalsa sociale: «Non ha caste, è democratica». E con i social lo è diventata ancora di più. La fama, dunque, può essere un desiderio legittimo. A patto che non cancelli tutto il resto. Per Paola, la bussola rimane l'amore per ciò che si fa: «L'amore guida tutto, salva tutto. L'amore vero per quello che si fa ci guida. Pensate al motivo per cui siete qui». Gabbani la prende sul serio, ma con il sorriso: «Viva l'amore, con la R maiuscola».



