L’EUROPA TENDE LA MANO ALL’ITALIA – IL COMMISSARIO EUROPEO DOMBROVSKIS NON CHIUDE LA PORTA A UN’USCITA ANTICIPATA DI ROMA DALLA PROCEDURA PER DISAVANZI ECCESSIVI GIÀ QUEST’ANNO. MA LA CAROTA NASCONDE UN BEL BASTONE: NON BASTERÀ FAR SCENDERE IL DEFICIT DEL 2025 AL 2,9%. DOVRÀ RIMANERE SOTTO LA SOGLIA CRITICA ANCHE QUEST’ANNO E PURE IL PROSSIMO, MOTIVO PER CUI BRUXELLES RESTA CONTRARIA ALL’IPOTESI DI CONCEDERE ULTERIORE FLESSIBILITÀ PER AFFRONTARE LA CRISI ENERGETICA…
Estratto dell’articolo di Marco Bresolin per “La Stampa”
GIANCARLO GIORGETTI - VALDIS DOMBROVSKIS
C’è ancora uno spiraglio per l’uscita anticipata dalla procedura per disavanzi eccessivi già quest’anno. Il governo italiano ci crede e il ministro Giancarlo Giorgetti ne ha parlato lunedì con Valdis Dombrovskis, come rivela lo stesso commissario a La Stampa.
L’esecutivo spera in una revisione dei dati definitivi del 2025, in particolare quelli sul Superbonus, che potrebbero far scendere il deficit reale al di sotto del 3%.
La Commissione non chiude la porta e si dice pronta a rivalutare la situazione in autunno anche se, come avverte Dombrovskis, per uscire dalla procedura non basterà far scendere il deficit del 2025 al 2,9%: dovrà rimanere sotto la soglia critica anche quest’anno e pure il prossimo, motivo per cui Bruxelles resta contraria all’ipotesi di concedere ulteriore flessibilità per affrontare la crisi energetica.
ursula von der leyen giorgia meloni conferenza sulla ricostruzione dell ucraina. foto lapresse
«In base alla traiettoria di bilancio corrente – spiega Dombrovskis a margine del Brussels Economic Forum – l’Italia dovrebbe portare il deficit sotto il 3% del Pil quest’anno in modo da uscire dalla procedura per deficit eccessivo l’anno prossimo.
Il governo puntava a farlo con un anno di anticipo, ma secondo i dati pubblicati da Eurostat, il deficit nel 2025 si è assestato al 3,1%, quindi al di sopra della soglia». Sin qui, tutto noto. Ma il commissario lascia intendere che la partita potrebbe non essere ancora chiusa del tutto.
«Nella conversazione che ho avuto con Giorgetti – rivela – mi ha detto che potrebbero esserci alcune rivalutazioni di questi dati in autunno, alla luce dei numeri definitivi del Superbonus. E quindi potrebbero esserci degli sviluppi».
Valdis Dombrovskis e Giorgia meloni a palazzo chigi
Questo vuol dire che, qualora Eurostat certificasse una reale revisione del deficit 2025 dal 3,1% al 2,9% nel mese di ottobre, la Commissione potrebbe decidere immediatamente di chiudere la procedura.
«Teoricamente è possibile», ammette Dombrovskis, confermando che la decisione verrebbe presa «in autunno sulla base dell’eventuale rivalutazione di Eurostat». Ma, sottolinea, per archiviare la pratica il deficit deve «stabilizzarsi sotto la soglia».
E questo significa che nel 2026 non dovrebbe andare oltre il 2,9%: si tratta del livello attualmente previsto dal Tesoro, che ovviamente verrebbe superato nel caso in cui ci fosse scostamento. Per questo la Commissione continua a opporsi a uno sforamento.
ursula von der leyen giorgia meloni
«Per quanto riguarda la risposta alla crisi energetica – insiste Dombrovskis – il nostro consiglio è di adottare misure temporanee, limitate e che non portino a un aumento della domanda di combustibili fossili». E soprattutto «di farlo rispettando le traiettorie di bilancio concordate». Al termine dell’Eurogruppo di lunedì, il commissario aveva invitato i Paesi come l’Italia a utilizzare «le flessibilità esistenti nel Patto».
[…] La Commissione e l’Eurogruppo hanno infatti respinto la proposta italiana di estendere alla crisi energetica la clausola di salvaguardia per le spese militari, «ma ovviamente – assicura Dombrovskis – dobbiamo monitorare la situazione e rimanere pronti a prendere delle misure qualora la situazione dovesse cambiare». […]
GIANCARLO GIORGETTI - VALDIS DOMBROVSKIS
VALDIS DOMBROVSKIS - GIANCARLO GIORGETTI
Valdis Dombrovskis e Giorgia meloni a palazzo chigi