DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…
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Pare che Marina Berlusconi non sia per niente soddisfatta del “rimescolamento” di carte interno a Forza Italia.
Pur essendo partito dalla ''Famiglia" l’input a rinnovare i vertici, per avere “facce nuove”, ciò che è stato portato a casa è un compromesso un po’ al ribasso.
I nuovi capigruppo, Enrico Costa alla Camera e Stefania Craxi al Senato, non sono esattamente i nomi che la primogenita del Cav. aveva immaginato.
Al posto di Gasparri, infatti, la Cavaliera di Arcore avrebbe voluto la sua avvocata, la senatrice Cristina Rossello, che però si è immediatamente chiamata fuori, visti i suoi pessimi rapporti con Tajani.
Al posto di Paolo Barelli, potente consuocero del segretario ciociaro che ha messo mano su tutte le nomine, la favorita era la fedelissima Deborah Bergamini.
Ma l'ameba ciociare non ha preso per niente bene il siluramento del famiglio Barelli e avrebbe addirittura minacciato le dimissioni da vice premier e ministro degli Esteri.
A quel punto, per evitare la rovinosa caduta del governo Meloni, la ''gianniletta" in gonnella è stata costretta a fare un passo indietro. In questa fase convulsa della vita del partito, Marina si ritrova circondata da un manipolo di fedelissimi: in primis Deborah Bergamini, seguita da Cristina Rossello, Giorgio Mulè, il governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, l’ad di Fininvest, Danilo Pellegrino, un manager che, ovviamente, non mastica granchè di politica romana.
A preoccupare Marina ci sono anche le inevitabili conseguenze dei cambi al vertice: il verace Paolo Barelli, che ha perduto il potere di mettere mano su tutte le nomine, ha infatti il coltello tra i denti e vuole vendicarsi.
Lo ha già fatto intuire con alcune velenose dichiarazioni (“FI non si guida da fuori”; “Non sono stato dimesso da nessuno”) e Tajani sta provando ad allinearsi alla guerriglia aperta dal consuocero.
In questo senso va la decisione di procedere con i congressi regionali, per blindare le file del partito a livello locale, controllando il segretario gran parte delle tessere (nonostante Francesca Pascale abbia evocato stranezze sul numero degli iscritti e dei tesserati al partito).
DEBORAH BERGAMINI - FOTO LAPRESSE
Al centro della partita tra i Berlusconi e quello che resta di Tajani c’è il potere di mettere mano alle liste elettorali in vista delle elezioni politiche del 2027. Significa avere il controllo sugli eletti di Forza Italia, e quindi sul destino della legislatura.
Al fianco della Cavaliera Marina c’è ovviamente il fratello, Pier Silvio, che sta cercando di “bonificare” la rete(4) di Mediaset, i cui talk sono da un pezzo più propensa a portare acqua ai Meloni di Fratelli d’Italia che agli azzurri.
E per un Sallusti che si è riavvicinato alla Famiglia, dopo una sbandata di due libri in gloria della Statista immaginaria della Garbatella, e per un Mauro Crippa avviato alla pensione, ci sono Paolo Del Debbio e Nicola Porro che si fanno trombettieri del verbo meloniano.
MARINA E PIER SILVIO BERLUSCONI
Dei due, è soprattutto Nicola Porro a preoccupare di più i vertici di Mediaset, vista anche la pervasività della sua comunicazione: il giornalista non ha solo uno spazio televisivo, ma una piattaforma online molto seguita (che pare gli garantisca tra i 60 e i 95mila euro al mese), e dei canali social martellanti.
Tra i giornalisti in quota destra, si segnala il vivacissimo e multitasking Tommasino Cerno. I soliti maligni sussurrano che il sereno-variabile ex direttore de "L'Espresso", già senatore di Italia Viva di Matteo Renzi, si sia così ben acclimatato a Milano, dove tra una ospitata e un programma televisivo, dirige "Il Giornale" e che, più che parlare con gli editori Angelucci, preferisca intrattenersi con i diavoletti della bollente nighlife a "misura Duomo"…
nicola porro giorgia meloni
paolo del debbio giorgia meloni atreju foto lapresse 2
tommaso cerno (2)
DEBORAH BERGAMINI - FOTO LAPRESSE.
DEBORAH BERGAMINI - ANTONIO TAJANI - RENATO SCHIFANI - FOTO LAPRESSE
tommaso cerno 2 di picche 2
marina berlusconi vota per il referendum sulla giustizia 3
LA PAGINATA DEL FATTO QUOTIDIANO SU MARINA BERLUSCONI




