renzi arresto polizia

L’ARRESTO DEL SINDACO DI LODI E’ UN CETRIOLO ENORME PER RENZI - PIU' IL BULLETTO TOSCANO CERCA SI RIFARSI L’IMMAGINE SGUALCITA DALLE INCHIESTE ETRURIA E PETROLIO, PIÙ LA MAGISTRATURA LO PRENDE A SBERLE, A DIMOSTRAZIONE CHE IL SERMONCINO DI PIERCAMILLO DAVIGO NON ERA AFFATTO CASUALE

1 - IL TIMORE CHE LE INCHIESTE PROVOCHINO EFFETTI A CATENA

Massimo Franco per il “Corriere della Sera”

 

Simone Uggetti e RenziSimone Uggetti e Renzi

La tegola dell' arresto del sindaco dem di Lodi è una di quelle che Matteo Renzi si sarebbe risparmiato volentieri: soprattutto in questa fase. Non solo arma la propaganda del Movimento 5 Stelle e della Lega su una questione morale targata Pd.

 

Frustra anche il tentativo del vertice del partito di risalire la china di un'immagine un po' sgualcita dalle inchieste giudiziarie; e soprattutto di contrapporre all' azione della magistratura e alle tensioni con l' Anm quella di un governo operativo, deciso a fare pulizia, e non condizionato dalle magagne dei gruppi dirigenti locali.

 

Simone UggettiSimone Uggetti

Il vero imbarazzo è che arriva ad appena un mese dalle Amministrative, e a cinque dal referendum costituzionale. E ridà corpo al fantasma, sempre più spesso evocato dal Pd, di un' offensiva contro il governo Renzi. La scelta dell' arresto del sindaco viene considerata eccessiva, visti i reati contestati. E il rosario di inchieste e provvedimenti che colpiscono esponenti del partito del premier inducono, più che all' autocritica, al sospetto. Il problema è che a ipotizzare questa sorta di complotto giudiziario sono alleati spuri di Renzi come gli uomini di Denis Verdini.

 

GRAZIANO GUERINIGRAZIANO GUERINI

Nel Pd, invece, si oscilla tra silenzi imbarazzati, inviti alla giustizia perché chiarisca quanto prima le responsabilità, se ci sono, e ammissione che esiste un problema serio da risolvere. Si tratta comunque di approcci che chiamano in causa, in positivo o in negativo, il doppio ruolo del segretario-presidente del Consiglio. E portano acqua a tutti i suoi avversari, ai quali non sembra vero di poter scaricare su Palazzo Chigi problemi comuni a gran parte della classe politica, in particolare in Regioni e Comuni.

 

guerini  ferrandinoguerini ferrandino

Il capo leghista Matteo Salvini arriva a sostenere che Renzi sarebbe «la questione morale dell' Italia», rimuovendo le inchieste che hanno riguardato esponenti anche di primo piano del Carroccio. E nel M5S si approfitta dell' arresto del sindaco Simone Uggetti per picconare la riforma del Senato.

 

«Con la riforma, Uggetti sarebbe senatore. Fermiamoli». Insomma, il timore è quello di un «effetto domino» che dalle inchieste potrebbe portare a una sconfitta elettorale a Milano, dove è in atto una sfida strategica, e in altre città come Roma e Napoli, pure in bilico. Ma l'ipoteca giudiziaria può pesare anche sulla campagna per il referendum che deve confermare le riforme renziane, a ottobre.

Matteo Renzi e Federica Guidi Matteo Renzi e Federica Guidi

 

L'elezione di consiglieri regionali e di sindaci a Palazzo Madama è un potenziale boomerang, se passa l'idea di una nomenklatura locale a rischio. Anche il fatto che nel Pd si inviti la magistratura a procedere «senza guardare in faccia nessuno» è letto in modo malizioso: come se di solito i giudici avessero un occhio di riguardo per il Pd. Forse sono solo fantasmi, eppure ai dem cominciano a fare paura .

 

2 - UN ARRESTO AL GIORNO LEVA RENZI DI TORNO

Maurizio Belpietro per “Libero Quotidiano”

 

Filippo BubbicoFilippo Bubbico

Si ode a sinistra un tintinnio di manette. Non che fino a ieri i compagni fossero esentati dal finire in gattabuia, ma ultimamente diciamo che frequentano le patrie galere con maggiore assiduità rispetto al passato. L' ultimo a finire agli arresti è stato ieri il renziano sindaco di Lodi, Simone Uggetti, braccio destro e anche sinistro dell' attuale vicesegretario nazionale del Pd Lorenzo Guerini, di cui il primo cittadino finito in prigione è stato per due volte assessore prima di sostituirlo sulla poltrona più importante del capoluogo lombardo.

