CHI L’AVREBBE MAI DETTO: ALLA FINE È STATO QUEL SEMOLINO DI GIORGETTI A SCONFIGGERE CALTAGIRONE – “IL FATTO QUOTIDIANO”: “IL MINISTRO HA FATTO LA SUA MOSSA: BPM A SORPRESA HA VOTATO CONTRO LA ‘LISTA CALTAGIRONE’ PER IL NUOVO CDA DEL MONTE, SANCENDO LA VITTORIA DEL VECCHIO E NUOVO AD LUIGI LOVAGLIO, OGGI INVISO AL SCIUR PADRUN ROMANO. ALL’OPPOSIZIONE A SIENA, ORA I CALTAMELONI SI RITROVANO ALL’OPPOSIZIONE PURE IN GENERALI. DICONO A ROMA CHE IL REGISTA MELONIANO FAZZOLARI SIA FUORI DALLA GRAZIA DI DIO E CHE GIORGETTI NON SIA PIÙ COSÌ VICINO AL CUORE DELLA PREMIER, MA CON QUESTI CHIARI DI LUNA MEDIORIENTALI MELONI DOVRÀ TENERSELO CARO..."
COME FU CHE GIORGETTI SCONFISSE I CALTAMELONI
Estratto dell’articolo di Marco Palombi per “il Fatto quotidiano”
GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE
Va ammesso: avevamo sottovalutato Giancarlo Giorgetti. L’uomo che trae la sua forza dalla natia e operosa Cazzago Brabbia, un po’ come Rossella di Via col vento dalla rossa terra di Tara, non ci era mai parso un cuor di leone, […] e anzi ci sembrava che la sua migliore qualità fosse quella di saper galleggiare con ogni tipo di mare.
In questo pregiudizio eravamo stati confermati, da ultimo, dalla sua solida alleanza con Giorgia Meloni: la premier copriva la politica economica “prudente” al limite dell’inazione del ministro, quello si faceva andar bene spericolate operazioni di potere nelle partecipate e nel mondo bancario.
francesco gaetano caltagirone - giorgia meloni
Tutto come da copione, ma ora si scopre che è proprio il galleggiante Giorgetti il vero nemico dei Caltameloni, quel bizzarro ircocervo socio-economico-politico che, tramite Mps, era riuscito a prendersi Mediobanca e il forziere di Generali, proprio mentre il ministro sognava il terzo polo bancario tra la stessa Montepaschi e Banco Bpm (Caltagirone gli spiegò che non se ne parlava proprio).
Ammaccata la premier dal referendum, ammaccati i Caltameloni dalle inchieste dei pm e dalle fibrillazioni interne a Delfin (la holding degli eredi Del Vecchio, fino a ieri alleata del finanziere-palazzinaro), il ministro ha fatto la sua mossa: Bpm […] a sorpresa ha votato contro la “lista Caltagirone” per il nuovo cda del Monte, sancendo la vittoria del vecchio e nuovo ad Luigi Lovaglio, oggi inviso al sciur padrun romano.
giovanbattista fazzolari e giorgia meloni
All’opposizione a Siena, ora i Caltameloni – per li rami – si ritrovano all’opposizione pure in Generali, la vera preda, dove già si intravede un nuovo asse di controllo: Mps-mediobanca, i Del Vecchio (finché non dovranno vendere le loro quote) e Unicredit, che ha fatto pace col Tesoro e guida le manovre su Delfin.
Dicono a Roma che il regista meloniano Fazzolari sia fuori dalla grazia di dio e che Giorgetti non sia più così vicino al cuore della premier, ma con questi chiari di luna mediorientali Meloni dovrà far finta di niente e tenerselo caro: d’altronde molti, finché dura, possono comandare, ma come galleggia lui...
IL REALISTA CHE VEDE NERO (MA SI DÀ DA FARE): DAL «VIENE GIÙ TUTTO» ALLA VOGLIA DI RESTARE
Estratto dell’articolo di Marco Cremonesi per il “Corriere della Sera”
«Ah! Qui viene giù tutto…» è la quintessenza del giorgettismo. Una delle più tipiche espressioni del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Ma attenzione: nulla c’entra con il rapporto deficit/pil, né con la crisi di Hormuz, niente d’attualità: semplicemente, è una sua modalità espressiva classica.
[…] Giorgia Meloni ci ha scherzato sopra durante il Consiglio dei ministri dell’altro giorno: «Giancà, non essere così pessimista». Chissà se ha saputo da qualche amico del ministro, zona Varese ma non solo, il vecchissimo soprannome: «Pessimista cosmico».
GIANCARLO GIORGETTI E MARIO DRAGHI
Lui, poi, con i giornalisti ha sbuffato: «Io pessimista? Accendete il telegiornale e poi ditemi voi…». Ma è la verità. Giorgetti non pensa a sé stesso come a un pessimista. Ma come a un realista che si dà da fare, e sente il dovere morale di farlo, per far andare le cose meglio.
La leggenda narra che un Giorgetti neanche trentenne, candidato sindaco nella sua Cazzago Brabbia sul lago di Varese, vedesse nerissimo. Era già consigliere comunale da tempo, erano gli anni d’oro della prima Lega. Ma pare che lui nemmeno volesse candidarsi: «Prendiamo una tranvata».
Finì che votò l’83,81% dei cittadini, bei tempi, e scelsero tutti quanti lui. Proprio tutti: 100% dei voti. Un record.
Qualche anno più tardi, già era deputato e segretario della Lega lombarda, ebbe un serio incidente giocando a pallone.
UMBERTO BOSSI E GIANCARLO GIORGETTI
Una brutta frattura del bacino che lo costrinse a letto per un lungo periodo. Raccontava Umberto Bossi: «Giorgetti mi ha detto che non vuole più fare il segretario della Lega: “Non so neanche se tornerò in piedi...”.
Io quasi l’ho sollevato di peso: “Te ne rimani lì”». Perché, aggiungeva Bossi, «Giorgetti è il più bravo di tutti». Ma chi lo conosce sa che quel periodo, con il dover dipendere dagli altri per tutto, ha segnato il suo carattere.
[…] Giorgetti forse è uno dei pochi che dice le cose per quello che sono. Quasi un’anomalia, di cui spesso nemmeno i leghisti gli sono grati. E lo fa capace, persino da via XX Settembre, di pronunciare quella parola che non si può dire: «Recessione». E «sacrifici», anche. Una parola di verità a cui non sempre siamo abituati.
FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE MILLERI
giorgia meloni e giancarlo giorgetti 4
giancarlo giorgetti con gilet da pescatore ad ancona 1
giorgetti bossi
PAOLO GENTILONI GIANCARLO GIORGETTI
GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE
fazzolari meloni
