BERSANI, CASINI E VENDOLA FANNO LA FESTA (DEMOCRATICA) A DI PIETRO - ALLA KERMESSE ESTIVA DEL PD INVITATI TUTTI, MA PROPRIO TUTTI, TRANNE QUEL CATTIVONE DI TONINO E BEPPE GRILLO, ORMAI CONSIDERATI PEGGIO DI POMPETTA - CI SARANNO LA “GRANDE COALIZIONE” IN POMPA E MAGNA-MAGNA (INVITATO PURE ALFANO), I SINDACI, I LEADER DEI SINDACATI, IL GOVERNO TECNICO AL GRAN COMPLETO E PURE BENIGNI…

Wanda Marra per il "Fatto quotidiano"

Hanno invitato praticamente tutti, tranne lui, il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro. D'altra parte sarà una festa di governo, magari anche di governissimo quest'anno quella del Partito democratico. Mancano due settimane a quello che un tempo fu l'appuntamento storico del Pci, la Festa dell'Unità e che dal 2008, parafrasando il nome del partito, si chiama più pianamente Festa democratica. Quest'anno sarà in un luogo tradizionale e simbolico, a Reggio Emilia, terra della tradizione rossa, in piena zone del terremoto.

Apre il 25 agosto Pier Luigi Bersani, chiude, sempre lui, il 9 settembre. Il programma è un gioco di incastri di agende e di opportunità politiche, e dunque non è ancora finito (sarà reso noto tra il 20 e il 22 agosto), ma gli inviti sono partiti. Grande escluso, Di Pietro : un divorzio politico che si è conclamato definitivamente nelle ultime settimane, con l'asse Bersani-Vendola che ha scelto l'Udc di Pier Ferdinando Casini e ha fatto fuori dall'alleanza il leader dell'Idv. D'altra parte, negli ultimi tempi di stracci e di insulti ne sono volati.

L'unico a condividere la sorte di "persona sgradita" è Beppe Grillo. Eppure negli anni di ospiti più o meno politicamente scorretti ce ne sono stati in quello che dagli anni 70 in poi è stato l'appuntamento centrale della ripresa politica. D'altra parte ogni edizione ha il suo sapore: nel veltroniano 2008 a Firenze, tra gli altri andarono pure Tremonti e Bossi; nel 2009, a Genova, in piena lotta per la segreteria, scomparse il comizio finale; nel 2010 a Torino fu invitato persino Renato Schifani, sommerso di fischi (come Bonanni); l'anno scorso a Pesaro fu quello delle diserzioni illustri (evidentemente tutto succedeva altrove). Questo è l'anno elettorale. E il Pd prova a pensare in grande.

Ci saranno di certo i futuri alleati, che il Pd spera di governo, Casini e Vendola. In omaggio alla grande coalizione è stato invitato anche il segretario Pdl, Angelino Alfano. Fedeli alla linea prescelta, attesi i tre leader confederali, Susanna Camusso (Cgil), Luigi Angeletti (Uil) e Raffaele Bonanni (Cisl). Non ci dovrebbe essere invece Maurizio Landini, né nessuno della Fiom. In arrivo tutti i "cosiddetti" big del partito, compreso il (semi)reietto Matteo Renzi, il sindaco di Firenze, che da minaccioso competitor di Bersani alle primarie, rischia di rimanere nel ruolo di eterno sfidante.

Oltre al capitolo "grande coalizione" c'è il capitolo tecnico: sono stati invitati tutti, dal presidente del Consiglio, Mario Monti, ai ministri Corrado Passera e Antonio Catricalà. Oppure Fabrizio Barca, ovviamente. Partito un invito anche per la contestatissima Elsa Fornero. Per ora gli unici confermati sono Renato Balduzzi (Salute) e Francesco Profumo (Università).

Chissà se Monti o lo stesso Passera che potrebbero approfittare della volata democratica per insediarsi a Palazzo Chigi nella prossima legislatura (al posto di Bersani che ci sta provando) si andranno a misurare con la platea di Reggio Emilia. Tra i capitoli del Pd di governo c'è anche quello che riguarda la questione spinosa delle liste civiche. Invitati tutti i Sindaci, sia quelli che hanno per loro "riferimento" l'Idv, come Luigi De Magistris (parola sua) ai primi cittadini di Genova , Milano, Cagliari Marco Doria, Giuliano Pisapia, Massimo Zedda.

E in parallelo alla definizione del parterre politico, c'è quello giornalistico. Programma ancora necessariamente in fieri. Tra gli invitati di sicuro ci sarà Ezio Mauro, direttore di Repubblica, quotidiano dato qualche mese fa come promotore di una lista apparentata al Pd. A dimostrare che quest'anno i Democratici ci provano a giocarsi tutte le sue cartucce a livello elettorale c'è pure il parterre delle serate: dopo anni torna Roberto Benigni. E intanto, nonostante il terremoto, i dirigenti del Pd locale sono pronti a giurare che anche quest'anno le feste sono partecipatissime.

Ammette Andrea Rossi, responsabile organizzazione del Pd di Reggio Emilia: "Certo, in alcune zone, c'è stata una flessione delle presenze del 7-8 per cento, ma soprattutto per il caldo e la crisi. E in alcuni paesi del modenese non siamo riusciti a farla la festa. Ma nel complesso le cose vanno bene".

Lino Paganelli, storico responsabile delle Feste Democratiche racconta: "Abbiamo speso meno degli altri anni. Un 25 - 30 per cento in meno". Forse per via del taglio dei finanziamenti pubblici ai partiti? "No, perché viceversa le feste finanziano il partito con i loro incassi. In generale ci sono meno soldi che girano. Ma questo non è un male, no?". Una festa di governo, in fondo, non può che cominciare dai tagli.

 

PIERFERDINANDO CASINI E PIERLUIGI BERSANI NICHI VENDOLAbeppe grillo incazzoso BEPPE GRILLO ANTONIO DI PIETRO - Copyright PizziSUSANNA CAMUSSO LUIGI ANGELETTI RAFFAELE BONANNI

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)