 

matteo renzi federica guidimatteo renzi federica guidi

Uggetti è accusato di turbativa d'asta: in pratica avrebbe pilotato il bando per la gestione delle piscine comunali, cercando di far vincere una società in danno di altre. Per l' accusa avrebbe tentato anche di inquinare le prove, subornando e intimidendo i testimoni grazie al proprio ruolo e a un carattere autoritario. Naturalmente siamo ai capi d'accusa che dovranno essere vagliati dai giudici, e dunque per il sindaco di Lodi il giudizio è sospeso. Ciò che invece non pare sospeso è lo stillicidio di arresti e indagini che riguardano esponenti facenti parte della squadra del presidente del Consiglio.

GRAZIANO BOSCHIGRAZIANO BOSCHI

 

L' altro giorno un consigliere di Siracusa è stato fermato con venti chili di droga, ma forse gli stupefacenti detenuti erano per uso personale e comunque diciamo che l' arrestato non è un esponente di prima fila del partito. Un po' più importante è invece Stefano Graziano, il presidente del Pd campano.

 

Nel suo caso non sono scattate le manette, come invece è accaduto ad un suo coimputato e compagno, il sindaco di Santa Maria Capua Vetere, ma l' ex onorevole nonché consulente di Palazzo Chigi è stato indagato con l' accusa infamante di concorso esterno in associazione camorristica.

 

STEFANO GRAZIANOSTEFANO GRAZIANO

Con l' indagine di Potenza, che ha portato alle dimissioni del ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi, sono finiti nei guai anche due sottosegretari lucani del Pd, Filippo Bubbico e Vito De Filippo. Il primo è indagato per abuso d'ufficio: avrebbe fatto trasferire un prefetto che disturbava qualche interesse. Il secondo invece è sotto inchiesta per induzione indebita nell' ambito dell' indagine sui presunti vantaggi ai petrolieri in Basilicata.

 

Come per Uggetti, anche nei casi di Graziano, Bubbico e De Filippo vale il principio della presunzione d' innocenza. Fino a quando non interverrà una sentenza, sono da considerare candidi come gigli. Loro come gli altri 120 indagati del partito di cui il quotidiano Il Fatto tiene una contabilità aggiornata, che a volte sembra correre più veloce di quanto corra il debito pubblico.

 

VITO DE FILIPPOVITO DE FILIPPO

Tuttavia, precisato il fatto che come dice il nostro presidente del Consiglio i processi si fanno nelle aule di giustizia e non sulle pagine dei giornali, rimane da fare una considerazione. E cioè che il numero di arresti e indagini che coinvolgono gli esponenti del partito al governo non sembrano casuali e slegati dal momento politico. Forse non ci sarà l'assalto giudiziario prefigurato dal senatore verdiniano Vincenzo D' Anna, che ieri ha immaginato un' offensiva della magistratura contro Renzi.

P. Davigo a Radio2P. Davigo a Radio2

 

Sta di fatto che, anche se non fosse parte di un piano o di un complotto dei giudici per far fuori il presidente del Consiglio, lo stillicidio c' è e non è un fenomeno che si possa ignorare. Soprattutto dopo l' uscita del nuovo presidente del sindacato nazionale dei magistrati. Chi immaginava che i vertici dell' Anm avrebbero bacchettato Piercamillo Davigo si è dovuto ricredere, segno evidente che quelle frasi urticanti uscite dalla bocca dell' ex pm di Mani pulite non erano casuali, ma meditate.

 

matteo renzi marco carraimatteo renzi marco carrai

Ovviamente nessuno sa dire se questo sia l'inizio di una nuova stagione di scontri tra politica e toghe, come se ne sono visti in passato e come lascerebbero presagire alcune reazioni un po' stizzite di Matteo Renzi. Però ci sentiamo di dire che per il governo e la maggioranza nel suo complesso non tira una bella aria. Forse non sarà un uragano, quello in arrivo, ma a scrutare il cielo pare che un po' di burrasca stia per abbattersi su Palazzo Chigi e dintorni.

Piercamillo DavigoPiercamillo Davigo

 

Ultimi Dagoreport

meloni tajani crosetto garavaglia giorgetti salvini conte

DAGOREPORT - NON SOLO SALVINI MA ANCHE I COSIDDETTI ''RIBELLI LEGHISTI'' APPARTENGONO ALL'IMMORTALE COMMEDIA ITALIANA: SCALPITANO, BRIGANO, ANNUNCIANO, MA NEL MOMENTO DELLA VERITÀ SI DIMOSTRANO SEMPRE I MEJO “CAGHETTA” DELLA PADANIA - IL CONGRESSO STRAORDINARIO DELLA LEGA, CHE HA MANTENUTO AL VERTICE IL MALCONCIO SALVINI, È L’ULTIMO, LAMPANTE ESEMPIO - TUTTO IL CORAGGIO DI GIORGETTI E' STATO QUELLO DI MANDARE ALLO SBARAGLIO IL FIDO GARAVAGLIA: SE FEDRIGA NON SI E' NEMMENO PRESENTATO (SCUSA CRESIMA DEL FIGLIO), QUEL CUOR DI CONIGLIO DI ZAIA SI E' LIMITATO A FARE CIAO-CIAO CON LA MANINA: COSI', GARAVAGLIA SI E' RITROVATO AL FIANCO SOLO FONTANA (E ROMEO) – LA SPARATA ANTI-UCRAINA DI SALVINI (“DIRÒ STOP ALLE ARMI A KIEV”) DEFLAGHERA' NEL PROSSIMO CDM CHE DOVRA' DARE IL VIA AL PACCHETTO DI AIUTI A ZELENSKY DI 4 MILIARDI, FERMI DA GIUGNO – SUL RIPETUTO NO DI SALVINI, LA MELONI NICCHIA, MENTRE TAJANI PREME PER VOTARLA - TANTA FIBRILLAZIONE, PUR ESSENDO L'ITALIA IN FONDO ALLA CLASSICA DEI CONTRIBUTORI EUROPEI DI AIUTI ALL'UCRAINA, LA SVELO' CROSETTO IN UN'INTERVISTA ALLA BBC: "LA MAGGIORANZA DELL'OPINIONE PUBBLICA ITALIANA E' CONTRARIA A SOSTENERE L'UCRAINA" - E MICA SOLO A DESTRA: SE IL M5S DI CONTE DA SEMPRE SBERTUCCIA I "CESSI D'ORO" DI ZELENSKY, ANCHE PER IL 70% DEGLI ELETTORI DEL PD SERPEGGIA UNA FORTE INSOFFERENZA (EUFEMISMO) PER LE SORTI DELLA DISGRAZIATA UCRAINA... - VIDEO

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…

leonardo maria del vecchio marco travaglio il fatto quotidiano

DAGOREPORT - L’ULTIMA SMARGIASSATA MANICOMIALE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO DI LANCIARE UN’OPA SULLA "SEIF", SOCIETA EDITORIALE DEL "FATTO QUOTIDIANO", REO DI SQUADERNARE CON I SUOI ARTICOLI FATTI E MISFATTI DELLA SUA AGITATISSIMA ATTIVITÀ PRIVATA E PROFESSIONALE, FINO A IERI POTEVA RIENTRARE IN UNA CATEGORIA BEN NOTA IN ITALIA CON IL TERMINE: "CI SEI O CI FAI?", "SEI SCEMO O MI STAI PRENDENDO PER IL CULO?" - NEL CASO DI LMDV, ORMAI, L’INTERROGATIVO NON HA PIÙ SENSO: IL SIGNORINO È PROPRIO FUORI DI TESTA, FUORI ORARIO, FUORI BINARIO - ANZICHÉ OCCUPARSI DI SBLOCCARE LA RISSA IN CASA DEL VECCHIO CHE OCCUPA LE CRONACHE FINANZIARIE ITALIANE DA BEN QUATTRO ANNI, NONCHÉ PREOCCUPARSI DI UN DEBITO PERSONALE CRESCIUTO A VELOCITÀ IMPRESSIONANTE, IL RISULTATO OTTENUTO DALL’ULTIMA SPACCONATA DA FEDEZ PICCHIATELLO DI LEONARDINO, DETTO LENNY, È CHE OGGI IN BORSA È RIUSCITO A FAR BALZARE IN POSITIVO IL TITOLO DELLA SOCIETÀ EDITORIALE IL FATTO: + 18,18%. BENE, BRAVO, CONTINUA COSÌ…

elly schlein vincenzo de luca piero

VINCENZO, SCENDI IN CAMPO! - DE LUCA E' STUZZICATO ALL'IDEA DI CANDIDARSI ALLA PRIMARIE DEL "CAMPO LARGO", MA AL MOMENTO DELLA VERITA’ SI FRENA PER NON DANNEGGIARE IL FIGLIO PIERO, DEPUTATO DEM E COORDINATORE DEL PD IN CAMPANIA - RENZI IMPLORA IL SINDACO DI SALERNO DI PROPORSI COME FRONTMAN DI ITALIA VIVA (“DA SOLO VALE DUE PUNTI PERCENTUALI”) MA LO SCERIFFO HA DECLINATO (PER ORA) PER IL “BENE” DI PIERO, E CHIEDE AI SUOI FEDELISSIMI DI IMPEGNARSI PER ELLY SCHLEIN ALLE PRIMARIE - RISULTATO: I SUOI STORICI AMICI LO STANNO MOLLANDO PERCHE' NON LO RICONOSCONO PIU'... - VIDEO!

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”